Bollati Boringhieri: Varianti
Il sesto faraone
Hans Tuzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2016
pagine: 165
Aprile 1921. Emerso dal vortice della Grande guerra senza un soldo e senza una patria, Nerón Vukcic - che i lettori hanno già visto all'opera nella spy-story "Il Trio dell'arciduca" - accetta l'inattesa proposta di Taamar Margulies, il ricco mercante di spezie conosciuto a Costantinopoli una vita fa, nel giugno 1914: l'anziano Margulies, infatti, sospetta che il genero Aaron Peres, a capo della filiale di Alessandria d'Egitto, falsifichi i giri contabili dell'azienda, forse per garantire un sostegno economico ai Giovani Turchi ribelli all'esangue governo del Sultano. Vukcic accetta, e sbarca ad Alessandria, la fascinosa Perla del Mediterraneo, la città fondata da Alessandro il Grande cantata da poeti e viaggiatori, metropoli sensuale con più religioni e razze e lingue e sessi di quante siano le dita delle mani. Così, nella voglia di vivere scoppiata con il dopoguerra, tra la società cosmopolita che affolla le strade, i club e le spiagge, tra archeologi impegnati in campagne di scavo e giovani coppie lanciate nei nuovi balli venuti dall'America, tra i segni dell'antico splendore e il presente segnato dalla sorda crescente insofferenza nei confronti della dominazione inglese, il robusto ex agente segreto del governo imperial-regio austroungarico incomincia a indagare. Ma l'imprevisto non tarda a cambiare le regole del gioco: al termine di un'elegante cena in onore di due noti archeologi, nel giardino di villa Peres viene trovato cadavere un antiquario greco in fama di usuraio. Con un proiettile in testa. E accanto, svenuta, una pistola in grembo, la signora Peres. La polizia giunge a una conclusione ovvia. Margulies, tuttavia, non ci sta. E incarica Vukcic di dimostrare l'innocenza della figlia. Nel solo modo possibile. Trovando il vero colpevole.
Quello che non ti ho mai detto
Celeste Ng
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 271
È una scena che abbiamo visto spesso al cinema e nelle serie TV: la madre apre la porta della camera della figlia e la trova vuota, il letto intatto. Si teme subito il peggio. Si chiede agli amici, ai vicini, poi si chiama la polizia. La quindicenne Lydia Lee viene ritrovata morta, annegata nel lago vicino a casa: è stata uccisa? E da chi? Oppure si è trattato di un incidente? Perché è uscita di notte? Ma presto altre domande si insinuano nella sua mente, molto meno esplicite ma altrettanto inquietanti. Siamo in una cittadina del Midwest, in una famiglia normale, tranne che per la sua composizione: Marylin, la madre americana, James, il padre di origine cinese. Ben presto emerge il vero volto dell'"assassino": il razzismo. Esplicito quello della madre di Marylin, che ha troncato ogni rapporto con la figlia dopo il suo matrimonio; sottile e mai espresso quello di Marylin stessa; strisciante e ipocrita, ma letale, quello della cittadina che ospita la famiglia senza mai veramente accoglierla. Il "non detto" è quello dei genitori di Lydia, e l'adolescente non ne è la sola vittima. Le ragioni complesse della sua morte emergeranno alla fine, ma non meno disastroso è l'effetto che quel silenzio ha avuto sugli altri due figli, un diciottenne pronto a partire per Harvard, e una bambina molto attenta alle dinamiche della famiglia e della città.
Il padrino di Kathmandu
John Burdett
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 395
Bangkok, 2008. Il colonnello Vikorn della Royal Thai Police ha visto Il padrino e ha deciso di imitarne la struttura gerarchica nominando consigliere il detective Sonchai Jitpleecheep: insieme devono sbaragliare la piazza dello spaccio di droga in oriente. Il contatto di Vikorn è il dottor Norbu Tietsin, un lama tibetano in esilio a Kathmandu che vuole usare i profitti dell'affare per invadere la Cina. Non appena lo incontra, Sonchai - sofferente per la perdita del figlio di appena sei anni - cade vittima del carisma oscuro del padrino. A complicare le cose, l'omicidio di un ricco regista americano, Frank Charles, trovato morto in una casa di appuntamenti: sventrato con cura, la parte superiore del cranio aperta e asportata, unico indizio un frammento di diamante accanto al cadavere. Un caso difficile. Risolvendolo Sonchai potrebbe ottenere una promozione, ma come sempre il detective è molto più preoccupato per lo stato del suo karma che per la sua condizione su questa terra.
