Donzelli
Disuguaglianze e conflitto, un anno dopo
Fabrizio Barca
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 112
Tempi duri, per la sinistra italiana. I suoi rappresentanti, i suoi esponenti più significativi, i suoi gruppi dirigenti, messi a dura prova da una lunga crisi dell’economia che ha accresciuto le disuguaglianze, e da una parallela crisi della politica che ha visto svilirsi il ruolo dei partiti e crescere sempre più il divario tra governanti e governati, sono a corto di un pensiero strategico: sembrano avere smarrito il nesso tra lo studio della realtà e la sua trasformazione. Da troppo tempo manca una visione, che sappia precedere e accompagnare l’azione politica. In questo libro, incalzato dagli interrogativi che gli pone Fulvio Lorefice, Fabrizio Barca prova ad affrontare di petto il problema di una strategia d’insieme di cui si dovrebbe dotare il soggetto politico che volesse essere artefice di una trasformazione all’altezza delle sfide del presente. Tre sono i nodi principali che vengono presi in esame, alla luce della crisi determinata da Covid-19: le disuguaglianze, il conflitto e lo sviluppo.
Dove finisce il mondo
Anna Desnitskaya
Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 48
Vera vive lungo il mare ai confini orientali dell’Eurasia, là “dove finisce il mondo” dice sempre sua mamma. Ma la mamma scherza, perché la terra è tonda e non finisce mai; e allora cosa c’è laggiù, dall’altra parte di quel mare che si vede dalla finestra? Vera colleziona le piume di uccelli che trova sulla spiaggia; il suo libro preferito è Harry Potter e la camera dei segreti e da grande vuol fare il capitano di una nave che la porti dritta all’altro capo dell’oceano, fino in Cile. Per questo sta imparando i nodi marinai e l’alfabeto Morse... Ma più di tutto Vera vorrebbe fare amicizia, e in ogni suo gioco si cela un amico immaginario; per cercarlo, quando cala il buio, lei prende la sua torcia e va con la mamma in riva al mare a lanciare segnali verso quell’altrove sconosciuto... Lukas vive sulla sponda cilena del Pacifico, “dove finisce il mondo” si lamenta sempre sua nonna. Ma Lukas sorride, perché sa che la terra è tonda e non ha una fine né un inizio. A Lukas piace raccogliere i fossili di ammonite sulla spiaggia e starsene sul nespolo a leggere Harry Potter e la pietra filosofale; va anche matto per gli hamburger e da grande vuol fare il paleontologo... Ma più di tutto Lukas vorrebbe fare amicizia, e mentre tira calci solitari al suo pallone sogna che a raccoglierlo ci sia un’amica immaginaria; perciò, ogni sera va in riva al mare col papà a lanciare segnali di luce con la torcia in quell’oscurità misteriosa... Poi una notte, il messaggio di Vera penetra il buio fino all’altra sponda dell’oceano – “Ciao, sono Vera” - e quello di Lukas arriva dal Cile luminoso come una stella – “Ciao, sono Lukas”. Età di lettura: da 6 anni.
