La globalizzazione ha messo in crisi l'identità - oltre che la stabilità economica - di milioni di persone. È un problema che va affrontato seriamente ma la cui soluzione non può essere il nazionalismo. Un tempo, quando si parlava di globalizzazione, ci si riferiva a un fenomeno unicamente economico. Non è più così. Oggi la globalizzazione - che ha causato la graduale cancellazione di interi settori industriali e, di conseguenza, la dispersione di comunità e modi di vivere a essi legati - significa anche perdita di identità. Il profondo disagio che ne deriva è sentito ovunque: è percepito dagli operai americani che hanno perso il lavoro nelle acciaierie della Rust Belt; dai tedeschi, che parlano nostalgicamente di Heimat, cioè di 'patria'; dagli agricoltori francesi, messi in crisi dalle multinazionali. A partire da questo disagio diffuso, molti partiti politici sovranisti hanno rivendicato la propria identità nazionale. Ma cosa succederebbe se si bloccasse il processo di globalizzazione?
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Identità perdute. Globalizzazione e nazionalismo
| Titolo | Identità perdute. Globalizzazione e nazionalismo |
| Autore | Colin Crouch |
| Traduttore | D. Ferrante |
| Collana | Tempi nuovi |
| Editore | Laterza |
| Formato |
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| Pagine | 129 |
| Pubblicazione | 01/2019 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788858134061 |

