Primo volume "italiano" di testi poetici di Dmitrij Prigov (1940-2007), una delle figure centrali dell'arte non-ufficiale e del cosiddetto concettualismo moscovita. In questa raccolta confluiscono componimenti in cui la lingua, apparentemente scalzando l'autore stesso, assume il ruolo di strampalata regina, capace di cannibalizzare pensieri, concetti e idee "frullandoli" e ridistribuendoli su coordinate semiserie, come un grafomane che tentasse di gestire gli involucri verbali di un'ideologia (qui nella sua variante sovietica) senza conoscerne o mal padroneggiandone i contenuti. Ma l'impressione è ingannevole: dietro le quinte, da regista sapiente e occulto, Prigov ci invita a guardare con sospetto la serietà (e talora l'atrocità) degli argomenti che i testi porgono al lettore. Di più: egli mette in crisi ogni nostra idea assodata di poesia, instillando il dubbio che essa possa davvero farsi latrice di pensieri e sentimenti.
Trentatré testi
| Titolo | Trentatré testi |
| Autore | Dmitrij A. Prigov |
| Curatore | A. Niero |
| Editore | Terra Ferma Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 120 |
| Pubblicazione | 01/2011 |
| ISBN | 9788863221329 |

