La riforma urbanistica in Italia ha permesso di cambiare la vecchia strumentazione, ereditata dalla legge n° 1150 del 1942 e circa sessant'anni di modifiche e feroci meccanismi di (mancato) equilibrio tra la spinta speculativa e la necessità di pianificazione. Il periodo riformista ha permesso che sul tavolo della pianificazione ci fossero strumenti e processi nuovi, più o meno inspirati e più o meno rispettosi delle impostazioni profonde del dibattito urbanistico riformista. Proprio nel momento in cui, tuttavia, grandi tensioni si muovevano sul territorio, e grandi forze, palesi o meno, spingevano ad una strutturazione dei contesti urbani un po' differente, non più leggibile quanto meno con gli stessi strumenti di prima. Riassetti infrastrutturali, saturazione fisica della maggior parte degli ambiti e degli spazi disponibili, emergere di nuovi punti di riferimento e di nuovi episodi di urbanità all'interno di un continuo costruito, sono solo alcuni dei temi che simultaneamente modificavano la strutturazione delle aree urbane.
Il piano che c'è. Disegno e regole alla prova dell'evoluzione delle regioni urbane
| Titolo | Il piano che c'è. Disegno e regole alla prova dell'evoluzione delle regioni urbane |
| Autori | Marco Facchinetti, Marco Dellavalle |
| Collana | Urbanistica, 152 |
| Editore | Franco Angeli |
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| Pagine | 176 |
| Pubblicazione | 05/2014 |
| ISBN | 9788856845389 |