Contro l'inquisizione
Ludovico Antonio Muratori
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 208
A metà Settecento in Portogallo si verificò una situazione che aveva pochi precedenti. Si diceva che molti sacerdoti chiedessero ai fedeli che si confessavano di rivelare i nomi dei loro complici, per poterli redarguire. Si poneva tuttavia un problema: era possibile violare la segretezza della confessione per correggere chi sbagliava? E perché i vescovi non punivano i sacerdoti che si macchiavano di quei crimini? In verità, nessuno stava infrangendo il vincolo del sacramento. Dietro quelle accuse, create ad arte, si celava la volontà dell’Inquisizione di controllare il clero e limitare la giurisdizione dei vescovi, tacciati di negligenza e di scarsa sorveglianza. Non si trattava di una questione locale: in discussione c’erano gli equilibri di potere all’interno dell’istituzione ecclesiastica. Dopo che l’inquisitore di Portogallo e il patriarca di Lisbona si scagliarono contro i vescovi portoghesi, la schermaglia si estese infatti fino a Roma, suscitando un dibattito di portata internazionale. La battaglia infuriò nonostante gli sforzi di Benedetto XIV di placare gli animi, e a essere coinvolte furono personalità di spicco del panorama europeo. Tra di esse Lodovico Antonio Muratori che, ingaggiato dai vescovi, compose un’operetta latina intitolata Lusitanae Ecclesiae religio in administrando poenitentiae sacramento. Edito nel 1747, il volume ribadiva la sacralità del sigillo della confessione e condannava con sdegno le calunnie elaborate dall’Inquisizione contro l’episcopato del Portogallo. Gli inquisitori – spiegava Muratori – dovevano essere tenuti lontano dalle rivelazioni che i credenti consegnavano ai loro confessori, ed era proprio l’Inquisizione ad aver provocato i danni più gravi alla religione cristiana. Il pamphlet è ora presentato in edizione moderna e commentata. L’introduzione di Matteo Al Kalak svela i retroscena di una spy-story in cui furono coinvolti illustri gesuiti, eminenti cardinali della Curia romana, inquisitori, intellettuali e ghost writers. La traduzione, curata da Francesco Padovani, è poi arricchita da un agile apparato critico che permette al lettore di inquadrarne i contenuti all’interno del dibattito settecentesco. Ne emerge un Muratori combattivo e tenace, impegnato, al termine della sua vita, a liberare la Chiesa dalla morsa di un’Inquisizione divenuta insopportabile e sempre più pericolosa.
Le mura di Troia. Lo spazio ricompone i corpi
Cristina Bianchetti
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 142
In che modo il corpo si inscrive nell’orizzonte del progetto urbano e delle sue pratiche? È questa la domanda di fondo da cui si sviluppa il libro. Questione cruciale che ne genera altre: come uscire dalla trappola dell’analogia organica – la cui ombra si allunga fino a noi – tra la perfezione dell’uomo vitruviano e l’imperfezione di Frankenstein? Come dare conto del carattere politico del rapporto tra corpi e spazi nell’azione di progetto? Un tema ampio e imprendibile, esplorato nel volume dapprima attraverso un’interrogazione sul senso di un percorso individuale dentro una storia più generale. Quindi appoggiandosi a robuste ontologie politiche che fanno riferimento al pensiero di Antonin Artaud, Gilles Deleuze, Michel Foucault, Ernesto de Martino per costruire cartografie relazionali del rapporto tra il corpo e lo spazio. Cartografie che partono dai corpi, tracciano i modi e i luoghi del muoversi, delle vulnerabilità, dei desideri. Infine rileggendo progetti esemplari: il progetto dell’antipsichiatria radicale degli anni sessanta, il progetto funzionalista nella sua forma più luminosa; il progetto della transizione, attorno a cui oggi si addensano domande e congetture. Lo scopo è guardare al progetto urbanistico e alle sue pratiche da una prospettiva che ha al centro il corpo, per indagarne gli scenari inaspettati che si aprono quando il punto di vista non è più quello dell’attore, del decisore, del tecnico, ma di un corpo non riducibile alle sue astrazioni. Il modo interrotto, allusivo e incerto in cui affiora il tema, l’inconsapevolezza che attorno ad alcuni snodi si ispessisce invece di diradarsi, l’ostinazione del vedere nel rapporto tra corpo e spazio un nucleo fondamentale per ragionare di architettura e urbanistica sono i tratti di un libro che vuole raccontare un programma di ricerca, esasperandone i tratti e i riferimenti.
