Zecchini
Musiche incompiute. Di che cosa è morta la musica classica?
Alessandro Zignani
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2012
pagine: 156
La favola delle "incompiute" e dei loro completamenti. Musica come uscita dal tempo: una sfida che fa paura. Compositori che vogliono invertire il corso della storia con la loro arte, convinti che la musica sani le piaghe del male. E cadono sul percorso verso la luce. All'origine di tante partiture senza finale, c.è la paura di una rivelazione; quasi mai, la morte improvvisa dei loro creatori. Perfino la più celebre sfinge della musica: la sinfonia cosiddetta .Incompiuta. di Schubert, è una visionaria sinfonia in due movimenti, e non un torso mutilo. Schumann, Bruckner e Mahler lo sapevano, e ne hanno tenuto il debito conto; noi, non più. Per noi, ogni partitura non completata è materiale di saccheggio per musicologi in odore di santità. Viviamo sui lacerti cartacei dei Sommi, perché non sappiamo esprimere una cultura. Ma all.origine di tante battute vuote, in Coda ai capolavori ultimi, c.è un rifiuto: che l.artista si faccia pontefice di valori ultraterreni; che elabori il lutto per la morte di Dio. Le musiche incompiute sono il referto di una stagione perduta: quando la musica credeva di cambiare il mondo; e i suoi artefici se ne sono accorti, e hanno ucciso il testamento già stilato per i posteri.
Joseph Schmidt. «The pocket Caruso». Un tenore in fuga
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2012
pagine: 218
Aaron Copland. Pioniere della musica americana
Luciano Feliciani
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2011
pagine: XII-212
Compositore poliedrico, intellettuale raffinato, pioniere della nuova musica classica americana, Aaron Copland ha percorso quasi interamente un secolo travagliato e ricco di cambiamenti come il Novecento. Il libro ripercorre la lunga e straordinaria vita del compositore statunitense, consacrata alla creazione di un nuovo linguaggio musicale che incarnasse lo spirito americano, mettendone in evidenza opere e pensiero estetico. L'influenza della musica di Copland sui compositori americani a lui successivi è indiscutibile, quanto palesi sono la sua originalità e il suo stile musicale unico e immediatamente riconoscibile. Divenuto ben presto leader e guida per la nuova generazione di musicisti americani, i suoi scritti e la sua attività di direttore d'orchestra e interprete hanno contribuito alla promozione ed alla diffusione della musica americana in tutto il mondo. Conclude il libro una trattazione ricca di esempi sulla sua musica, che offre al lettore un'utile traccia per comprendere il suo linguaggio compositivo e i periodi stilistici che caratterizzano la sua opera.
Ottorino Respighi. Un'idea di modernità del Novecento
Daniele Gambaro
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2011
pagine: 246
Raccontare la modernità di questo inizio secolo italiano è anche narrare la rinascita musicale di una nazione alla ricerca di una nuova e originale identità, di una nazione che vuole oltrepassare - senza rinnegarlo - il proprio recente passato in cui il melodramma era l'espressione della cultura musicale. Narrare la modernità significa raccontare la vita e le opere di compositori che hanno rappresentato l'eccellenza in Italia e nel mondo, in sintonia con i gusti del pubblico e della critica, e che hanno saputo, con il loro lavoro, porre le basi di una imponente rinascita musicale e di una riqualificazione del glorioso passato italiano. Raccontare la vita e le opere di Ottorino Respighi è tutto questo: è ricordare l'umile cammino di un maestro che il mondo ci ha invidiato.
Ermafrodite armoniche. Il contralto nell'Ottocento
Marco Beghelli, Raffaele Talmelli
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Zecchini
anno edizione: 2011
pagine: VIII
L'ascolto delle pionieristiche registrazioni di contralti attivi negli ultimi anni dell'Ottocento ci rivela voci di inimmaginabile ambiguità sonora: baritonaleggianti al grave, sopranili in acuto, senza nessun tentativo di mascherare lo scarto di registro ed anzi sottolineando le differenze con effetti da jodel. Risalendo i decenni, scopriamo che l'appellativo audace di ermafrodite armoniche era stato speso con la più alta ammirazione per cantanti del calibro di Maria Malibran e Marietta Alboni, mentre emissioni baritonali furono apprezzate in castrati come Farinelli, Carestini, Pacchierotti, Marchesi. Il Novecento ha però spazzato via l'androginia della "voce doppia", la tradizione operistica del "contralto sopranile", preferendo il mezzosoprano d'estensione più contenuta ma omogenea, con acuti sonori e ben "coperti", note gravi prive di eccessive risonanze "di petto". E i "veri" contralti che hanno tentato di riproporre in pubblico il dualismo vocale naturalmente presente nella loro voce sono stati emarginati dalla vita teatrale. Documenti sonori (nel CD allegato) e verbali (tante testimonianze d'epoca) s'intrecciano in questa trattazione, che porterà il lettore (nonché ascoltatore) a dischiudere i segreti di un mondo solo apparentemente perduto.
