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Donzelli

Quando gli anni divennero animali. La leggenda dello zodiaco cinese. Ediz. italiana e cinese

Quando gli anni divennero animali. La leggenda dello zodiaco cinese. Ediz. italiana e cinese

Arianna Papini

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 48

Una storia che narra di dodici animali (gatto e topo compresi), a cui un giorno lontano lontano il dio Buddha ha assegnato un compito speciale: attribuire il proprio nome a ciascun anno, in modo da dare un ordine al passare del tempo. Ecco perché, per esempio, il 2016 è l'anno della Scimmia e il 2017 sarà quello del Gallo. Ma quanti bambini (e grandi) conoscono questa misteriosa storia? Arianna Papini ha deciso così di riscrivere e illustrare da par suo l'antica leggenda facendone un album che racconterà ai bambini il primo litigio tra il gatto e il topo e la magia dello zodiaco cinese. Età di lettura: da 6 anni.
22,00

Il piccolo Nicolas e Babbo Natale

Il piccolo Nicolas e Babbo Natale

René Goscinny, Jean-Jacques Sempé

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 142

Dalla penna del creatore di Asterix e dalla matita di un genio dell'illustrazione, le avventure natalizie e non solo del monello più famoso di Francia. Età di lettura: da 10 anni.
14,00

La cartolina di Gramsci. A Mosca, tra amori e politica 1922-1924

La cartolina di Gramsci. A Mosca, tra amori e politica 1922-1924

Noemi Ghetti

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 221

Una cartolina postale. Un documento apparentemente minore, fino a oggi quasi ignorato - e qui per la prima volta integralmente riprodotto a colori e studiato -, si rivela una miniera di informazioni, di tracce, di indizi. Una vera e propria mappa, volutamente disseminata di allusioni e di enigmi, che - opportunamente sciolti - gettano luce sul periodo meno indagato della vita politica e affettiva di Antonio Gramsci. E notte inoltrata, quel 16 ottobre 1922. Gramsci scrive da Ivanovo-Voznesensk, importante centro tessile a duecentocinquanta chilometri da Mosca, a Eugenia Schucht, ricoverata nel sanatorio di Serebriani Bor, lo stesso in cui Antonio è stato curato durante l'estate. Nei mesi precedenti tra i due è nata una storia. Ma quella sera, a scrivere a Eugenia, Gramsci non è solo. Con lui si trova Iulca, sorella di Eugenia, la bella violinista che Antonio ha incontrato a settembre proprio a Serebriani. Per entrambi è stato un colpo di fulmine, che nei mesi successivi ha dovuto fare i conti con le comprensibili gelosie di Eugenia. Trovatosi, poco più che trentenne, al centro di questo complicato triangolo amoroso, Gramsci si rivela autoironico e allusivo, passionale e spregiudicato nel tenere le fila del proprio rapporto con le donne. Ma la cartolina ci racconta contemporaneamente, e in controluce, di un'attitudine politica poco allineata, precocemente rischiosa. Il clima del partito sovietico si va accendendo, proprio in quei mesi, di una forte dialettica interna, e subisce le prime ripercussioni di una lotta intestina che presto non conoscerà esclusione di colpi. Gramsci mostra una straordinaria capacità di orientarsi e partecipare attivamente alla complessa vita politica e culturale di quell'immenso paese stremato dall'economia di guerra. Sono i giorni nei quali il primo ictus di Lenin, che Gramsci incontrerà il 25 ottobre alla vigilia del IV Congresso, ha già aperto la lotta per la successione. Negli stessi giorni in Italia la marcia su Roma del 28 ottobre segnerà lo scatenarsi del terrore fascista sul neonato Pcd'I, con assassini senza nome, incendi e devastazioni di sedi di giornali. A dicembre a Torino - come testimonierà Pia Carena, un'altra donna legata ad Antonio da un'intesa che non sembra fondata solo sulla politica militante - una squadraccia fascista andrà a cercare Gramsci con l'intenzione dichiarata di «appenderlo ad un albero, una volta per sempre».
19,50