Il cosmo e le sfide della storia
Karl Löwith
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 160
«Noi tutti oggi esistiamo e pensiamo nell’orizzonte della storia e dei suoi destini, ma non viviamo più nell’ambito del mondo naturale. Ci manca l’unico mondo, quello che è più antico e durevole degli esseri umani. Mondo e mondo umano non sono equiparabili. Il mondo fisico può essere pensato senza fare alcun riferimento all’esistenza degli esseri umani, ma nessun essere umano è pensabile senza il mondo». Scritti nella piena maturità, questi saggi ruotano intorno a uno dei problemi oggi più dibattuti: il rapporto con «la natura – intorno a noi e in noi stessi», come Orlando Franceschelli precisa nell’Introduzione, richiamando la cruciale critica teorica mossa da Löwith a Heidegger. Löwith analizza il passaggio dalla visione greca del cosmo fisico, frutto di un’indagine ammirata e rispettosa, alla concezione del mondo come creazione di Dio – esemplare il confronto con Teilhard de Chardin – e infine allo spaesamento o nichilismo cosmologico in cui precipitano la coscienza e le società moderne che, emancipatesi dalla fede nella creazione, riducono la natura a un mero oggetto da usare a nostro piacimento. Da questi passaggi è alimentata anche la prospettiva di progresso illimitato che invece Löwith invita a riesaminare con spirito critico: senza alcuna svalutazione degli avanzamenti compiuti grazie alla scienza e alla tecnica, e senza cedere al rassegnato fatalismo con cui ormai guardiamo a un progresso tecnologico che sentiamo incombere su di noi ma i cui effetti pratici riusciamo sempre meno a controllare. Ritenuto un’anticipazione quasi profetica anche da autorevoli teologi, oggi, a cinquant’anni dalla morte di Löwith, questo richiamo a riconciliare le nostre vite e la storia con la realtà naturale – col cosmo – di cui sono parte risulta ancora più utile: un richiamo filosofico, etico-politico ed ineludibile per comprendere le sfide del presente e fronteggiare l’epocale crisi ambientale e socio-sanitaria in cui ormai è coinvolto l’intero pianeta.
La grande nevicata
Federico Italiano
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 77
La grande nevicata è una raccolta concepita in piena pandemia e plasmata dalle claustrofobie (e claustrofilie) generatesi in questo biennio, al termine segnato dalla guerra in Ucraina e dal riemerge della minaccia nucleare, dell'ombra fascista sul futuro dell'Europa. Eppure questa di Federico Italiano - voce del 1976, già affermata in Italia e In Europa - è una raccolta non schiacciata sull'oggi, un attraversamento del presente che tiene per mano la bussola della memoria, in una perenne oscillazione tra eventi, oggetti e habitat di un poeta nato in Piemonte nel pieno degli anni di piombo ma cresciuto nella generazione post-sessantottesca. Non-generazione cui è interdetto concepirsi come politica, rivoluzionaria, adulta, collettiva. Come ne "La grande nevicata del 1985" - testo centrale e title track del libro - nata dal ricordo di quella grande gelata che, dal Nord al Sud, invase l'Italia a metà anni Ottanta e resta ancora epos nello stupore di molti adulti al tempo bambini. L'eccezionalità di un evento atmosferico in grado di segnare uno spartiacque nella vita dell'io e rispetto agli eventi storici contemporanei (il "disgelo" nella Guerra Fredda, l'ascesa nel 1985 di Gorbaciov) coniugando ricordo e meteorologia, erotismo e riflessione filosofica, infanzia e vita adulta tramite un lavoro formale e consustanziale sulla memoria e i suoi oggetti infantili (il passamontagna, le tipologie di memoria della neve). Un moto perpetuo tra passato e presente capace di evidenziare le tendenze di una poesia mossa, sin dall'infanzia, più dall'intelligenza del gioco che dall'azione diretta calata negli eventi della storia. Come nel gioco "Calumet" (una sciarada che durante il lockdown diventa archeologia cognitiva), o in "Allenamento nella nebbia" (la nebbia comune denominatore che lega una corsa autunnale in un parco di Vienna agli allenamenti di calcio da ragazzo). Come in "Walkie-talkie" (ricetrasmittente dell'infanzia che funge da correlativo oggettivo del presente) o in "Yeti", dove la "linea della neve" diviene spazio liminale tra realtà e immaginazione, infanzia e vita adulta. Autobiografia e storia.
