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CLEAN: Mostre e maestri di architettura

La nuova Darsena di Milano progetto e costruzione. Edoardo Guazzoni, Paolo Rizzatto, Sandro Rossi

La nuova Darsena di Milano progetto e costruzione. Edoardo Guazzoni, Paolo Rizzatto, Sandro Rossi

Camillo Orfeo

Libro: Copertina morbida

editore: CLEAN

anno edizione: 2017

pagine: 83

Il volume, dedicato al progetto per la Nuova Darsena di Milano degli architetti Edoardo Guazzoni, Paolo Rizzatto e Sandro Rossi, costituisce un ulteriore tassello della ricerca sull'Architettura della città che ha costituito uno dei filoni più significativi degli studi di Architettura a Napoli. Di questa tradizione culturale e scientifica la vecchia Facoltà di Napoli ha visto protagonisti molti suoi docenti: da Salvatore Bisogni a Uberto Siola, ad Agostino Renna. Per quanto le contingenze attuali, come scrive Vittorio Gregotti, riducano l'architettura a mera «rappresentazione, senza essere costituzione di sostanza critica, della cultura del capitalismo finanziario globalizzato» non c'è dubbio che compito dell'Università rimanga quello di sottrarsi a dinamiche provvisorie, per guardare alla dimensione più profonda dei problemi, continuare a elaborare strumenti scientifici. Non c'è dubbio che la città continui a essere il testo e lo scopo fondamentale dell'architettura, nonché la sua natura e il suo destino. La storia di lunga durata ci insegna anche che una città, come nel caso di Milano, in un dato momento della sua vita possa decidere di privarsi di una sua parte e di chiudere quei canali che come radici la legavano al grande sistema delle vie d'acqua dei Navigli. Anni dopo, la città è tornata sui suoi passi, per ricostruire di nuovo quel legame con l'ambiente e con esso, la propria identità urbana.
10,00

Gino Anselmi. Architetto grafico designer

Gino Anselmi. Architetto grafico designer

Libro

editore: CLEAN

anno edizione: 2017

pagine: 79

Catalogo della mostra "Gino Anselmi architetto grafico designer". Nato a Napoli, Anselmi è architetto per formazione, grafico e designer per necessità applicativa di principi logici in una dimensione del lavoro a lui maggiormente congeniale, ha dimostrato, attraverso una lunga e coerente attività, la sua capacità di porsi con passione, impegno e competenza, di fronte a ogni occasione di lavoro sia professionale che di ricerca. Spirito libero e anticonformista rispetto alle omologazioni culturali diffuse anche in quei luoghi deputati alla ricerca, come le Università, è stato un punto di riferimento e di stimolo per chi ha avuto modo di frequentarlo. Gino Anselmi ha sviluppato con coerenza un lavoro attento, misurato, di qualità e denso di riferimenti, che va indissolubilmente affiancato alla sensibilità e ai valori umani che ne hanno caratterizzato la figura di docente e di studioso. La sua opera afferma con evidenza la fertilità della Tradizione del Moderno anche quando essa si esercita in quei risvolti, spesso sottovalutati, quali il paking o la visual identity o nella acuta capacità di osservazione e di analisi di parti urbane minori spesso rese alterate e invisibili dalle superfetazioni e dagli usi impropri. Patrimonio di Segni e di Sogni è la eredità che questo sensibile e generoso architetto ci ha donato.
10,00

Anna Buonaiuto. Modi del disegno. Città e corografie, paesaggi, interni urbani, architetture, esterni e interni domestici, persone, piante

Libro: Libro in brossura

editore: CLEAN

pagine: 60

Perché fare una mostra sul disegno a partire dall’esperienza e dal lavoro di Anna Buonaiuto, architetta, ex insegnante e pittrice, in un’epoca in cui il disegno di architettura o di ambiente, come pratica e cultura, sta scomparendo a vantaggio di modalità di rappresentazione iperrealistiche, immersive, virtuali, stupefacenti e accattivanti? Perché raccogliere delle opere, di varie tecniche e formato, ordinate secondo varie categorie tematiche e di genere? Perché chiamare a raccolta noti studiosi, autori, storici e critici di architettura come Pasquale Belfiore, Valeria Pezza, Franco Purini, Giovanni Menna? La risposta a queste tre domande risiede nella necessità, avvertita come sempre più impellente, di affiancare alle nuove tecnologie rappresentative, che restano nella loro condizione di instrumenta, modi della conoscenza estetica che solo il disegno a mano può consentire: dallo schizzo che, come spesso ripete l’autrice, “serve a fissare l’idea”, al disegno tecnico che ne verifica o ne emenda in re la possibilità, dal ritratto di ambiente a quello somatico che serve ad allineare la visione del dettaglio sino alle vedute di paesaggio e alle corografie che mettono in relazione più livelli conoscitivi ed ermeneutici.
15,00

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