Biografie e storie vere
Margherita di Savoia. La prima regina nell’Italia unita
Bruna Bertolo
Libro: Libro in brossura
editore: Susalibri
anno edizione: 2026
pagine: 160
Margherita: è il nome della prima Regina che l’Italia, nata dalle guerre del Risorgimento, ha avuto. Fu definita anche “regina di cuori nell’Italia unita”. Oggi si tende a considerarla la prima grande “influencer” di un’Italia, quella tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, che stava rapidamente cambiando e che trovò proprio nella sua personalità la figura più carismatica per l’inizio di un’era nuova, capace di rappresentare, anche nei segni del cambiamento, le impronte più significative della dinastia dei Savoia. Nel volume Bruna Bertolo ci presenta, attraverso il racconto e le molte immagini presenti, il ritratto di una sovrana che, a cento anni dalla sua scomparsa, continua a suscitare un grande interesse. Visse con gioia e impegno un carismatico ruolo femminile, trionfando ovunque, tra la povertà della gente comune e la grandiosità delle corti del tempo. Incantata dai progressi della tecnica e consapevole che la donna doveva incamminarsi su sentieri nuovi, rappresentò la prima figura “regale” dell’Italia moderna.
L'Italia che non c'era
Giovanni Bonavia
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2025
pagine: 1020
Il primo volume ripercorre la prima parte della vita di Santorre di Santarosa. Nasce da un’aristocrazia agreste e recente. Savigliano è la sua patria. Cresce in un ambiente giansenista, bramoso di purezza protocristiana. Orfano di madre in tenera età, porta per tutta la vita quella ferita come segno spirituale. Come reazione a questo dolore Santorre divora la biblioteca paterna con crescente foga adolescenziale. Si appassiona all’opera di Rousseau. Quando suo padre, l’integerrimo colonnello Michele Angelo, viene schiantato dall’ingratitudine e dall’ottusità della Corte e della Corona, Santorre sa di aver perso anche l’ultimo baluardo di calore familiare. Subisce poi la delusione del primo amore mancato, Luisa Viancino. Durante il suo viaggio in Italia si conferma in lui l’idea d’una patria perduta e frammentata. Sposa la nobildonna Carolina Corsi di Viano. La sorte gli strappa i primi tre figli. A Torino frequenta l’avanguardia intellettuale tramite la gloriosa e dimenticata Accademia dei Concordi, che conta tra i suoi membri Cesare Balbo, Luigi Provana del Sabbione, Luigi Ornato, Carlo Vidua. Segue le lezioni di letteratura greca dell’abate Valperga di Caluso – cosmologo, matematico, antichista, scopritore di Alfieri. Presso l’abate stringe amicizia con personaggi di vasto respiro europeo e grande rilievo nel nostro primo Romanticismo: Silvio Pellico, Giovanni Berchet, Ludovico di Breme, Federico Confalonieri. Rintocca in Santorre il senso profondo della classicità greca. Nel mutamento dei tempi diviene funzionario napoleonico: è sindaco di Savigliano e sottoprefetto alla Spezia. Quando la Restaurazione cala sul Piemonte Santorre, francofono per nascita, sceglie la lingua italiana come patria spirituale. Nel saggio incompiuto Delle speranze degli Italiani profetizza la rinascita della nazione, mentre il fermento liberale, a Napoli e in Spagna, attende soltanto una scintilla. A Torino la scintilla è lui: Santorre accende la miccia. Il secondo volume vede Santorre di Santarosa protagonista e promotore della Rivoluzione Piemontese del 1821. Atto generoso e temerario, la Rivoluzione è animata da un soffio libertario, ingenuamente puro. Il cuore incrollabile di Santorre viene tradito dall’ambiguità e dai tentennamenti del Principe Reggente Carlo Alberto. Il tentativo fallisce, e subito si apre la via dell’esilio: Svizzera, Francia, Inghilterra. Le ristrettezze economiche lo sfiancano, ma l’Europa gli spalanca l’orizzonte del pensiero: la sua scrittura si fa scarna, essenziale, rivelatrice. La lontananza dalla famiglia è un dolore costante; la nostalgia si tramuta in parola civile e morale. Gode della grande stima del Marchese fiorentino Gino Capponi, finissimo intellettuale dell’Italia che verrà; dello storico ginevrino Simonde de Sismondi. Diviene intimo amico di Ugo Foscolo, a sua volta esule a Londra, che lo ospita a lungo. Santorre trova una provvisoria isola di pace a Nottingham; sceglie tuttavia di tornare alla vita attiva: sente il richiamo della Grecia in rivolta. L’amministrazione provvisoria ellenica, però, non ne gradisce la presenza, e il Conte diventa un semplice soldato greco, anonimo tra i volontari. La limpidezza indifesa di Santorre contrasta con il gioco ambiguo degli interessi internazionali ed ellenici che impongono Lord Byron quale figura paradigmatica del Filellenismo. Le fonti originali, tuttavia, dicono ben altra verità sul ruolo del pur grandissimo poeta britannico. A Sfacteria, il 9 maggio 1825, si compie il destino di Santorre: una morte raccolta, priva di clamori, che non proclama ma testimonia. Così si chiude la parabola di un uomo che, fedele al sogno italiano, trova nell’esilio e nel sacrificio la forma più alta di libertà.
