Il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio è diventato un’icona del Natale in cui nessuno è escluso. Chi partecipa al banchetto, con il suo nome e la sua storia spesso dolorosa, è al centro della Chiesa. «La Chiesa è di tutti, particolarmente dei poveri», ricordava san Giovanni XXIII nel Concilio Vaticano II. E il «particolarmente», nel pranzo, non è un generico auspicio. I poveri per la Chiesa non sono una categoria sociologica, né una realtà separata, semplici destinatari di aiuto e di assistenza, ma fratelli e sorelle, secondo quanto si legge nel Vangelo. Chi lo ascolta si fa prossimo, come il Buon Samaritano, di chi è abbandonato, povero, malato. Il servizio a chi è povero per Sant’Egidio non è una “attività sociale", ma un modo di vivere in un rapporto di affetto, prossimità e cura con coloro che sono nel bisogno, percepiti non come utenti di un servizio, ma come familiari. E, come ha detto, alla tavola di Sant’Egidio, Benedetto XVI: «qui si confonde chi serve e chi è servito». Prefazione di Matteo Zuppi.
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Il pranzo di Natale. Una tavola per tutti
| Titolo | Il pranzo di Natale. Una tavola per tutti |
| Curatori | Comunità di Sant'Egidio, Vincenzo Paglia |
| Prefazione | Matteo Zuppi |
| Argomento | Scienze umane Religione e fede |
| Collana | Attualità e storia, 206 |
| Editore | San Paolo Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 11/2022 |
| ISBN | 9788892240063 |
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