La figlia più bella
Hans Tuzzi
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 158
Giugno 1986. Mentre tutta l'Italia segue i mondiali di calcio, una ragazza viene trovata affogata in una roggia nelle campagne di Abbiategrasso: non è un incidente, ma l'assassino non ha abusato sessualmente della vittima. L'indagine, partita male, viene affidata a Melis. Che sa bene come, in questi casi, i primi sospetti si devono concentrare sulla cerchia dei famigliari. I quali, però, nella loro cascina isolata fra i campi, non soltanto forniscono solidi alibi l'uno con l'altro, ma sembrano sinceramente provati dal dolore. L'attenzione del commissario si sposta perciò sulla cittadina, dove tutti, o quasi, conducono una vita apparentemente esemplare ma dove in realtà ciascuno ha i propri più o meno inconfessabili segreti, Non mancano poi le lettere anonime, a schizzar fango e sospetti ora su questo ora su quello, arrivando persino a gettare ombre sul passato della povera ragazza morta alla quale, forse, qualcuno aveva promesso una carriera da attrice cinematografica. Coadiuvato da personale di polizia a lui sconosciuto, Melis non sottovaluta nessuna traccia, eppure qualcosa gli dice che le origini del delitto vanno cercate altrove...
Qui, dove ci incontriamo
John Berger
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 169
Un libro nomade, che viaggia attraverso l'Europa, dove storie apparentemente disparate si rivelano parti di un tutto, momenti perduti ritrovano il loro posto. Memorie sensuali del passato penetrano nel presente. Città - Madrid, Cracovia, Lisbona, Ginevra, Londra - costituiscono ibridi rievocativi di un vecchio e nuovo mondo. Lisbona è la cornice perfetta per un incontro, una passeggiata e un lungo dialogo con il fantasma della madre: "Una vecchia con l'ombrello sedeva immobile su una panchina del parco. Con quel tipo di immobilità che richiama l'attenzione. Seduta sulla panchina del parco, voleva farsi notare". A Ginevra vive la figlia dell'autore, e c'è la tomba di Jorge Luis Borges: "Le quattro parole sulla parte frontale della stele erano, abbiamo scoperto, in inglese antico (o arcaico). And Ne Forthtedon. Non avere paura". Non c'è autore che riesca, come John Berger, a raccontare l'altra faccia delle città, dei luoghi. Non quello che si può immaginare, ma quello che si riesce a vedere solo con gli occhi dell'immaginazione. Nell'attraversare confini e barriere temporali "Qui, dove ci incontriamo" è un romanzo giocoso e inatteso.
Raggi di luna
Edith Wharton
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 268
Sposi per un anno. Questo è il patto che Nick e Susy Lansing hanno stipulato: rimanere uniti nella buona sorte fino a quando il denaro dei regali di nozze e l'ospitalità degli amici consentirà loro di continuare la luna di miele. Poi, se una migliore occasione si presenterà a uno di loro, l'altro acconsentirà a lasciarlo libero. Lo scenario dei primi mesi di questa anomala unione è idilliaco: una romantica villa sulle sponde del lago di Como, un palazzo patrizio a Venezia, passeggiate nelle calli ombrose, chiari di luna, amici spensierati sempre pronti ad assecondare i due novelli sposi. Eppure, fin dall'inizio, la macchina perfetta del matrimonio concordato si inceppa, incalzata da un elemento imprevisto: l'amore. Capriccioso, incoerente, poco incline a compromessi e a sfumature, l'amore si insinua nella mente ordinata e onesta di Nick, che ha idealizzato la moglie al punto di non poterle perdonare nessuno sbaglio, nessuna leggerezza, e in quella di Susy, incapace di rinunciare ai suoi sogni di grandezza se non per il marito, ma così spaventata da questa scoperta da non riuscire a dirglielo, anche quando sarebbe l'unico modo per trattenerlo. E allora, di nuovo soli, "liberi", come amavano dire prima di sposarsi, Nick e Susy cercano ognuno la propria occasione lontano dall'altro, lui sul panfilo di ricchi amici, lei nientemeno che con un lord. Ma l'amore che paradossalmente li ha separati, si è talmente insinuato nel loro cuore da ricongiungerli.
