Opera di un ironista, Francesco Saba Sardi, questo libro parte da lontano. Dice che l'uomo che definiamo civilizzato - abitante perlopiù nella polis, la città, rifugio dalla sylva, la selvaggeria senza luoghi e senza dei l'inventore dell'agricoltura, dell'allevamento, della divinità e soprattutto del potere e della sovranità, è tuttora neolitico, faticosamente intento a elaborare artifici, in primo luogo macchine, per sottrarsi all'angoscia. Ma la suprema invenzione del neolitico è stata la favola che è, sostiene Saba Sardi, l'affermazione della necessità del potere, lo strumento didattico che insegna l'impossibilità di muoversi nel mondo senza la bussola del dominio e delle sue metastasi, il potere politico, il potere religioso e la perenne preparazione bellica. E tutto ciò che per noi neolitici moderni è l'equivalente della "realtà" è la congerie di favole che fa da schermo semiopaco tra noi e una visione poetica. Tutto è dunque favola, stando a questa sconcertante opera di Saba Sardi? Al lettore la risposta a un interrogativo che basta da sé a spazzare via l'illusione delle certezze metafisiche e scientistiche.
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L'onnifavola. Azzardosa incursione nei recinti di semantica & linguistica
| Titolo | L'onnifavola. Azzardosa incursione nei recinti di semantica & linguistica |
| Autore | Francesco Saba Sardi |
| Collana | Grandi Opere e Dizionari, 17 |
| Editore | Bevivino |
| Formato |
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| Pagine | 238 |
| Pubblicazione | 02/2010 |
| ISBN | 9788895923666 |
€20,00
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