Il mediano di Mauthausen. Storia di Vittorio Staccione, il calciatore che si oppose al regime
Francesco Veltri
Libro: Libro in brossura
editore: DIARKOS
anno edizione: 2025
pagine: 256
Questa è la storia di un calciatore. Ma non un calciatore qualunque. Si chiama Vittorio Staccione, e la sua vita cambia radicalmente in un freddo pomeriggio d'inverno del 1915, nella Torino operaia. Ha appena undici anni e sta giocando a pallone insieme ai suoi amici del quartiere quando viene notato da Enrico Bachmann, il mitico capitano granata. «Ti andrebbe di allenarti con i ragazzi del settore giovanile?» Vittorio risponde di sì. Una svolta che è per sempre. In pochi anni diventerà un elemento importante del Torino, fino alla conquista dello scudetto insieme a campioni assoluti come Libonatti, Baloncieri e Rossetti. Ma alla passione per il calcio, Vittorio, spinto da suo fratello Francesco, alterna quella per la militanza politica, condotta dalla parte della classe operaia, dei contadini, degli sfruttati, di tutti gli uomini e le donne assetati di giustizia. Una scelta di resistenza che, in un periodo in cui la dittatura fascista inizia a perseguitare chi non si allinea al regime di Benito Mussolini, pagherà molto cara: nell’inferno sulla terra dei lager nazisti. Una vicenda di grande valore morale e civile, riscoperta e raccontata da Francesco Veltri grazie alla collaborazione di Federico Molinario, pronipote del “mediano di Mauthausen”, che ancora oggi risplende nell’esempio di dignità e lotta lasciatoci da Vittorio Staccione.
Enzo Tortora. Dalla luce del successo al buio del labirinto
Daniele Biacchessi
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 160
La notte del 17 giugno 1983, Enzo Tortora, uno dei presentatori radiotelevisivi più popolari, un giornalista, un inviato, uno scrittore, un inventore di format televisivi innovativi, viene accusato di associazione per delinquere e traffico di stupefacenti. Sulla base di testimonianze ritenute infondate dai tribunali, e che portarono a una delle più grandi ingiustizie della storia giudiziaria italiana, Tortora non si dichiarava solo innocente: affermava di essere estraneo da tutte le accuse. Questo libro non è solo una biografia da riscoprire (Tortora ha fatto la prima Domenica sportiva, è stato il primo a far cantare i politici in tv, ha coniugato l’informazione e lo spettacolo, ha fatto di Portobello il programma più visto della tv italiana, ancora oggi), ma è uno specchio dell’Italia degli anni Ottanta che esalta e atterra i propri miti. Ed è, infine, la ricostruzione dell’intera vicenda giudiziaria, riconsegnataci con dovizia di nomi, date e procedure. Postfazione di Silvia Tortora.
