Comunicarte
Don Giorgio Apollonio
Roberto Rosa, Giacomo Borruso, Roberto Dipiazza
Libro: Copertina morbida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2010
pagine: 112
Giorgio Apollonio nasce a Trieste quando è appena conclusa la grande guerra e diventa prete quando l'Italia è tornata, da oltre un anno, ad "impugnare le armi". Lo stesso vescovo che lo ha consacrato sacerdote lo vuole come suo segretario (e autista) nel travagliato periodo dell'occupazione tedesca della Venezia Giulia, che vede il vescovo Santin - e il suo clero - fronteggiare le violenze nazi-fasciste. Nel secondo dopoguerra due gli aspetti rilevanti del suo impegno religioso e civile: la formazione degli adolescenti triestini "allevati" nell'Oratorio Santa Rita e, quindi, la guida della comunità cristiana di Muggia, nella convivenza con le "amministrazioni rosse" della patria natale di Vittorio Vidali, il mitico "Comandante Carlos" della guerra civile spagnola. Il sacerdote triestino è presentato: dal sacerdote muggesano Roberto Rosa, che ha voluto raccogliere e pubblicare le memorie di quello che è stato il suo pastore e di cui ha inteso anche ricordare, con la riproposizione di alcune sue omelie, gli insegnamenti e le riflessioni di chi considera "amico e pastore"; dall'ex rettore dell'Università di Trieste, Giacomo Borruso, che appartiene alla larga schiera degli "oratoriali", allora adolescenti, per i quali Giorgio Apollonio ha fondato il complesso di Santa Rita; dall'ex sindaco di Muggia Roberto Dipiazza, succeduto a quei primi cittadini che con il parroco don Giorgio hanno riproposto, in chiave istro-giuliana, la saga guareschiana di Don Camillo e Peppone.
Jole Silvani. La soubrette amata da Angelo Cecchelin, Paolo Poli e Federico Fellini
Guido Botteri
Libro: Copertina morbida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2010
pagine: 176
«Jole Silvani aveva in sé la saggezza e la chiaroveggenza dell'arte popolare, di chi vede tutto il male, ma se ne ride». (Giorgio Pressburger) «Mi ha trasmesso la naturalezza che lei aveva con il palcoscenico, come fosse casa sua». (Paolo Rossi) «Una africanona, una specie di stregona, di sciamana, una bellissima donnona, formosa, potente, con le narici dilatate e con degli occhioni che sembravano pece liquida». (Federico Fellini) Sono giudizi su Jole Silvani (nome d'arte dell'attrice Niobe Quaiatti, nata a Trieste il 9 dicembre 1910). Jole Silvani è stata probabilmente l'ultima grande soubrette dell'avanspettacolo italiano. Con la compagnia "La Triestinissima" di Angelo Cecchelin ha fatto conoscere a tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, a partire dal 1929 e per quasi trent'anni, commedie e canzoni nello stesso dialetto che si erano divertiti ad usare anche Joyce e Saba. Una soubrette di talento che Paolo Poli vorrà accanto a sé per 13 anni nei suoi spettacoli. Così come la vorrà per i suoi film Federico Fellini, che dopo lo "Sceicco bianco" la richiamerà per la "Città delle donne". Jole Silvani lavorerà anche con Bertolucci, Bolognini e la Wertmüller e nella "grande prosa" con compagnie di giro e con i teatri stabili di Torino, Roma e Trieste. Il volume, dalla ricca iconografia, ripercorre anche le vicende umane dell'attrice triestina con le testimonianze di colleghe, colleghi e registi che hanno lavorato con lei: da Lina Wertmüller a Luigi Squarzina, da Paolo Villaggio a Paolo Rossi.
Straulino signore del mare
Tiziana Oselladore
Libro: Copertina morbida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2009
pagine: 176
Il bambino il gesto il suono
Vincenzo Stera
Libro
editore: Comunicarte
anno edizione: 2009
pagine: 96
Nei primi anni di vita, attraverso gesti, suoni e movimenti, i bambini esprimono bisogni, emozioni, sentimenti, idee. Favorire percorsi educativi che associano lo sviluppo della corporeità e della musicalità, almeno sino a sei anni di età, rappresenta una necessità didattica oltre che pedagogica. I due linguaggi hanno diversi contenuti comuni: l'ascolto, la coscienza e conoscenza del proprio corpo, la disponibilità corporea, il ritmo, l'approccio al suono ed alle sue caratteristiche, il movimento nello spazio e nel tempo, l'espressività. Vincenzo Stera, docente di ruolo di educazione fisica e di musica per bambini presso la Casa della Musica/Scuola di Musica 55 di Trieste, dopo un lungo periodo di lavoro e sperimentazione, raccoglie e propone in questo libro una serie di attività attentamente documentate da fotografie, accompagnate da suoni e musiche, suggerendo nello stesso tempo, temi per la riflessione e l'approfondimento. Giochi di esplorazione, di ascolto, giochi di movimento creativo ed espressivo che utilizzano la voce, il corpo e semplici strumenti musicali spesso ricavati da oggetti di uso comune o disponibili in natura. Un libro che, assieme al CD con 24 brani originali, si rivela uno strumento utile per i genitori, gli educatori, gli insegnanti, i musicisti e tutti coloro che quotidianamente, per impegno professionale o di studio, si occupano della crescita e della formazione dei bambini.
