Libri di M. I. Venzo
Rivista storica del Lazio. La lunga marcia della cittadinanza femminile
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 160
Numero monografico con contributi di: Marina Caffiero, Manola Ida Venzo, Serena Di Nepi, Simonetta Ceglie, Idria Gurgo, Gabriella Bonacchi, Lucia Motti, Catia Papa, Fermina Tardiola, Cecilia Dau Novelli, Erminia Ciccozzi, Giovanna Lentini, Augusto Pompeo, Alessandro Sferruzza, Annalisa Marino, Gabriella Bonacchi, Manola Ida Venzo, Fernando Venturini.
Scuola e itinerari formativi dallo Stato pontificio a Roma capitale. L'istruzione secondaria
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2010
pagine: 363
La storia dello sviluppo dell'istruzione secondaria in Italia presenta ancora molte lacune storiografiche sia per quel che riguarda la realtà pre-unitaria sia in relazione alle vicende del nuovo regno. Nel volume si affronta la questione della storia dell'istruzione post-elementare e pre-universitaria, via via nel tempo diversamente denominata, nel contesto della realtà romana dallo Stato pontifico ai primi decenni del Novecento. Si tratta di un percorso conoscitivo molto rilevante anche perché inserito in un territorio circoscritto e, allo stesso tempo, denso di forti valenze simboliche. La storia della formazione di tante generazioni di adolescenti, segnata dalla loro origine di ceto e di genere, mostra quanto sia complesso il rapporto fra scuola e società quando si è alle soglie della vita adulta - anch'essa diversamente datata nel tempo - e ci si avvia ad essere destinati, troppo spesso precocemente, alla vita religiosa o familiare, al lavoro o agli studi più elevati riservati alla futura classe dirigente.
Scuola e itinerari formativi dallo Stato pontificio a Roma capitale. L'istruzione primaria
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2007
pagine: 398
Simbologie politiche del femminile. Catalogo della mostra
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2007
pagine: 77
Nella storia politica europea, la funzione morale della donna riveste un prestigio che, rispetto alle sue traduzioni istituzionali, sembra seguire una traiettoria asimmetrica. Dalla fine del settecento la funzione pedagogica delle rappresentazioni del femminile diventa un perno di ciò che oggi chiamiamo comunicazione politica. Per tutto il XIX, fino alla prima metà del XX secolo, dignità morale ed esclusione politica vengono conciliate in base al tacito principio per cui "gli uomini fanno le leggi, le donne i costumi". Le immagini femminili possono così cambiare di segno ed essere utilizzate da opposti schieramenti politici. Nella propaganda politica del secondo dopoguerra e nella costruzione della repubblica osserviamo il verificarsi di alcune trasformazioni. Al cambiamento della scena politica corrisponde uno stemperarsi della forza simbolica del femminile. Nello stemma della repubblica, all'opulenza femminea della nazione italica si sostituisce un intreccio astratto di simboli anodini.