Oltre. Vita e missione di san Giuseppe Allamano
Alberto Chiara
Libro: Libro in brossura
editore: Effatà Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 224
Ha abbracciato il mondo senza uscire mai dall'Italia: un glocal ante litteram perché capace di saldare la dimensione locale con un'attenzione globale nutrita di fede, preghiera, studio, carità, rispetto. Giuseppe Allamano (1851-1926) è figlio di una terra di santi – Castelnuovo d'Asti, paese natale anche di Giuseppe Cafasso, Giovanni Bosco, Domenico Savio – di uno dei cambiamenti d'epoca che hanno segnato la storia (Unità d'Italia, positivismo ateo, questione operaia, Prima guerra mondiale, totalitarismi d'ogni colore) e di una Chiesa attraversata da speranze e sussulti (Concilio Vaticano I, Dottrina sociale, rigore diffuso, ma anche misericordia vissuta a fondo senza "se" e senza “ma”). In mezzo al frastuono del suo tempo Giuseppe Allamano ha voluto dare ascolto a una voce e a quella soltanto, la voce di Dio, che l'ha portato a riconoscere i segni del suo amore tanto in chi veniva ad aprire il suo cuore nella penombra di un confessionale, tanto nelle case della Torino povera che non si vergognava di visitare, e, infine, in lontani lembi d'Africa dove ha inviato i suoi Missionari e le sue Missionarie della Consolata. Il tutto, senza mai fermarsi alle apparenze e senza mai arrendersi ad avversità, errori, sconfitte. Giuseppe Allamano? Un uomo “oltre”, proclamato prima beato (1990) e quindi santo (2024). Questa biografia restituisce – contestualizzati nel susseguirsi degli eventi – i tratti fondamentali della sua vita, del suo pensiero, della sua eredità spirituale, consegnandoci un credente credibile, attuale, attualissimo, un compagno di strada su cui fare affidamento. Prefazione di Roberto Repole. Presentazione di Ugo Pozzoli.
Hannah Arendt. Una vita filosofica
Thomas Meyer
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 480
Nata nel 1906 in una famiglia borghese ebraico-tedesca, Hannah Arendt cresce a Königsberg, la patria di Kant, da cui eredita forse la fede incrollabile nel pensiero come spazio di libertà. Studentessa brillante, allieva di Heidegger e di Jaspers, si forma nella Germania della Repubblica di Weimar, in un’epoca di crisi e fermento. La salita al potere di Hitler cambia per sempre il corso della sua esistenza. Arrestata nel 1933 per avere svolto ricerche sull’antisemitismo alla Biblioteca di Berlino, fugge prima a Praga, poi a Ginevra e a Parigi, fino alla traversata dell’Atlantico verso New York. Negli Stati Uniti Arendt lavora come giornalista, ricercatrice, insegnante; è qui che scrive Le origini del totalitarismo, Vita activa, La banalità del male, testi che cambiano per sempre la filosofia politica. In opposizione al conformismo degli intellettuali e al dogmatismo ideologico, professa una radicale fedeltà alla propria libertà interiore. “La libertà è il motivo per cui si comincia a filosofare,” dichiarerà. Con rigore storiografico e ritmo coinvolgente, Thomas Meyer ricostruisce l’intero arco biografico di Arendt, soffermandosi in particolare sugli anni meno conosciuti: l’esilio parigino, l’impegno nei movimenti sionisti, il lavoro con i giovani rifugiati della Kinder- und Jugend-Alijah, la prigionia nel campo di Gurs. È in queste esperienze concrete – spesso dimenticate o rimosse – che affondano le radici del suo pensiero: un pensiero che nasce non dalla teoria, ma dall’azione, dalla contingenza, dalla responsabilità. Basata su una vasta mole di materiali inediti, questa biografia restituisce una Arendt viva, combattiva, contraddittoria, intensamente umana. E Meyer ci mostra come, in ogni passaggio della sua vita, Hannah Arendt abbia messo in gioco se stessa in ciò che scriveva e come, oggi più che mai, quella voce inquieta ci aiuti a comprendere le sfide del presente.
Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani
Giordano Bruno Guerri
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2025
pagine: 348
«Ogni avanguardia è tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente.» Vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l'avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l'esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale - artistico, politico, di costume - che fu il futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall'Italia e dall'Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell'epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l'altra metà del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l'innamoramento per la modernità, l'indole ribelle e guascona, l'adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l'ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull'avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell'arte moderna - "degenerata" - come accadde nella Germania di Hitler e nell'Unione Sovietica di Stalin. E oggi l'eredità del futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all'Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso. Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire - tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d'arte e idee di propaganda - cosa è stato il futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c'è del futurismo nelle nostre (decisamente più noiose).