Generazioni. Le italiane e gli italiani di oggi attraverso le statistiche

Generazioni. Le italiane e gli italiani di oggi attraverso le statistiche

Giorgio Alleva, Giovanni Barbieri

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 238

«Maria nasce il 20 maggio del 1926, un giovedì, nelle campagne della pianura padana, dove vive una parte consistente dei contadini del tempo. Possiamo immaginare con qualche fondamento una giornata mite e soleggiata, con temperature tra i 12 e i 23 gradi». Inizia così il racconto del percorso di vita di quattro donne, e attraverso di loro il racconto delle diverse generazioni di italiane e di italiani e di novant'anni della nostra storia. Anche se le donne di cui si traccia la vicenda biografica non esistono realmente, il loro presente è tuttavia uno spaccato dell'Italia di oggi, in cui le diverse generazioni convivono. I profili di queste donne, le loro scelte e gli eventi che le condizionano - la scuola che hanno frequentato, la famiglia che hanno formato, il lavoro che hanno trovato o perso - sono costruiti sulla base della documentazione statistica, di quel ricchissimo patrimonio di dati e analisi accumulato dall'Istat proprio a partire dal 1926, anno della sua fondazione. Intorno agli eventi che scandiscono i percorsi delle nostre protagoniste, milioni di esistenze seguono strade talora radicalmente diverse. Ognuna di esse, però, ha portato all'Italia quale è oggi, nel bene e nel male, nelle tante conquiste e nei problemi tuttora irrisolti, nelle contraddizioni e nelle diseguaglianze, ma anche nelle tante diversità che costituiscono la vera ricchezza del paese. L'informazione statistica pubblica disegna qui, per mano di due tra i suoi più autorevoli protagonisti, un grande affresco della nostra storia recente da una prospettiva nuova, documentata e rigorosa, spesso anche del tutto sorprendente.
20,00

Edward Hopper. Un poeta legge uno pittore

Edward Hopper. Un poeta legge uno pittore

Mark Strand

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 95

«Nei quadri di Hopper ad accadere sono le cose che hanno a che fare con l'attesa. Le persone di Hopper paiono non avere occupazioni di sorta. Sono come personaggi abbandonati dai loro copioni che ora, intrappolati nello spazio della propria attesa, devono farsi compagnia da sé, senza una chiara destinazione, senza futuro». Un grande premio Pulitzer come Mark Strand, poeta e scrittore americano, legge e interpreta per noi trenta dei più noti e amati quadri di Edward Hopper, il pittore americano per antonomasia. Ed ecco sfilare sotto i nostri occhi gli scenari più intensi della mitologia statunitense moderna: distributori di benzina, nastri d'asfalto, marciapiedi, ferrovie, night club, motel... La dimestichezza che si ha con la materia figurativa trattata da Hopper ha spesso indotto a costringere superficialmente questo artista dentro etichette limitative. Così è stato tanto sotto il profilo storico, laddove si è affibbiata all'artista la definizione di «realista americano», quanto sotto il profilo tematico, laddove lo si è voluto innanzitutto come l'«artista della solitudine e dell'alienazione». In queste pagine Mark Strand - le cui poesie si muovono su un terreno mentale e affettivo assai simile - supera di slancio questa visione e ci accompagna nel cuore dell'opera del pittore. Con la sua scrittura nitida, meticolosa e insieme allusiva, densa ed evanescente, Strand espone ciò che rende le scene, gli spazi, le persone della quotidianità raffigurati da Hopper così commoventi e indimenticabili. Un piccolo gioiello riproposto qui con un testo inedito e appassionato di Strand riemerso dai suoi cassetti dopo la morte, e una nuova veste grafica che ne fa un unicum editoriale prezioso per i sempre più numerosi cultori della pittura di Hopper e dell'immaginario americano.
23,00

