Esedra: Quaderni del D.A.M.S.
La via mélieèsiana. Viaggio nella storia del cinema in quattordici tappe
Libro
editore: Esedra
anno edizione: 2010
pagine: 336
"Il regno del cinematografo non conosce confini", scriveva nel 1906 Georges Méliès, il grande pioniere francese nel suo viaggio alla frontiera del cinema. Questa è l'arte "più seducente", nel suo "far uso di tutte le altre messe assieme", ma soprattutto "immortale", perché "inesauribile" è ciò che può "concepire l'immaginazione". Sulla via mélièsiana s'incamminano i quattordici contributi raccolti in questo volume, che sono frutto del lavoro svolto nei corsi di Linguaggio del Cinema tenuti da Gian Piero Brunetta nella Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova. Le tappe del percorso proposto toccano momenti, figure e problemi della storia della 'settima arte' e dei suoi rapporti con la storia nazionale e internazionale, con la cultura e le poetiche artistiche - dall'esordio dell'avanguardia futurista ai film del fascismo sino alla sperimentazione americana degli anni Sessanta, dal film storico 'risorgimentale' al genere Western o al pastiche tarantiniano, insieme ai ritratti di alcuni dei grandi protagonisti del cinema, come Ejzenstein, Chaplin, Lynch, Kurosawa, Totò e Pasolini. Gli autori dei saggi sono tutti allievi della Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova e coltivano differenti interessi di studio e di ricerca.
La visione plurale. Viaggio nelle sale cinematografiche venete fra arte e intrattenimento
Giuseppe Davalli
Libro
editore: Esedra
anno edizione: 2009
pagine: 176
Il libro è uno studio sul cambiamento del cinema in Veneto dopo l'avvento del multiplex. Viene segnalata, da un lato, l'iniziale difficoltà di alcune monosale nel rimanere al passo con i mutamenti verificatisi nel settore e dall'altro si sottolinea come non sia vero che alcuni film considerati d'autore abbiano maggior riscontro all'interno del multiplex continuando, invece, a riservare notevoli sorprese per i circuiti considerati di nicchia.
L'inquadratura sonora. Immagine e suono in Robert Bresson
Manlio Piva
Libro: Copertina morbida
editore: Esedra
anno edizione: 2009
pagine: 269
"È nota l'affermazione, apparentemente paradossale, di Robert Bresson secondo la quale il cinema sonoro ha inventato il silenzio. Contraddizione apparente se si pensa ai suoi film: vuol significare che l'assenza avvalora la presenza (l'immagine) ma rinforza pure gli elementi sonori quando vengono portati all'essenziale: la musica, la voce (più che la parola), i rumori. Analizzare il cinema bressoniano significa anche imparare ad ascoltarlo. È questo l'asse portante del libro di Manlio Piva, che si inserisce con originalità nella ripresa - quanto mai opportuna - di studi sul regista" (dalla premessa di Giorgio Tinazzi).

