I giardini, per quanto affidati ai tempi lunghi della natura, possiedono un carattere effimero non dissimile da quello della decorazione d'interni: soggiacciono alla volontà di rinnovo della committenza e alla necessità di presentarsi attenti alle novità del gusto. L'obiettivo di questa indagine è dare visibilità a ciò che è invisibile, ricostruendo l'arte e lo sviluppo di quegli spazi nel tempo, attraverso dati e disegni che adesso si possono trovare solo negli archivi. Esempi di influenza francese - non esclusiva piemontese, ma qui meglio che altrove oggettivata in creazioni che traducono e trasformano architetture, stili e atmosfere - i giardini della corte torinese sono espressione di una cultura e di una sensibilità che tiene conto del contesto locale e delle sue caratteristiche. Il periodo preso in esame (1650-1773) tra il ducato di Savoia e Il regno di Sardegna, racconta molto bene la circolazione delle idee in Italia e in Europa.
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Il giardino francese alla corte di Torino (1650-1773). Da André Le Nôtre a Michel Benard
| Titolo | Il giardino francese alla corte di Torino (1650-1773). Da André Le Nôtre a Michel Benard |
| Autore | Paolo Cornaglia |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Architettura |
| Collana | Centro studi della Reggia di Venaria. La civiltà delle corti, 3 |
| Editore | Olschki |
| Formato |
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| Pagine | 236 |
| Pubblicazione | 05/2021 |
| ISBN | 9788822267399 |
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