Deledda. Una vita come un romanzo

Deledda. Una vita come un romanzo

Luciano Marrocu

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 127

In un giorno d'ottobre del 1899, una giovane donna, scrittrice non ancora famosa, arriva a Cagliari, festeggiata ospite della direttrice di una rivista femminile. Nel corso di un blitz durato poche settimane incontra l'uomo della sua vita, lo sposa e con lui si trasferisce a Roma, dove vivrà il resto dei suoi anni. Appena giunta a Cagliari, nessuno sospetta che questa timida ragazza abbia davanti a sé una luminosa carriera letteraria: nel giro di qualche decennio diventerà la prima (e unica) scrittrice italiana a ricevere il Premio Nobel. Così inizia questa biografia di Grazia Deledda, che attraverso la ricerca saggistica e l'evocazione romanzesca trova, tra le pieghe della fitta corrispondenza deleddiana, l'immagine di una donna in continuo movimento tra creazione letteraria, desiderio di autoaffermazione, amori (soprattutto epistolari, ma non per questo meno infelici), tentativi di distacco dalla città dove è nata, Nuoro, e da un ambiente che giudica raggelante e provinciale. Tanti i personaggi che, insieme a lei, incontriamo in queste pagine: da Pirandello, che mostra curiosità nei confronti della scrittrice, a Puccini e alla divina Eleonora Duse, che interpreterà la protagonista di Cenere nell'adattamento cinematografico del romanzo. Diversamente da gran parte dei ritratti biografici della Deledda, dedicati agli anni nuoresi, l'autore si concentra qui sul periodo romano, disegnando la figura di una scrittrice matura e a suo modo integrata nell'ambiente letterario italiano, consapevole del proprio talento e insieme investita dalle ansie e dai dubbi che si accompagnano alla creatività artistica. La vita della Deledda è una storia di determinazione e coraggio; una storia da leggere come un romanzo, per riscoprire la voce di una grande scrittrice, a ottant'anni dalla sua scomparsa.
19,50

Breve storia del razzismo. Teorie e pratiche della discriminazione razziale dal Medioevo ad oggi

Breve storia del razzismo. Teorie e pratiche della discriminazione razziale dal Medioevo ad oggi

George M. Fredrickson

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: XXI-181

Perché il XX secolo ha conosciuto le forme più estreme di razzismo istituzionalizzato? Perché le società egualitarie sono particolarmente esposte a violenti scontri razziali? Perché il razzismo non si è manifestato in Europa prima del XIV secolo? E come mai ha toccato il suo apice tra il XVIII e il XIX secolo? Sono solo alcune delle domande a cui uno dei più autorevoli storici americani prova a rispondere con questa densa e preziosa sintesi divenuta ormai un piccolo classico. Interrogativi resi più che mai urgenti dalle turbolenze del nostro presente. In tempi di presunti o evocati scontri di civiltà, di esodi di massa, di intolleranza montante verso le migliaia di migranti che attraversano ogni giorno le frontiere dell'Europa, la ricostruzione di Fredrickson ci aiuta ad andare alla radice del problema, in un'ottica storica comparativa. Con una rara miscela di capacità divulgativa, sintesi e intuito tagliente, questo prezioso volume ripercorre la storia del razzismo in Occidente dalle sue origini nel tardo medioevo sino ai giorni nostri. Prendendo le mosse dall'antisemitismo medievale, che escludeva gli ebrei dall'umanità, Fredrickson ricostruisce la diffusione del pensiero razzista sulla scia dell'espansionismo europeo e dell'inizio della tratta degli schiavi in Africa, fino a mostrare come l'Illuminismo prima e il nazionalismo ottocentesco poi abbiano creato un nuovo contesto intellettuale per il dibattito sulla schiavitù e l'emancipazione degli ebrei. Lo storico americano traccia per la prima volta negli studi sul fenomeno un confronto articolato tra il razzismo legato al colore della pelle dell'America del XIX secolo e il razzismo antisemita in Germania. Un'opera illuminante, che spicca non solo per l'originale paragone tra le due più significative forme del razzismo moderno - la supremazia bianca e l'antisemitismo - ma anche per la sua estrema leggibilità.
18,00

