Memori: Diario minimo
Un irregolare nel palazzo
Vincenzo Scotti
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 416
Il sentiero americano
Gabriella Belloni
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 208
La dama e il gattopardo
Susy Izzo
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 160
I vermi e le rose
Gaetano Azzolina
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 224
Le mie scissioni. Inseguendo il fantasma del comunismo
Tullio Grimaldi
Libro: Libro in brossura
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 360
Cento colpi di spillo. Storie buffe dei potenti del mondo
Pio Mastrobuoni
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 190
Più colla compagni. Una storia dagli anni '70
Maurizio Fabretti, Piero Galletti
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 140
Gli anni '70. Quando si pronunciano queste tre parole tutto si tinge di nero, anche i ricordi. Come se un'intera generazione fosse cresciuta nel segno dell'odio e della violenza. Non ci fu solo questo. Dentro il movimento di protesta vi erano intuizioni che andavano nella direzione opposta: c'erano ironia e verità, antagonismo e solidarietà. La speranza di un mondo diverso ma possibile. Più che sulla canna del fucile, quel movimento poggiò su passioni e su un nutrito drappello di utopie. Entrambe si sgretolarono sul finire del decennio. Ai protagonisti di questo Diario non rimase altro che tentare di vivere con il sostegno discreto e tenace di quelle idee che, come diceva Luigi Pintor, se non riescono a cambiare il mondo profumano senz'altro l'aria.
Nassiriya. 12 novembre 2003: cronaca di un attentato
Cosimo Visconti
Libro: Libro rilegato
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 180
Assalto alla diligenza. Quando Appignani rinacque Cavallo Pazzo
Marco Erler
Libro: Libro in brossura
editore: Memori
anno edizione: 2010
pagine: 320
Nel 1977 le università italiane presero fuoco. I presagi del terrorismo diventavano realtà, una generazione si ribellava non più ai padri ma ai fratelli maggiori, quelli che "abbiamo fatto il '68". Qualcuno però riusciva ancora a ridere, a fare dello sberleffo uno strumento di critica politica. Si chiamavano "indiani metropolitani" questi profeti della risata, anzi, come dicevano loro del "risotto che vi seppellirà". Avevano slogan folkloristici. Proclamavano che "il te senza limone è la strada per la rivoluzione". A guardare bene potevano essere dadaisti o pronipoti dei futuristi, scapigliati incontenibili e inarrestabili. Non volevano un capo anche se uno si candidò a esserlo, mai contestato, mai riconosciuto. Si chiamava Mario Appignani, efebo sottoproletario, dalle nobili amicizie e dalle grandi frequentazioni. Mario andò fino in fondo, si ribattezzò Cavallo Pazzo e cavalcò le praterie del sapere e della politica portando solo la logica dell'ostinazione. Oggi, anni luce temporali e culturali di distanza, è bene che la memoria di Mario non si perda. Questo libro è stato scritto da chi lo ha amato e lo ha seguito, un ex giovane borghese cresciuto e, adesso, invecchiato, nella devozione al suo Virgilio dannato, convinto che un pezzo di storia italiana del '900, un pezzo piccolo magari, una microstoria utile agli studiosi e ai curiosi, abbia assoluta necessità di non essere dimenticata.

