Montedit: Le schegge d'oro (i libri dei premi)
Di rivolta, d'illusione e di scelleratezza
Nicoletta Genovese
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 32
Il mio raccolto canto (versi trovati sulla riva come ciottoli, raccolti a dare voce al senso d'una vita)
Danila Olivieri
Libro
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 36
Tra le ali dei sogni
Stefania Pellegrini
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 36
Bagliori di poesia
Augusta Potestà
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 32
Mi dicono ciao
Domenica Sammaritano
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 36
A valle della notte
Carla Tombacco
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 52
La mosca sul vetro
Loretta Zoppi
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 36
E... questa è la vita
Silvana Marchini
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2014
pagine: 44
"La poesia di Silvana Marchini è profondamente sentita e rappresenta la fedele espressione della sua visione esistenziale sempre cercando di scandagliare le manifestazioni del vivere, dalla consapevolezza del percorso compiuto alla disamina della più labile percezione che tocca l'animo... Le poesie di Silvana Marchini nascono dal travaglio nel profondo del cuore, si alimentano della sua passione e la sua Parola stupisce e commuove quando diventa 'effusione d'amore' per la vita, come a sentirsi donna indifesa davanti all'abissale contemplazione della propria solitudine: e lei scrive 'ognuno vive solo', ma sa molto bene che, grazie al coraggio e alla determinazione, si deve sempre cercare di andare avanti senza voltarsi indietro." (Dalla prefazione di Massimo Barile)
Ironica
Mattia Carapelli
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2013
pagine: 236
"Mattia Carapelli, nel romanzo "Ironica", inserisce, a piene mani, molteplici riferimenti all'umano vivere e sparge qua e là, come fossero semi da coltivare, profonde riflessioni esistenziali. Durante l'evolversi della narrazione si assiste ad una precisa volontà di cristallizzare le emozioni, come se il protagonista si fermasse ad osservare il mondo che continua freneticamente ad andare avanti, protetto da una sorta di desiderio di "immobilità" ed ammantato da un senso di solitudine permanente, che lo catapulta in un mondo tutto suo, a volte, ai limiti della paranoia, fino alla rivelazione finale che porrà il sigillo definitivo sulla interpretazione d'ogni accadimento, d'ogni riflessione interiore, mancato gesto e fantasticheria: "la chiave di tutto è non muoversi", rimanere cristallizzati nella propria dimensione in attesa che tutto scorra davanti a noi, dissolvendo ogni rimorso per le cose non fatte e annientando la nostalgia per ciò che poteva essere e non è mai stato. Ecco l'analisi finale, vera e spietata, di Mattia Carapelli..."