Spazi che contano. Il progetto urbanistico in epoca neo-liberale

Spazi che contano. Il progetto urbanistico in epoca neo-liberale

Cristina Bianchetti

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 119

L'attacco al riduzionismo funzionalista negli anni settanta veniva portato avanti entro almeno due differenti angolazioni. Da un lato Henri Lefebvre, a sfidare l'ortodossia marxista. Dall'altro, la pista anarchica di Colin Ward. La critica al riduzionismo funzionalista è già tutta lì, compresa negli attacchi rivolti all'incapacità del funzionalismo di cogliere l'essenza della città. Oggi il progetto urbanistico rischia di finire entro le maglie di un nuovo funzionalismo. Questa l'ipotesi che il libro propone, a valle di alcune ampie ricerche condotte su territori europei. Il progetto contemporaneo è, di nuovo, un progetto funzionalista perché gioca tutto su aspetti percettivi, di sensibilità, di comfort; sulla necessità di rinforzare identità e abitabilità per un soggetto scarnificato e astratto; rende lo spazio e la società piatti. Spazio e società non sono piatti, neppure negli anni della crisi che molte cose ha ridotto. Al contrario, i territori europei mostrano questioni complesse che hanno a che fare con le ambiguità del vivere assieme in società individualizzate, con l'intimità e l'esibizione, con il deflagrare dei diritti relativi all'abitare, in un'epoca segnata dalla loro forte restrizione. Scopo di questo libro è mettere in evidenza questi snodi affinché essi mantengano la loro problematicità.
24,00

Soglie del Medioevo. Le grandi questioni, i grandi maestri

Soglie del Medioevo. Le grandi questioni, i grandi maestri

Giuseppe Sergi

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 347

Il medioevo è forse il periodo più frainteso della storia. Su di esso pesano la vastità degli spazi e la lunga gittata delle periodizzazioni, come pure le difficoltà interpretative delle fonti: tutti fattori che spesso espongono al rischio di indebiti schematismi e di forzate generalizzazioni. Per questi motivi, quella che è definita "l'età di mezzo" ha bisogno più di altre di essere sottoposta a un insieme di "spiegazioni". In effetti, per addentrarsi nel medioevo, per poterne dominare i nodi cruciali, occorre saperne varcare le soglie: ed è a questa vera e propria iniziazione alle grandi questioni della storia medievale che qui ci conduce Giuseppe Sergi, uno dei nostri medievisti più rigorosi e autorevoli. Sulla scorta del richiamo al famoso saggio Soglie di Gérard Genette, in cui il critico letterario conferisce valore agli elementi ausiliari dei libri, questi magistrali saggi brevi - nati come prefazioni o postfazioni, e dunque originati dall'esigenza di introdurre il lettore in un testo o di tracciarne il bilancio conclusivo - affrontano gli interrogativi aperti da libri e convegni incontrati o promossi da Sergi nel suo lungo lavoro di ricerca, mettendo a confronto gli stereotipi delle conoscenze diffuse con i saperi consolidati della storiografia.
28,00