Nel segno della speranza. un vescovo a Palermo, città delle emergenze
Corrado Lorefice
Libro: Libro in brossura
editore: Zolfo
anno edizione: 2025
pagine: 208
Dieci anni da arcivescovo vissuti “dentro la carne della città”: così si potrebbero sintetizzare queste pagine intense e personali. Nel dicembre del 2015 Corrado Lorefice faceva il suo ingresso nella Diocesi di Palermo, designato da Papa Francesco. La decisione suscitò scalpore: la guida di una delle sedi episcopali più complesse veniva affidata a un parroco di provincia, chiamato a operare in un tempo difficile. Palermo appariva stanca, segnata dal disincanto e dal venir meno della spinta antimafia maturata dopo le stragi del 1992; e anche la Chiesa locale attraversava una fase delicata, tra diffidenze interne e l’urgenza di un risanamento. Lorefice racconta l’impegno missionario, tra ostacoli e scelte coraggiose, accanto agli ultimi, a chi vive nelle periferie della società: migranti e detenuti, famiglie dei quartieri più vulnerabili e giovani travolti dal crack, la micidiale droga che oggi sta devastando un’intera generazione di ragazze e ragazzi. Ispirato ai valori della Costituzione italiana e del Concilio Vaticano II, delinea una Chiesa povera e in cammino, aperta al dialogo interreligioso, che non teme di denunciare la mafia come “struttura di peccato” e di schierarsi contro ogni ingiustizia. Il libro intende unire memoria e missione: l’eredità di don Pino Puglisi, i martiri della legalità e l’esempio luminoso di Biagio Conte orientano una pastorale che si fa prossimità, cura, difesa della dignità umana. Emerge così il profilo di un arcivescovo che cerca di ricucire, con radicalità evangelica, il tessuto lacerato di una comunità; e prende forma una Palermo che resiste, tra ferite e rinascite, dove la fede si intreccia con la passione civile e la speranza torna ad avere voce.
Ho sfiorato il cielo
Sergio Barducci, Paolo De Chiesa
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 240
Dai trionfi con la mitica Valanga Azzurra, che ha segnato la storia dello sci mondiale, agli incubi di un colpo di pistola al volto dal quale è miracolosamente scampato. Ho sfiorato il cielo è la straordinaria storia di Paolo De Chiesa, lo slalomista che ha infiammato gli appassionati di sci, in cui racconta la sua vita, gli affetti e gli esordi sulla neve, rivelando un fatto drammatico taciuto finora: «Ero nel pieno delle mie forze, avevo 22 anni e andavo fortissimo. Salvo per miracolo, ho subìto pesanti conseguenze e nessuno mi ha mai chiesto scusa, nonostante abbia sempre coperto i responsabili. Ancora oggi il dolore mi tormenta». L’incrollabile tenacia e la voglia di tornare sui podi della Coppa del Mondo lo hanno fatto tornare protagonista e affrontare con successo rivali del calibro di Ingemar Stenmark o Phil Mahre. Ho sfiorato il cielo è lo spaccato di una vita vissuta intensamente, insieme ai grandi campioni dello sci mondiale, dei quali svela anche aneddoti personali. Oggi, apprezzato commentatore televisivo delle gare di sci, quando non è in giro per il mondo vive nella sua Saluzzo, circondato da persone care e pervaso dalla passione di sempre che ha spostato nello sci alpinismo: sale con l’uso delle pelli e la forza dei muscoli e scende su bianche coltri di neve fresca.