Piero Cappuccilli. Un baritono da leggenda. Ediz. italiana e inglese
Libro
editore: Comunicarte
anno edizione: 2009
pagine: 176
Metamorfosi. Sculture di Luciano Celli
Libro: Copertina morbida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2009
pagine: 64
Francesco Penco fotografo. Il Novecento di Trieste
Claudio Ernè, Paolo Rumiz
Libro: Copertina rigida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2009
pagine: 192
Con la sua macchina fotografica Francesco Penco ha impresso sulla gelatina di migliaia di lastre e pellicole la storia della Trieste di Svevo, Saba e Joyce. Dai fasti commerciali dell'Austria Felix, ai funerali di Francesco Ferdinando d'Asburgo assassinato alla vigilia della Prima guerra mondiale; dall'arrivo delle truppe italiane alla prima visita di Mussolini nel 1920; dall'annessione di Trieste al Reich nazista, all'occupazione militare delle truppe di Tito nel maggio 1945, ai nove anni in cui la città fu governata dagli anglo-americani. La prima metà del Novecento è stata magistralmente immortalata da Penco, fotografo che guarda alla storia d'Europa dal punto di vista della città che ne stava al centro: Trieste. La modernità della composizione unita alla capacità di scendere in mezzo alla gente, puntando da vicino il suo obiettivo, fanno di Francesco Penco un fotoreporter in anticipo sui tempi. Un suo scatto è capace di restituire più sfumature, momenti, espressioni di qualsiasi altra testimonianza, per quanto diretta. Guardate due volte queste immagini: al primo sguardo coglierete un tempo, un mondo, ma avvicinando l'occhio alla foto, vi accorgerete di mille particolari capaci di restituire la totalità di un intero universo. Le fotografie di questo libro sono in gran parte inedite perché frutto di una ricerca lunga anni dell'autore nelle botteghe antiquarie del ghetto ebraico di Trieste, da sempre culla di mirabili tesori culturali.
Ricreatori. Un gioco lungo cent'anni. Trieste 1908-2008
Libro: Copertina morbida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2009
pagine: 224
I ragazzi italiani si sono formati negli oratori, quelli triestini nei ricreatori. Per togliere i bambini dalla strada, all'inizio del XX secolo quando l'inurbamento di Trieste era in massima espansione, furono create delle strutture parascolastiche uniche nel loro genere. I ricreatori sono un'istituzione che non ha equivalente nel resto d'Italia, in quanto volutamente laica e volta a promuovere uno stile educativo basato principalmente sul gioco. Questo volume ripercorre la storia dei ricreatori attraverso una raccolta di inedite immagini d'archivio corredate da quattro saggi storici che analizzano l'unicità di questa realtà dal punto di vista del contesto sociale, dell'integrazione culturale, oggi sempre più necessaria, e dei metodi educativi utilizzati. Oltre al passato - descritto anche dalle numerose testimonianze dirette - il libro vuol far conoscere anche l'oggi dei ricreatori attraverso schede monografiche dedicate a ciascuna delle tredici strutture triestine.
Era il 1964. La collezione d'arte della Rai del Friuli Venezia Giulia per il nuovo palazzo. Catalogo della mostra (Trieste, 12 marzo-13 aprile 2008)
Libro: Copertina rigida
editore: Comunicarte
anno edizione: 2008
pagine: 192
Che la RAI possieda una importante collezione d'arte contemporanea - ottocento pezzi tra dipinti e sculture, con alcuni capolavori assoluti - è abbastanza noto agli addetti ai lavori, ma certamente pochi sanno che anche la RAI del Friuli Venezia Giulia ospita una bella raccolta di opere di artisti regionali formatasi quasi mezzo secolo fa. La collezione comprende opere di Music, Zigaina, Spacal, Perizi, Pittino, Ciussi, Celiberti, Mascherini, Leonor Fini.