Quando tutto sarà finito
Audrey Magee
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 319
Peter Faber è un soldato semplice, un insegnante spedito sul fronte orientale. Katharina Spinell è una ragazza di Berlino, con un lavoro poco attraente e genitori oppressivi. I due si sposano senza essersi mai conosciuti: è un matrimonio di assoluta convenienza, che garantisce a lui una licenza di dieci giorni, a lei una pensione dovesse Peter morire in guerra. Inaspettatamente, quando i due ragazzi si incontrano si innamorano a prima vista, e al momento della separazione si scambiano promesse di fedeltà e di un futuro insieme. Il ricordo dei brevi giorni passati con Katharina e il sogno di una vita familiare al ritorno, sono le uniche cose che permettono a Peter di resistere agli orrori del fronte russo. Le difficili, alterne emozioni dei due ragazzi, e dei loro compagni nel drammatico viaggio, sono rivelate con estrema efficacia dalla forma narrativa che sceglie la Magee: brevi, distaccate descrizioni di gioie e orrori, e lunghi, incalzanti dialoghi, sempre più aperti e sinceri, sempre più rivelatori del dramma interiore di ciascuno man mano che la sconfitta, della nazione e di ogni individuo, si avvicina. Con le poche, pacate eccezioni di chi rimane moralmente integro nonostante tutto.
Teatro: Il posto delle patate preceduto da L'aumento
Georges Perec
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2014
pagine: 123
Le due pièces riunite in questo volume sono, a quanto risulta, le due sole opere teatrali scritte da Georges Perec, e restano fra i testi più radicali del teatro dell'assurdo: L'aumento (L'augmentation, 1970) e Il posto delle patate (La poche Parmentier, 1974). L'aumento, oltre che una figura retorica, è anche, più banalmente, ciò che il dipendente spera di ottenere dal capo: «Come disporre» spiega il sottotitolo, «delle maggiori possibilità di successo nel chiedere al proprio capo-ufficio un adeguato aumento di stipendio, quali che siano le condizioni sanitarie, psicologiche, climatiche, economiche o di altra ragione». Nel Posto delle patate, strampalato capolavoro del teatro dell'assurdo, quasi un omaggio a Ionesco, sei personaggi percorrono, uno alla volta, lo stesso labirintico itinerario alla ricerca della verità. E a introdurre questo drame comique è giusto sia l'epigrafe: «Sbucciare le patate resta forse la più grande avventura del mondo moderno».
Ritorno a Salem
Hélène Grimaud
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2014
pagine: 186
"Stavo studiando il Secondo concerto di Brahms... una musica tempestosa. Brahms l'aveva composta perché travalicasse le capacità di una donna, e a volte avevo l'impressione di una lotta spietata tra me e il pianoforte..." Di ritorno da una prova difficile, la celebre pianista Hélène Grimaud entra in un negozio di antiquariato e trova un piccolo tesoro: una chiave, uno specchio appartenuto a Lewis Carroll, e un manoscritto composto da spartiti e pagine di prosa firmato Karl Würth pseudonimo di Brahms. È il racconto di un viaggio a Rügen, isola nordica dominata da un silenzio irreale, privo di voci di animali, che esercita sull'autore un fascino colmo di terrore. Hélène trova una serie di similitudini tra il viaggio di Brahms, e l'incontro del compositore con un lupo, e il proprio percorso di ricerca sul destino ecologico del mondo, che l'ha condotta a creare un rifugio per lupi a Salem, NY. Colpita dal carattere "fatale" di tutte quelle coincidenze, anche Hélène decide di ritornare ai suoi lupi, nella città, Salem, che come Rügen è legata alla storia della stregoneria. La storia che l'autrice racconta in modo semplice e avvincente è quella della ricerca del "Paradiso e dei suoi suoni": una passione che costringe il lettore a immergersi nell'atmosfera magica di quel susseguirsi di coincidenze. Che forse coincidenze non sono, ma un filo rosso che impedisce all'autrice di perdersi nel suo viaggio, avulso dalla prosaica vita quotidiana come a volte sono le esistenze dei musicisti.
La seconda morte di Mallory
Reinhold Messner
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2013
pagine: 240
Nel 1924, lo scalatore inglese George Mallory, insieme al compagno Andrew Irvine, tentò la prima conquista dell'Everest. Entrambi morirono nell'impresa – erano al terzo tentativo – ma nessuno ha mai saputo con certezza se prima o dopo aver raggiunto la cima. Di sicuro, entrambi furono avvistati a circa 250 metri dalla vetta, prima che scomparissero per sempre dietro alle nubi. Poi, nel 1999, il ritrovamento del corpo perfettamente conservato di Mallory ha riproposto questa storia leggendaria. Purtroppo Mallory non aveva con sé la macchina fotografica che avrebbe potuto confermare o meno il compimento dell'impresa: non fu mai ritrovata neppure la foto della moglie che intendeva lasciare sulla cima a testimonianza della sua conquista. Reinhold Messner, il più grande scalatore vivente, celebre tra l'altro per aver compiuto la prima ascensione dell'Everest senza ossigeno e in solitaria, proprio sulla parete tentata da Mallory sessant'anni prima, affronta l'enigma della fine del suo predecessore, e ci offre una ricostruzione insieme documentata e romanzesca. Attraverso la vicenda pionieristica di Mallory, riletta alla luce della propria esperienza e ricostruita al di là del mito, l'autore di questo racconto appassionante accompagna il lettore sulla scena himalayana, quando era ancora sede d'imprese eroiche, prima che diventasse meta turistica per comitive. E fornisce, forse, la soluzione dell'enigma.