Note a margine 2. I mondi paralleli della musica
Davide Ielmini
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2011
pagine: IV-188
Bellini. Romanzo di una vita breve
Agapito Bucci
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2011
pagine: 220
La vita di Vincenzo Bellini sembra fatta su misura per impersonare grandezze e sciagure dell'artista romantico: la vocazione alla musica, gli studi a Napoli e il successo ottenuto al debutto con Adelson e Salvini, l'amore con una giovane partenopea impedito dai genitori della giovane, i successi alla Scala fra gli intrighi dei rivali, la confusione della vita teatrale e il turbinio della vita mondana. Ma non basta: Bellini, oltre ai trionfi, conosce i fiaschi di Zaira e Norma, l'acclamazione del pubblico londinese, l'amore negato di Maria Malibran e, infine, l'agognato debutto parigino sotto l'ala di Rossini, con quei puritani che saranno il suo canto del cigno: il musicista muore, neppure trentaquattrenne, nei sobborghi della capitale francese. Il libro di Agapito Bucci, in equilibrio costante fra rievocazione narrativa e approfondimento saggistico, ricostruisce la vita del catanese attraverso un ampio ricorso ai suoi epistolari, specialmente quello con l'amico Florimo, senza che mai venga meno la piacevolezza di lettura: un libro apparentemente romanzato, in realtà rigorosissimo. Il testo è corredato da un ricco apparato di note, che attingono a storici e musicologi antichi e contemporanei.
Guida al teatro d'opera
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2011
pagine: 628
Selezionando un'ottantina di autori, illustri o meno (da Adams a Zimmermann), questa guida ha il compito di offrire uno stuzzicante florilegio di titoli del teatro d'opera. Ne sono stati scelti circa 150, con criteri di obiettiva rilevanza quanto di personale sensibilità del curatore; ma per ciascuno di essi è stata chiara la mira: esplorare le fonti e le trame di ogni opera, stabilirne il background storico e il grado di "contemporaneità"; ma insieme esaminarne aspetti collaterali, che vanno da un'ampia rassegna delle voci critiche agli aneddoti, talora divertenti, in grado di alleggerire il percorso e stimolare la curiosità del lettore. Abbiamo la convinzione che tutto ciò renda assolutamente unica la nostra Guida nell'attuale paesaggio editoriale: essa offre infatti una complessità di articolazione del tutto nuova e, insieme, la possibilità di fruire di una specie di fil rouge nel giudizio dei titoli, che attiene all'unicità della voce "narrante". Ogni scheda è corredata da consigli discografici, frutto di oltre un trentennio di esperienza critica dell'autorevole rivista "Musica".
Le seduzioni di Bach
Antonio Brena
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2010
pagine: IV-172
Forse non lo sapevi. Ma anche in te, lettore, si nasconde un "piccolo Bach" o qualcosa di suo, una sorta di traccia subliminale. Avresti mai pensato che quel parruccone di musicista barocco (così almeno vuole il luogo comune) fosse nascostamente in agguato nella vita quotidiana, praticamente a contatto con molti aspetti della nostra esperienza e vicenda umana? Questo saggio cerca di spiegartelo. Infatti qui si svela un Bach come ancora non s'era visto. Come attraverso un caleidoscopio aperto a 360 gradi. Un Bach psicologico, o meglio, che può avere qualcosa in comune con la psicologia, ma anche con la psicanalisi e la medicina, con l'architettura e il cinema, con il teatro, l'amore e l'eros. E anche con tutti gli strumenti musicali, perché la sua musica è come un'onda d'urto capace di esprimere ed avvolgere la vita di tutti i giorni. Dunque un Bach non solo classico ma anche jazz, pop, rock. L'autore ci conduce per mano lungo la vita e la musica di questo compositore così inaspettatamente attuale e moderno, con esempi, riflessioni e analisi intriganti. Per concludere che lui è per tutti e fruibile per ogni pubblico: Johann Sebastian!
