L'inconscio è il concetto centrale della psicoanalisi. Benché questo concetto fosse già presente in alcuni aspetti della cultura filosofica e soprattutto nella medicina romantica, è stato ad opera di Freud che diventato l'asse portante di una nuova disciplina e di una nuova visione dell'uomo. Identificato, dapprima con il rimosso, la condizione di inconscietà è stata progressivamente estesa a molteplici aspetti del funzionamento della mente. Contestato e duramente criticato sia dalla scienza medica ufficiale, che da una certa parte della psicologia e della psichiatria, questo concetto ottiene ora il riconoscimento della sua importanza dalle scienze neurobiologiche e dalla linguistica oltre che ovviamente dalla psicoanalisi post-freudiana. Le ricerche più recenti tendono a spostare l'attenzione dai suoi supposti contenuti alle leggi che regolano il funzionamento dei processi psichici che sono al di fuori della coscienza, per cui è possibile immaginare l'inconscio come un sistema semiotico e semantico. Pertanto, esso è definibile come un processo psichico creatore di segni e di significati.
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Ripensare l'inconscio
| Titolo | Ripensare l'inconscio |
| Autore | Francesco Conrotto |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Psicologia |
| Collana | Le vie della psicoanalisi, 4 |
| Editore | Franco Angeli |
| Formato |
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| Pagine | 112 |
| Pubblicazione | 02/2016 |
| ISBN | 9788891705488 |
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