Ispirandosi liberamente all'opera del Belli e del Porta, Gabriele Mistrangelo dipinge nei suoi Sonetti la Milano moderna. Per farlo, non utilizza il dialetto, ma quella lingua composita che viene parlata per le strade cittadine. I suoi personaggi sono emigrati del sud Italia, extra-comunitari, operai, donne di vita, gente di ogni risma. Questi tipi umani innestano il proprio vernacolo sulla parlata lombarda, venendo a creare un idioma assolutamente originale. Come dice egli stesso nell'introduzione, egli descrive la parte meno istruita della città, e per farlo si è servito di un gergo corrotto, che è ancora italiano, ma un italiano tutto guasto, da analfabeta di ritorno. I versi di Gabriele Mistrangelo ricalcano perfettamente la lingua orale; perciò, non si scandalizzi il lettore se vi troverà espressioni volgari, solecismi, barbarismi e neologismi a iosa, oltre a tutto quello "che l'ampio fiume della lingua parlata trascina con sé". I sonetti milanesi di Gabriele Mistrangelo sono una rappresentazione iperrealistica di Milano e dei suoi cittadini. In essi la sua vena satirica trova la sua più alta espressione, pur sapendo che le idee dei suoi milanesi potrebbero suscitare scandalo.
Sonetti milanesi. Maranza, boomer, influencer e altri milanesi contemporanei
| Titolo | Sonetti milanesi. Maranza, boomer, influencer e altri milanesi contemporanei |
| Volume | 1 |
| Autore | Gabriele Mistrangelo |
| Editore | Youcanprint |
| Formato |
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| Pagine | 240 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791224057468 |




