Esiste una connessione tra le mafie, intese come metodo criminale di arricchimento e di predazione umana, e la Chiesa? Può il popolo mafioso intrecciarsi al popolo di Dio? La delinquenza organizzata di tipo mafioso può essere trattata, quindi, come peccato e specificamente "peccato strutturale" nella sua essenza, se si considera che: «La prospettazione di un impalpabile peccato, "personale-strutturale", di stampo mafioso "individuale" [...] sembra, oltre che contraddittoria, in un discorso di coerenza teologico-morale, anche, praticamente non "conveniente", anzi sicuramente pericolosa per la stessa vita e incolumità del presunto-potenziale "mafioso solitario"»? Il presente volume, il secondo di una trilogia su teologia-Chiesa-mafie, tenta di rispondere a questi interrogativi. L'autore pone un approccio teologico-morale alle mafie, e, in particolare, alla 'ndrangheta calabrese.
Mafia debole mafie forti. Post-comunità, peccati strutturali e teologia morale «minima»
| Titolo | Mafia debole mafie forti. Post-comunità, peccati strutturali e teologia morale «minima» |
| Autore | Luigi Zaccaro |
| Prefazione | Giampiero Tre Re |
| Collana | Società e pensiero, 9 |
| Editore | La Zisa |
| Formato |
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| Pagine | 400 |
| Pubblicazione | 12/2018 |
| ISBN | 9788831990004 |