The Breakfast Club. Niente è come sembra
Viola Silvi, Cristiano Borsi, Fabio Ferrucci
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2025
pagine: 224
Credevano che il peggio fosse passato, che la loro amicizia fosse ormai indistruttibile. E invece niente è come sembra. Sette messaggi. Sette segreti che nessuno avrebbe mai dovuto scoprire. Un mistero che porta la firma di B., lo sconosciuto che segue ogni passo dei ragazzi come un'ombra. E stavolta si tratta di qualcosa di più di semplici pettegolezzi: in quei messaggi si nasconde una verità capace di mettere in discussione il futuro stesso del gruppo. Amicizie in crisi, nuovi amori, gelosie velenose che potrebbero cambiare tutto: il Breakfast Club è tornato, e questa volta la storia è ancora tutta da scrivere. Cristiano, Viola e Fabio sono costretti a guardarsi negli occhi e a chiedersi di chi possono davvero fidarsi. Perché il Bizzarro B. sa tutto. Sa quello che hanno fatto, sa quello che nascondono, e sembra intenzionato a distruggere non solo il loro rapporto, ma anche la loro reputazione. Ma chi è davvero il Bizzarro B.? E come fa a conoscere ogni singolo dettaglio delle loro vite? Tra colpi di scena inaspettati e sospetti sconvolgenti, questo nuovo capitolo del Breakfast Club è un viaggio nel lato oscuro dei segreti. Un nuovo diario che farà battere il cuore a tutti i fan, ma soprattutto il racconto di un gioco pericoloso in cui la posta in palio è l'amicizia.
Pogačar, il re schivo. Vita, imprese e segreti del marziano del ciclismo
Marco Bonarrigo
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2025
pagine: 160
È il nuovo Eddy Merckx, ma, a differenza del grande ciclista belga, Tadej Pogacar è un cannibale gentile, che regala borracce ai bambini lungo il percorso di gara e stravolge ogni cerimoniale. Guadagna come una rockstar, ma conduce una vita semplice, insieme alla fidanzata Urska, anche lei professionista delle due ruote. Ed è riservatissimo. Marco Bonarrigo, che lo segue da anni per il «Corriere della Sera», ha scritto la sua prima biografia intervistando i famigliari e chi ha lavorato con lui, ricostruendo le grandi tappe e i momenti sconosciuti, indagando sulla preparazione atletica come tra le pieghe di un carattere schivo. Cresciuto in una squadra con un’immagine offuscata dall’ambiguo passato dei manager, Pogi ha saputo prenderne le distanze con i fatti più che con le parole. In uno sport il cui olimpo sembrava inaccessibile, ormai, dagli anni Cinquanta, il giovane sloveno ha dato inizio a una scalata che pare inarrestabile. Ha vinto il primo Tour de France a ventun anni, ribaltando la classifica nell’ultima mezz’ora di gara. Ne ha, poi, conquistati altri tre, oltre a un Giro d’Italia. Ha dominato i Mondiali e tutte le Classiche a cui ha partecipato (cinque Giri di Lombardia, come Fausto Coppi). Ha riscritto le regole del ciclismo tradizionale, basate su razionalità, dosaggio delle forze e grande lavoro diplomatico. Primeggia da febbraio a ottobre, in qualsiasi condizione, con fughe di 100 chilometri che spiazzano avversari e cronisti. Il suo programma per i prossimi anni? Vincere ogni corsa possibile, nel modo più spettacolare possibile.
Salvatore Ottolenghi. Inventore della polizia scientifica
Roberto Riccardi
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2025
pagine: 200
Roma, 4 giugno 1902. Senza appuntamento, un giovane medico varca la soglia del direttore generale della Pubblica Sicurezza. In pochi minuti convince il ministro Giolitti a creare qualcosa che non esiste: una Scuola di polizia scientifica. Tre mesi dopo, a Regina Coeli, nasce il primo corso al mondo che trasforma l’indagine da pratica empirica a disciplina fondata sulla scienza. Al centro di questa rivoluzione c’è Salvatore Ottolenghi, ebreo astigiano, allievo di Cesare Lombroso, animato dal desiderio di rendere la giustizia davvero giusta. Da lui nascono il cartellino segnaletico, la rete internazionale di cooperazione tra forze di polizia, la carta d’identità italiana. Sotto la sua guida vengono formati i detective che affronteranno casi destinati a entrare nella storia: dal delitto Matteotti allo Smemorato di Collegno, dal mostro Girolimoni ai misteri di corte della regina Elena. Questa biografia restituisce il ritratto di un uomo capace di cambiare per sempre il volto delle indagini, spingendo l’Italia all’avanguardia nella scienza forense. Un’epopea che attraversa mezzo secolo di storia, dal Risorgimento al fascismo, e che ha lasciato un’eredità destinata a resistere al tempo.

