«Chiamami "mamma", come chiami tutte le mamme che accompagni nel loro primo incontro coi loro figli. Anche io sono una mamma, pur se per me sarà il primo e insieme l'ultimo incontro con mio figlio. Guardami, ma non giudicarmi. Sono dentro un dolore che non ha confini, non ancora. Sto attraversando qualcosa che non conosco e che scacciavo ogni volta che mi capitava di immaginarlo». Il lutto perinatale è l'unico lutto che possiede un aggettivo per essere definito, eppure non esiste una parola che definisca chi lo esperisce: è vedovo colui a cui muore il coniuge, orfano colui a cui muore un genitore, ma per il genitore a cui muore un figlio non esiste definizione. Il lutto perinatale viene dalla scomparsa di qualcuno che sembra non essere mai esistito: spesso erroneamente detto "mai nato", pertanto non morto, quindi privo di legami, ovvero senza famiglia. Il lutto perinatale è un lutto troppo spesso privato dei riti, quindi senza cordoglio, ovvero abbandonato nella mancanza di abbracci, di parole, di riconoscimento e annegato in un pianto silente. Il lutto perinatale è un'esperienza priva di confini, poiché ancora poco narrata. Il lutto perinatale è uno dei grandi tabù del nostro tempo. In queste pagine i pensieri e le parole sul lutto perinatale delineano un particolare punto di vista, capace di tracciare un percorso di elaborazione fra quelli possibili.
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Chiamami mamma
| Titolo | Chiamami mamma |
| Autore | Erika Zerbini |
| Editore | Youcanprint |
| Formato |
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| Pagine | 100 |
| Pubblicazione | 10/2018 |
| ISBN | 9788827848159 |
€9,00
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