Ad occhi aperti. Leggere l'albo illustrato
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 262
Esplorare l'universo dell'albo illustrato: questo il proposito del volume firmato dal gruppo di esperti e studiosi di Hamelin. Lo scopo è fornire uno strumento critico, inesistente in Italia, capace di guidare la lettura dell'albo da parte di genitori, insegnanti, bibliotecari, e semplici amanti del racconto per immagini. L'albo illustrato è un vero e proprio linguaggio, con le sue specifiche modalità di narrazione, non ancora analizzate a dovere, malgrado nel nostro tempo sia diventato cruciale saper leggere le immagini. Le importanti innovazioni del mercato editoriale italiano nell'ultimo decennio, e il dialogo sempre più stretto col panorama internazionale, hanno fatto emergere tutte le potenzialità espressive di questa forma di narrazione, che trova nella prima infanzia un destinatario privilegiato, ma che non si pone limiti in fatto di tematiche, sperimentazioni e pubblico di riferimento. Attraverso un percorso che esplora le esperienze più significative dell'editoria per l'infanzia, il libro analizza dall'interno la fisionomia dell'albo illustrato: il formato, con le sue specifiche valenze narrative, il rapporto tra parole e immagini, il ritmo e il tempo della narrazione, e la formula dei libri senza parole. Un cammino disseminato di figure: le tavole dei più grandi maestri dell'illustrazione accompagnano le puntuali incursioni degli autori nel mondo poco esplorato di un'arte che spesso resta in ombra sugli scaffali delle librerie.
Nostalgia d'Oriente. Genova, Roma e il Mediterraneo nel Cinque e Seicento
Alessia Ceccarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 320
Il legame tra Genova e il Levante è un tema di grande fascino e di notevole complessità. Quando, nel 1475, a seguito della conquista ottomana di Caffa, i Genovesi persero l’ultima colonia sul Mar Nero, si chiuse una stagione che li aveva visti protagonisti nel Mediterraneo orientale. Da quel momento in poi, e soprattutto nel corso del Seicento, il tentativo di tornare a Oriente divenne un elemento cardine della politica e della cultura genovese. Per questo ceto di governo, il Levante non fu solo un nostalgico richiamo ai perduti possedimenti d’Oltremare – una dimensione mitica, in cui ritrovare l’essenza della propria identità e della propria grandezza – fu soprattutto sinonimo dell’agognato ritorno al mare (del rilancio della sua marineria, mercantile e militare). Questo volume – i cui protagonisti sono diplomatici e alti prelati, mercanti, uomini d’arme, corsari, rinnegati, intellettuali e missionari – esplora e racconta ciò che il Levante evocò e significò nella visione dei Genovesi d’età moderna: una somma di reliquie, memorie, immagini, valori, progetti e ambizioni di cui essi seppero in vario modo servirsi, dalla sfera pubblica a quella privata, nel tentativo di ridefinirsi e di essere riconosciuti da un Oriente che a sua volta non li aveva affatto dimenticati.
