Nuova Cultura
Tacito e Davanzati: un nuovo confronto. A proposito della morte di Agrippina
Annamaria Taliercio
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2017
pagine: 126
Alla provocazione dell'umanista transalpino Henri Estienne, che in un saggio del 1579 vantava la superiorità della lingua francese rispetto alla lingua italiana nel rendere la conclamata brevitas dello stile di Tacito, reagì il fiorentino Bernardo Davanzati, con il suo volgarizzamento dell'intera opera dello storico latino, al quale attese sino al termine della vita (1606). Egli vinse la sfida, dimostrando di poter competere con la concisione tacitiana, e per questo ottenne un generale consenso di valutazioni positive (a parte un certo fastidio per gli idiotismi fiorentini, i riboboli di cui Davanzati programmaticamente si serve), che si è trasmesso anche alle generazioni successive. Tuttavia in tempi più recenti forti riserve sono state espresse da parte di autorevoli studiosi (come Quintarelli, Bonora, Paratore) sull'effettiva capacità davanzatiana di cogliere e fissare gli elementi più caratterizzanti dell'arte e dello spirito di Tacito, quali i potenti chiaroscuri, le fulminazioni psicologiche, l'ethos tragico.
San Paolo in divenire tra identità, conflitti e riscritture
Libro
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2017
pagine: 438
Arte in luce. Ecologia e ambiente sostenibile
Libro
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2017
pagine: 78
Democratization from within. Political culture and the consolidation of democracy in post-communist Albania
Florian Cullhaj
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2017
pagine: 306
Il mutamento delle mansioni
Noemi Pasquarelli
Libro
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2017
pagine: 154
Il comunismo nella storia europea del XX secolo
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2017
pagine: 342
Il volume intende prendere di nuovo in considerazione il comunismo, non solo dal punto di vista della storia politica, ma, più in generale, come fenomeno culturale e spirituale della civiltà europea del XX secolo. Per fare, come è necessario, pienamente i conti con il comunismo, non si può prescindere da un riesame approfondito di ciò che i curatori chiamano nell'Introduzione il "pregiudizio positivo" di cui esso ha goduto e continua a godere nel mondo della politica e della cultura del Vecchio Continente. Diventa quindi sempre più impellente rispondere alla questione: perché il comunismo ha sedotto l'intelligenza e l'immaginario di milioni di persone, nonostante gli esiti tragici ai quali il più delle volte ha condotto e il continuo fallimento di ogni progetto sociale ed economico che si era posto? A questa domanda hanno cercato di rispondere alcuni docenti dell'Università di Teramo e di altre sedi accademiche, provenienti da settori scientifici differenti, secondo un approccio interdisciplinare.

