La persuasione che qualcosa incomincia e cessa di essere (che c’è di più ovvio?) implica necessariamente la persuasione che tale qualcosa è nulla. Nella testimonianza del destino (Emanuele Severino) è questo il cuore del nichilismo. L’estremo errore, l’impossibile follia. Che da 2500 anni va tuttavia cercando la propria più compiuta identità. Non già presentandosi come tale, ma per interposta persona: come assolutizzazione del divenire (Leopardi, Nietzsche, Gentile). Quali sono i confini ultimi cui il nichilismo è necessità che si spinga per poter esser sé sino in fondo e cioè per essere “perfetto”? (Del resto non potendo esserlo davvero, in quanto Errore, senza al tempo stesso tramontare in Ciò che ne è il fondamento inconscio e il destino ultimo).
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Il nichilismo perfetto (e l’Io infinito del destino: la Gloria, la Gioia)
| Titolo | Il nichilismo perfetto (e l’Io infinito del destino: la Gloria, la Gioia) |
| Autore | Fabio Farotti |
| Argomento | Scienze umane Filosofia |
| Editore | Padova University Press |
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| Pubblicazione | 03/2023 |
| ISBN | 9788869383373 |
20,00 €
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