«Ogni uomo è il suo racconto, fosse anche solo quello che fa a sé stesso, un granello di polvere della storia». Non è un caso che si citi il neurobiologo Lamberto Maffei nel libro "Quando raccolsi la luna"; non è un caso perché il testo è soprattutto la confessione dell'autore a se stesso, un parlare ad alta voce al proprio cuore e alla propria coscienza. Un raccontarsi che trae origine dallo sguardo dei comportamenti umani, dal confrontarsi con i pensieri che, robusti o effimeri, incrociano il viatico quotidiano dell'autore. La raccolta è divisa in tre sezioni, versi e prosa, ma siano versi o prosa è la parola che occupa un posto decisivo nel lavoro e sembra che l'autore faccia proprio il pensiero di Flaiano: la parola ferisce, convince, placa. La raccolta ha come sottotitolo "parole naufraghe"; parole che sembravano disperse nella memoria e ora vengono recuperate restituendo profumi e ambienti che parevano persi. Ma soprattutto "parole naufraghe" sono quelle tante che si stanno perdendo rendendo l'uomo sempre più povero di pensiero e ragionamento; un uomo sempre più depauperato di sentimenti e emozioni. Prefazione di Francesco Aronne.
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Quando raccolsi la luna. Parole naufraghe
| Titolo | Quando raccolsi la luna. Parole naufraghe |
| Autore | Giovanni Pistoia |
| Collana | POESIA / Generale |
| Editore | Youcanprint |
| Formato |
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| Pagine | 180 |
| Pubblicazione | 09/2019 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788831638890 |
€25,00
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