Anche qui il dettato assume tratti quasi ermetici, talvolta con un sapore sottilmente oracolare, anche qui, con una veemenza e una fedeltà al proprio linguaggio che si fa assoluta, la dialettica tra significante e significato è serrata, la lingua inciampa volutamente in sequenze di allitterazioni, in false rime, in assonanze quasi a costruire una rete linguistica, tanto vicina a quella rete di filo spinato dentro cui siamo trincerati nella nostra esistenza... «In quest’ora di sudario d’oro / a nulla serve che scriva d’ignoto / o del niente disastro nostro d’anni /se qui muore quell’oblio d’inganno / del tuo noi di già bugiarda gioia /inganno sogno di veglia ferita.» L’io, il tu, il noi, l’inganno e la gioia che si fa bugiarda e su tutto la parola, il gesto dello scrivere – che pavesianamente in fondo è anche vivere – che se non serve, è però necessario. (Dalla Prefazione di Emanuele Spano)
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Studi Op. 9. 2021-2022
| Titolo | Studi Op. 9. 2021-2022 |
| Autore | Matteo Casale |
| Prefazione | Emanuele Spano |
| Editore | Collezione Letteraria |
| Formato |
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| Pagine | 92 |
| Pubblicazione | 01/2021 |
| ISBN | 9788831428620 |
€15,00
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