Il libro Cronache primitive è un libro che attraversa il presente come un territorio scavato, riportando alla luce ciò che resta quando le sovrastrutture cedono: il corpo, la città, il desiderio, la fede, la sopravvivenza quotidiana. La scrittura di Mario Giampaolo è tesa e concreta, capace di tenere insieme l'esperienza urbana e una dimensione arcaica del sentire, dove il sacro torna a farsi terrestre e vulnerabile. Roma, i suoi margini, i lavori, le relazioni, la precarietà affettiva e materiale diventano frammenti di una cronaca intima e collettiva, mai consolatoria ma attraversata da lampi di luce. L'opera poetica si muove per sezioni come un cammino a ritroso, un conto alla rovescia che interroga l'origine e la possibilità di un inizio nuovo. La voce dell'autore non cerca protezioni né maschere: mette in gioco la propria autenticità, accettando il rischio dell'esposizione e della perdita. È una poesia che nasce dal disincanto ma non rinuncia alla speranza, che riconosce la caduta come passaggio necessario per tornare a vedere. Come scrive Valerio Grutt nella prefazione: «Qui c'è una voce. Una voce che dice l'uomo nell'uomo, il crollo di ciò che è stato e i bagliori, i primi bagliori di ciò che sarà». Cronache primitive è una testimonianza viva, un libro che accompagna il lettore nel chiaroscuro del nostro tempo, indicando, tra le rovine, le invisibili traiettorie della luce.
Cronache primitive
novità
| Titolo | Cronache primitive |
| Autore | Mario Giampaolo |
| Collana | Interno versi |
| Editore | Interno Libri Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 76 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791280138699 |

