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Aracne: Iconografie d'Europa

Il tramonto degli Imperi (1918-2018)

Il tramonto degli Imperi (1918-2018)

Libro: Libro in brossura

editore: Aracne

anno edizione: 2020

pagine: 288

Ci sono date che fanno da spartiacque. Una di queste è il 1918. "Tramonto" è la parola che più connota quell'anno fatidico, soprattutto se associata all'antichissima forma di organizzazione politica chiamata "impero". Nel 1918 si consumò davvero il tramonto degli imperi. Di questo evento epocale il volume offre un'analisi comparata e multidisciplinare sia della natura e dimensioni dei singoli processi di dissoluzione istituzionale sia del più generale impatto politico, sociale, economico e culturale tanto nell'immediato quanto nel medio-lungo periodo. Da quel momento l'Europa non fu più la stessa e la nozione di Occidente subì una torsione semantica e ideologica decisiva, forse irreversibile.
15,00

University Cooperation and Process of Peace

University Cooperation and Process of Peace

Libro: Libro in brossura

editore: Aracne

anno edizione: 2020

pagine: 240

15,00

La Costituzione polacca del 3 maggio 1791. Un'ipotesi interpretativa sulla debolezza del primo testo costituzionale europeo

La Costituzione polacca del 3 maggio 1791. Un'ipotesi interpretativa sulla debolezza del primo testo costituzionale europeo

Mirela Marta Banach

Libro: Libro in brossura

editore: Aracne

anno edizione: 2018

pagine: 92

L'opera analizza la peculiarità delle dinamiche storico-istituzionali polacche del XVIII secolo che contribuirono all'elaborazione e alla promulgazione della prima Costituzione moderna scritta d'Europa. L'atipicità dello sviluppo istituzionale della settecentesca res publica polacca necessita di una analisi sradicata dai canoni interpretativi occidentali, nonché di una forte contestualizzazione della problematica costituzionale ruotante attorno al 3 maggio. Da qui l'esigenza di esaminare la questione con una previa esposizione dell'assetto politico-istituzionale precostituzionale, ai fini della comprensione del cruciale passaggio del regime politico dall'oligarchia magnatizia verso il moderno modello di monarchia costituzionale. Un modello che concorse a identificare il dettame costituzionale come sacralità nazionale coincidente con la formazione di una moderna nazione polacca.
8,00

Frate Giorgio Martinuzzi. Cardinale, soldato e statista dalmata agli albori del Principato di Transilvania

Frate Giorgio Martinuzzi. Cardinale, soldato e statista dalmata agli albori del Principato di Transilvania

Gizella Nemeth Papo, Adriano Papo

Libro: Libro in brossura

editore: Aracne

anno edizione: 2017

pagine: 544

Giorgio Martinuzzi Utyeszenics (1482-1551), meglio conosciuto come frate Giorgio, fu vescovo di Várad (Oradea), primate d'Ungheria, cardinale, sommo tesoriere, giudice supremo, comandante militare, luogotenente regio in Ungheria e in Transilvania. Nato in Dalmazia da genitori nobili ma decaduti, dopo un'esperienza monastica vissuta in Ungheria e in Polonia ricoprì alti incarichi ecclesiastici, amministrativi e militari nel Regno d'Ungheria di Giovanni I Zápolya e in Transilvania. Il suo obiettivo politico fu quello di tenersi in equilibrio tra le due grandi potenze dell'epoca, quella asburgica e quella ottomana, al fine di salvaguardare l'integrità territoriale del regno magiaro. Sortì tuttavia l'effetto contrario: la nascita del Principato di Transilvania con la conseguente tripartizione dell'Ungheria. Accusato di connivenza col Turco dopo l'occupazione asburgica del paese, Giorgio Martinuzzi fu fatto uccidere da Ferdinando d'Asburgo nel suo castello di Alvinc (Vințu de Jos). La Santa Sede aprì un'inchiesta, ma alla fine prevalse la ragion di stato: Ferdinando e i suoi complici furono tutti assolti con formula piena. Prefazione di Teréz Oborni.
28,00

La Rivoluzione ungherese sessant'anni dopo. Giudizio storico ed eredità politica

La Rivoluzione ungherese sessant'anni dopo. Giudizio storico ed eredità politica

Libro: Libro in brossura

editore: Aracne

anno edizione: 2017

pagine: 236

La rivoluzione ungherese del '56 fu una rivolta antitotalitaria e una lotta per l'indipendenza e la libertà che interessò e coinvolse tutti gli strati sociali e le componenti politiche dell'Ungheria. La lezione che scaturì dalle barricate di Budapest fu esemplare: essa conteneva un messaggio universale, che, una volta recepito, mise in atto un processo di risveglio delle coscienze dei popoli dell'Europa centrorientale. La rivoluzione ungherese, infatti, anche se tragicamente repressa nel sangue dai carri armati sovietici, aprì la strada agli avvenimenti del 1989 e degli anni seguenti che hanno portato alla caduta dei regimi comunisti nei paesi del blocco sovietico, all'abbattimento della cortina di ferro e all'allargamento a est dell'Unione Europea.
15,00

Aleksandar Rankovic e la Jugoslavia socialista. Dalla guerra di liberazione al Plenum di Brioni
14,00

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