Libri di A. Dimartino
Roma in cento parole
Libro
editore: Perrone
anno edizione: 2014
pagine: 128
"Erano giorni stupendi, in cui l'estate ardeva ancora purissima, appena svuotata un po' dentro, dalla sua furia. Via Fanfulla da Lodi, in mezzo al Pigneto, con le casupole basse, i muretti screpolati, era di una granulosa grandiosità, nella sua estrema piccolezza; una povera, umile, sconosciuta stradetta, perduta sotto il sole, in una Roma che non era Roma". È Pasolini a regalarci questo fotogramma perfetto di Roma, grande città in grado di custodire piccoli tesori, sotto un sole che qui e solo qui, indossa un colore che altrove non conosce. Roma è il contrario di se stessa e lo sa bene, le sue leggende diventano storie e la sua storia è una leggenda. E lei ce lo dice tutti i giorni ammiccando dalla serratura del Giardino degli Aranci, ubriacandosi a Trastevere, abbracciando i suoi colli dall'alto di un Pincio solitario e maestoso, facendo le fusa come i suoi gatti. Roma ci racconta una verità che può sgorgare solo dalla sua Bocca. E noi ci crediamo sempre, perché alle tentazioni non si può resistere. Questo libro è una tentazione a più voci, che racconta una città infinita, nello spazio di un ricordo che dura solo cento parole.
Da Andrade a Zagorakis. Bidoni e meteore della serie A
Libro: Copertina morbida
editore: Perrone
anno edizione: 2013
pagine: 160
Chi è arrivato con l'impegnativo quanto poetico soprannome di "Uragano azzurro", senza che dopo un anno intero qualcuno capisse a quale caratteristica fisica o tecnica questo poetico e impegnativo soprannome si riferisse. C'è chi, da attaccante, ha fatto un unico gol in campionato, scatenando la furia cieca dei propri compagni di squadra. Avevano scommesso sulla loro sconfitta, l'attaccante spuntato unico ignaro. Tanto, quando segna quello? Devono aver pensato. C'è chi era bello e impossibile fuori dal campo, ma sul rettangolo verde precipitava nella mera possibilità del brutto. C'è chi in patria era un celebrato fuoriclasse e giungendo qui è rimasto solo celebrato. Senza specificare con che tipo di delicati epiteti. Ma c'è anche chi ha trovato altrove montagne di gol e applausi, quando qui da noi ha raccolto solo manciate di pali a porta vuota e pernacchie. C'è un po' di tutto, insomma, in questa raccolta di protagonisti del calcio, in qualche occasione loro malgrado. Ma un unico filo rosso a tenerne unita la trama: l'essere strapagati per fare una cosa che non sapevano fare. O almeno che qui da noi non hanno saputo fare.