Vanagloria
Hans Tuzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2012
pagine: 464
Due anni imprecisati della prima decade del ventunesimo secolo. Una città, Paneròpoli, evidente alter ego di Milano (la città della panèra, del formaggio, come la chiamava non senza sprezzo Ugo Foscolo). Una folla di uomini e donne che vivono tante storie intrecciate – d'amore, di potere, di sesso – in una rete che costituisce la trama stessa del romanzo, come della loro vita. Diverse generazioni, ma una su tutte, quella dei cinquantenni, per la quale è suonata «la campana dell'ultimo round»; diversi ceti sociali; genitori e figli; linguaggi diversi. Tanti fili con i colori del dramma, della satira, del sentimento romantico e del grottesco che disegnano pagina dopo pagina un arazzo fitto di figure e colori che trova senso e fine, proprio come la vita, soltanto nella sua improvvisa e imprevista conclusione. Un romanzo di trama e di personaggi, ricco di fatti e di ritratti. Un romanzo fittissimo di riferimenti culturali, tra i più vari e diversi, dal rock'n'roll alla poesia romantica, dai manga alla pittura rinascimentale. Ma, anche, un romanzo di idee che a molti ricorderà le fitte strutture della letteratura francese dell'Ottocento, e ad altri, nel suo quadro straniato della vita contemporanea, gli ultimi amarissimi film di Robert Altman. Un romanzo – talvolta non facile e spiazzante sempre, sostenuto da un mirabile tour de force linguistico – che, comunque, non può lasciare indifferenti. Un romanzo che, lontano da ogni pensiero debole e linguaggio minimalista, sfida il lettore a misurarsi con quei valori «alti» – amore e morte, e l'arte, nelle loro varie declinazioni – che soli possono dare un senso alla vita.
Un'eredità di avorio e ambra
Edmund De Waal
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2011
pagine: 416
Un'elegante vetrina nella casa londinese di Edmund de Waal contiene 264 sculture giapponesi di avorio, o legno, non più grandi di una scatola di fiammiferi, raffiguranti divinità, personaggi di ogni tipo, animali, piante. La vetrina è aperta, e i bambini di de Waal possono estrarre i netsuke - così si chiamano i minuscoli oggetti - e giocarci. Come facevano, ha scoperto l'autore, i fi gli di Viktor e Emmy von Ephrussi, suoi bisnonni, nel boudoir della madre, in un fastoso palazzo viennese della Ringstrasse, un secolo fa. Prima che Hitler entrasse in trionfo a Vienna e avessero inizio le persecuzioni e i saccheggi nelle case degli ebrei. Ebrei di Odessa erano appunto gli Ephrussi, commercianti di cereali e poi banchieri, con ville e palazzi sparsi in tutta Europa. Quello di Vienna, dove i netsuke arrivano nel 1899 da Parigi - dono di nozze ai cugini di Charles Ephrussi, famoso collezionista, mecenate, storico dell'arte, amico di Renoir, Degas, Proust - conteneva tante e tali opere d'arte che i minuscoli oggetti sfuggirono all'attenzione dei razziatori nazisti. Come sopravvivranno alla guerra, e come finiranno a Tokyo, dove de Waal li vede per la prima volta a casa del prozio che glieli lascerà in eredità, sono solo due delle tante, emozionanti sorprese di questo libro. Affascinato dall'eleganza, dalla precisione, dalle straordinarie qualità tattili delle sculture, l'autore, famoso artista della ceramica, decide di ricostruire la storia dei loro passaggi da una città all'altra, da un palazzo all'altro, da una mano all'altra, ricostruendo così anche la storia romanzesca della sua famiglia e regalandoci un libro capace di restituire l'atmosfera di intere epoche, di sigillare intere vite dentro un racconto perfetto.