Scienza e bene pubblico. Cittadinanza, conoscenza, democrazia
Fabrizio Rufo
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 192
Serve un dialogo tra cittadini, esperti e decisori politici: la cultura scientifica deve diventare strumento di democrazia. Solo negli ultimi anni abbiamo cominciato a riflettere sul rapporto tra conoscenza, decisione politica e democrazia. E dobbiamo proprio alla pandemia un’accelerazione rispetto a questi temi, quando sono emerse con urgenza una serie di questioni con cui da tempo avremmo dovuto fare i conti. Oggi il sapere scientifico è concepito sempre meno come un bene pubblico. La scienza tuttavia è un fatto sociale troppo importante per ignorarne gli effetti: ogni giorno modifica profondamente il mondo in cui viviamo; ogni azione della nostra vita – il lavoro, la salute, l’alimentazione, il tempo libero – sarebbe infatti impossibile senza ricorrere ai risultati e ai prodotti della scienza e della tecnica. Il progresso scientifico è dunque un valore fondamentale, che va costantemente nutrito di cultura democratica; solo in questo modo si può innescare un circolo virtuoso, e fare della cultura scientifica uno strumento efficace per il miglioramento sociale. Perché la conoscenza, anche la conoscenza scientifica, è un bene pubblico: solo se condivisa, solo se diffusa, solo se «partecipata» può agire concretamente come motore democratico. E in questo modo, aumentando la consapevolezza dei cittadini, sarà possibile affrontare nella maniera più corretta alcune grandi e cruciali questioni etiche che ci riguardano da vicino. Come scrive nel volume Fabrizio Rufo, la conoscenza scientifica e la decisione politica sono spesso due ambiti distanti e separati, tra i quali non intercorre una relazione stabile e continua. Ed è proprio questo che bisogna realizzare: attivare un dialogo costante tra esperti, decisori politici e cittadini. È necessario quindi a questo scopo difendere e promuovere la cultura scientifica: è questa la priorità se vogliamo allargare il perimetro dei diritti di cittadinanza e garantire il funzionamento delle stesse istituzioni democratiche.
Il razzismo in cattedra. L'Università di Milano e la persecuzione degli ebrei
Emanuele Edallo
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 224
La persecuzione fascista contro gli ebrei fu una pagina tragica della storia italiana, a lungo rimossa dalla memoria collettiva. Si diffuse l'idea che la legislazione antiebraica fascista non fosse troppo dura e che la responsabilità degli arresti e delle deportazioni fosse esclusivamente dei nazisti. Solo con gli anni sono emersi la radicalità dell'antisemitismo fascista e il decisivo ruolo di Mussolini. Il settore da cui nel 1938 si avviò la politica persecutoria fu quello dell'istruzione, ritenuta il cardine attraverso cui plasmare la mentalità degli italiani, e un ruolo di primo piano, per elaborare e propugnare il razzismo di Stato, sarebbe stato occupato dall'università. Il libro ricostruisce l'applicazione della legislazione antiebraica all'Università di Milano, dove la svolta antisemita fascista colpì quaranta tra professori, aiuti e assistenti. In molti casi erano illustri studiosi, che avevano messo a disposizione della causa fascista il proprio sapere; personalità diverse, per età ed esperienze, le cui vite vennero tragicamente accomunate dalla persecuzione. L'autore ne ripercorre le storie, raccontando le loro carriere, l'adesione al fascismo e il rapporto con l'ebraismo; ma anche l'allontanamento dall'accademia, le scelte di vita, la ricerca della salvezza e il ritorno a guerra finita. Sono storie di privazione, di fuga, di resistenza e, purtroppo, anche di deportazione. Al termine del conflitto, molti decisero di riprendere il proprio posto, spesso al fianco di chi li aveva sostituiti, in una sorta di continuità con il passato. Così fu anche per gli studenti, il cui ritorno fu segnato dall'indifferenza con cui ripresero gli studi. Come nota Michele Sarfatti nella prefazione, il libro intreccia la storia generale alle storie dei singoli, mettendo in luce il processo di rimozione che ha caratterizzato la realtà italiana del dopoguerra e contribuendo così all'adozione di uno sguardo «democratico e sincero su quel passato». Presentazione di Massimo Castoldi.