La sinfonia dell'Ottocento
David Toro
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2010
pagine: VI-250
"Per poter enunciare opinioni e concezioni artistiche diverse non mi sembrò disdicevole inventare personaggi artistici contrastanti, di cui Florestan ed Eusebius erano i più importanti, mentre Meister Raro fungeva da mediatore fra di loro. Questa Lega di David percorre tutta la rivista come un filo rosso collegando verità e poesia in modo umoristico." Così Robert Schumann descrive, nel 1833, finalità e scopi della Lega di David, comunità di amici nati dalla fantasia letteraria del musicista, sulla scia di opere quali Die Serapionsbrüder (I Fratelli di San Serapione) di E.T.A. Hoffmann o i Flegeljahre di Jean Paul; dalla Lega di David, la cui finzione poetica ci presenta lo stesso Robert (Eusebius e Florestan), l'amata Clara (Chiarina), il collega Mendelssohn (Felix Meritis) e tanti altri compagni, il cammino che porta alla Neue Zeitschrift für Musik (Nuova rivista di musica) è breve. Dalla sue pagine Schumann conduce un'appassionata lotta contro i "filistei", termine che nell'Ottocento designa i "borghesi" e quindi i "mercanti dell'arte", in nome del patrono David, nome ispirato ad uno dei personaggi dei Maestri cantori di Norimberga o forse dall'uso studentesco di assegnarsi uno pseudonimo (l'eroe biblico che sconfigge i Filistei).
Il suono rivelato. Una storia della musica
Alessandro Zignani
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2010
pagine: IV-188
La storia della musica raccontata come un romanzo. Questo libro rivela ciò che i manuali non dicono: simboli, intrecci tra le arti, sottintesi spirituali e allusioni cifrate. Sotteso a tutto questo, un approccio rivoluzionario basato su tre prospettive parallele: tre portali da cui accedere all'avventura del linguaggio più misterioso mai elaborato dalla civiltà umana. Che cosa dice la musica? Come se ne decifra il senso più riposto? Come può, il genio, rendere universale la propria esperienza di uomo? E soprattutto: perché, ad un certo punto, ciò che era nato per descrivere l'Armonia del mondo, si è allontanato dalla natura? La morte della musica nell'èra moderna, è il "basso continuo" sulle cui funebri sequenze si sviluppa questo gigantesco teatro dei suoni. Al centro della vicenda, Beethoven, con la sua smania di assoluto. La musica elevata a rito, officio di un umanesimo che aveva nel proprio slancio ideale i germi della sua progressiva corruzione. Le "voci interiori" dei Romantici, e la visionaria utopia wagneriana di fare dell'opera d'arte totale la redenzione dell'anima alla sua patria d'origine. Oggi che tutto ciò è memoria, e stele funebre, questo libro cerca la chiave per riportare una civiltà ormai morente alla linfa che un giorno diede ali al suo volo di luce. Il tutto, in una forma tanto più didattica quanto meno è sistematica. Nella convinzione che solo il contrappunto delle idee, sia vera "storia".
Charles Marie Widor. La Francia organistica tra Otto e Novecento
Giuseppe Clericetti
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2010
pagine: VIII-272
" L'orgue parle en philosophe ": l'organo di Charles-Marie Widor (Lione 1844-Parigi 1937) parla il linguaggio dei filosofi. Il tipo di strumento in questione è l'organo sinfonico francese di Aristide Cavaillé-Coll, primo fra tutti quello di Saint-Sulpice a Parigi, il più grande costruito dall'organaro francese e il più grande allora esistente al mondo, del quale Widor fu titolare per 63 anni. La forza, la grandezza, la maestà, il ritmo inesorabile costituiscono le caratteristiche del modo esecutivo professato da Widor, che si vuole erede della "Santa tradizione": trasmessagli da Jacques-Nicolas Lemmens, essa viene addirittura fatta risalire a Bach. Widor, negli scritti pubblicati sull'arco di più di cinquant'anni, ci offre un variegato percorso attraverso il mondo dell'organo francese a cavallo tra XIX e XX secolo: dalla disamina dei vari contributi - l'integrazione al trattato d'orchestrazione di Berlioz, l'edizione dell'opera organistica di Bach (a quattro mani con Albert Schweitzer) e di Mendelssohn, la ripubblicazione del metodo d'organo di Lemmens, le numerose prefazioni e gli articoli sui periodici - emerge una concezione raffinata dell'interpretazione musicale e della prassi esecutiva. A un passo dalle "leggi d'esecuzione" proclamate da Marcel Dupré, la posizione di Widor lascia ancora spazio a una visione nobile e retorica dell'evento musicale.