Il vantaggio dell'attaccante. Ricerca e innovazione nel futuro del Belpaese

Il vantaggio dell'attaccante. Ricerca e innovazione nel futuro del Belpaese

Lucio Bianco, Paolo D'Anselmi

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 113

In tempi di crisi economica, la discussione sulla ricerca scientifica langue. Eppure niente come la ricerca può rilanciare l'economia sul lungo periodo, conseguendo un miglioramento strutturale e duraturo: il modello dello "sviluppo senza ricerca", su cui si è basato prevalentemente il nostro paese nel passato, ha perso ormai validità. E su questi temi che riflette Lucio Bianco, insieme a Paolo D'Anselmi, con uno sguardo focalizzato sul contesto attuale della ricerca in Italia e nel mondo, attraverso un confronto dettagliato con alcuni paesi che è bene tenere sotto osservazione: questi costituiscono modelli vincenti, da seguire e fare nostri, tenendo conto non solo delle debolezze, ma anche dei tanti punti di forza di cui disponiamo. Ne emerge un quadro sorprendente, che ribalta diversi luoghi comuni - tra tutti quello della cosiddetta "fuga dei cervelli", che si rivela fenomeno mediatico più che specchio veritiero della situazione italiana - e consente di cogliere gli elementi da salvare e quelli su cui intervenire. Dall'analisi scaturisce una serie di proposte operative, anche eterodosse, rivolte alla politica e alla stessa comunità scientifica. Sono scelte chiare, come osserva Giuseppe De Rita nella Prefazione, "volte a prendere per mano un sistema piccolo e gracile e farlo crescere a livello di media dimensione europea".
18,00

Il Monte dei Paschi nel Novecento. Storia di una banca pubblica (1929-1995)

Il Monte dei Paschi nel Novecento. Storia di una banca pubblica (1929-1995)

Pier Francesco Asso, Sebastiano Nerozzi

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 385

Questo volume racconta la storia del Monte dei Paschi di Siena dalla crisi del 1929 alla riforma bancaria dei primi anni novanta. Utilizzando fonti in larga parte inedite, gli autori esaminano per la prima volta le vicende di una banca che, assunte nel 1936 le vesti di Istituto di credito diritto pubblico, trasforma il suo modello di attività di fronte ai processi di cambiamento che hanno attraversato il nostro paese e scala la classifica dei principali istituti di credito del mondo. Sono qui descritte le principali strategie aziendali, le caratteristiche del modello operativo e l'andamento economico del Monte, dalla crisi degli anni trenta, quando esso costituisce un'ancora di stabilità per il sistema bancario dell'Italia centrale, ai tumultuosi anni quaranta, in cui è impegnato nel finanziamento della guerra e della ricostruzione; dai lenti ma continui successi realizzati durante il "miracolo economico" alla nuova crisi degli anni settanta, che vede la banca senese consolidare le sue posizioni, ampliando il sostegno alla "terza Italia" dei distretti industriali; dalla rapida espansione degli anni ottanta, con la costruzione di un gruppo bancario sempre più ampio e diversificato, alla tormentata trasformazione in società per azioni. Si tratta dunque di un'analisi che mette in evidenza i punti di forza e le capacità di adattamento mostrati dal Monte dei Paschi, ma anche i suoi limiti e i condizionamenti di fronte alle sfide provenienti da un contesto esterno sempre più globale.
30,00

Le storie del piccolo Nicolas

Le storie del piccolo Nicolas

René Goscinny, Jean-Jacques Sempé

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2016

pagine: 680

Quanti guai combina Nicolas! Ad accompagnarlo nelle sue avventure è una banda di amici formidabili: Alceste, che si rimpinza tutto il tempo di brioche e panini, Eudes, che molla sberle e pugni a chiunque gli capiti sotto tiro, Clotaire, il somaro della classe, Maixent, l'atleta della compagnia che corre come un fulmine, Rufus che va in giro col fischietto perché vuole fare il poliziotto come il papà, e poi Agnan, il cocco della maestra, e Geoffroy, che dai genitori ottiene sempre tutto; ma anche Marie-Edwige e Louisette, che saranno pure due "femmine" ma a Nicolas fanno perdere la testa... Il fatto è che, incapaci come sono di fingere e nascondere paure e desideri, il piccolo monello e i suoi compagni quasi senza volerlo combinano una serie di innocenti malefatte; alle prese con loro, genitori e insegnanti non sanno proprio che pesci prendere, e spesso capitolano, senza riuscire a opporre resistenza. Nate dall'incontro di due mostri sacri dell'umorismo, René Goscinny e Jean-Jacques Sempé, le storie di questo ragazzino terribile e dei suoi amici hanno fatto il giro del mondo in centinaia di edizioni fino a diventare un classico, non solo per i lettori più piccoli. Età di lettura: da 10 anni.
32,00

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