In Atlante inverso, Annalisa Cervone affronta la fotografia etnografica non come semplice documento del reale, ma come dispositivo epistemico, pratica situata e forma attiva di produzione del sapere. Al centro dell'indagine si colloca il ritratto antropometrico ottocentesco, analizzato come oggetto semiotico complesso e come snodo storico in cui visibilità, scienza e potere si intrecciano in modo strutturale. Attraverso un'analisi rigorosa che integra semiotica visiva, teoria dell'immagine, antropologia storica e studio delle pratiche, il volume decostruisce la presunta trasparenza della fotografia scientifica, mostrando come ogni immagine sia il risultato di scelte tecniche, istituzionali e ideologiche. Il corpus fotografico prodotto da Paolo Mantegazza e Stefano Sommier diventa così un campo di prova privilegiato per interrogare i processi di tipizzazione, classificazione e oggettivazione dell'alterità. Rivolto a studiosi di semiotica, fotografia, antropologia visiva e teoria dell'immagine, il volume offre strumenti concettuali solidi per ripensare il ruolo delle immagini nella costruzione del sapere scientifico.
Atlante inverso. Semiotiche dell'alterità nella fotografia etnografica
| Titolo | Atlante inverso. Semiotiche dell'alterità nella fotografia etnografica |
| Autore | Annalisa Cervone |
| Collana | Echo, 2 |
| Editore | Neoclassica |
| Formato |
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| Pagine | 216 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893740999 |