Voglia di restare. Indagine sui giovani nell'Italia dei paesi
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2023
pagine: 208
«Su quali competenze locali fare leva e quali politiche immaginare al fine di dare spazio reale al “desiderio di restanza” che si va sviluppando tra i giovani delle aree interne?». Da decenni le aree interne italiane sono coinvolte in intensi processi di spopolamento, di rarefazione dei servizi pubblici essenziali, di impoverimento produttivo. Si tratta di tendenze ormai croniche e alquanto diffuse, che il lavoro di analisi e di proposta dell’Associazione Riabitare l’Italia ha contribuito a riportare al centro del dibattito pubblico. Nonostante il declino demografico, economico e di attenzione, le aree interne continuano ad essere luoghi vivi, dove quotidianamente si riproducono beni pubblici fondamentali per l’intero paese e dove milioni di cittadini hanno scelto di vivere e di investire le loro capacità. L’abbandono umano non è l’unica cifra di queste terre; molti decidono consapevolmente di restare; altri, seppure in misura limitata, di ritornare; e altri ancora di provare a sperimentare in questi luoghi «lontani» nuovi stili di vita, più «lenti» e connessi con la natura. La voglia di radicamento è un aspetto inedito e ancora poco esplorato, che merita di essere messo in luce perché rivela una realtà fatta di giovani che non solo non hanno lasciato i loro paesi, ma che hanno scelto di restare – o di tornare – in modo attivo. Le storie raccontate in questo libro, raccolte attraverso un’ampia ricerca quanti- qualitativa condotta su un campione di oltre tremila giovani residenti nelle aree interne dell’intera penisola, fanno emergere il desiderio di «restanza», evidenziando tanto le opportunità quanto le difficoltà che la scelta di non partire comporta. La ricerca, coordinata da Andrea Membretti e Sabrina Lucatelli, restituisce una lettura articolata del fenomeno, facendo emergere sia i fattori che minacciano le possibilità effettive dei giovani di vivere e lavorare nei propri territori di origine sia le opportunità legate a una vera e propria «capacità di restare», che richiede di essere coltivata e accompagnata da politiche in grado di rispondere alle esigenze e alle aspirazioni di chi resta.
Fare urbanistica oggi. Le culture del progetto
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2022
pagine: 266
Il volume restituisce un confronto sull'urbanistica in Italia oggi e sull'idea del progetto che cambia, sensibile ai temi che attraversano la condizione contemporanea, con specifico riferimento alle culture, alle pratiche, all'insegnamento e alla ricerca. Si tratta di una prima ricognizione sui molti modi di declinare la disciplina. Dai ventuno saggi qui raccolti emerge un'idea ampia e multidimensionale di progetto come attitudine a prefigurare visioni di futuro, come sguardo esplorativo e interpretativo che produce conoscenza, come sistema di azioni tecnicamente pertinenti, come campo di interazione sociale e di conflitto, come capacità di elaborazione di strumenti multiscalari e integrati di pianificazione del territorio e della città. Un'idea costantemente riferita allo spazio fisico e sociale della città, alle esplorazioni possibili del campo del visibile, alle sensibilità per la morfologia urbana e territoriale, per i paesaggi, per i territori palinsesto. Un'idea di progetto, dunque, in grado di recuperare una tradizione culturale italiana ricca di senso, per mettere sistematicamente in tensione spazio e società, con specifica attenzione ai contesti culturali e materiali intesi come riflesso della società, delle economie e delle istituzioni. Il governo del territorio e delle città ha crescente necessità di sperimentare forme di progetto più flessibili, duttili, contestuali e adattive, per far fronte a questioni sociali emergenti - come il calo demografico e l'andamento recessivo dell'economia, la crisi di welfare nelle grandi aree urbane, l'incipiente condizione di peri-urbanizzazione della campagna, l'emergenza dei temi ambientali e della transizione ecologica - ma anche per presidiare in modo nuovo temi consolidati, come le grandi trasformazioni urbane e l'elaborazione di nuove forme di masterplan, fortemente condizionati dalla finanziarizzazione del settore immobiliare: questioni rilevanti da cui l'urbanistica è sospinta e sfidata a revisionare paradigmi e a formulare prospettive metodologiche innovative. Presentazione di Maurizio Tira.

