Il senso della vita è, forse, semplicemente il senso che si decide di darle. O come canta Vinícius de Moraes "La vita non è un gioco, amico/ la vita è l'arte dell'incontro". È il caso, la coincidenza, il destino, la vita che ci fa incontrare qualcuno o qualcosa che ci fa vibrare. Incontrare un amore, un amico, una persona con cui costruire e inventare un noi. Altrettanto incontrare un libro, un animale, un soffio di vento in primavera. Alzarsi una mattina e avere la consapevolezza che qualcosa sta per cambiare. I gesti sono gli stessi. Stessi i rituali, gli obblighi e le responsabilità. Eppure avverti una specie di brivido positivo. Una sensazione, un'intuizione. Qualcosa sta per far irruzione nella tua vita. Tu non puoi e non vuoi evitarlo. Perché quell'incontro, non importa se durerà un attimo un giorno un anno o più, riposizionerà le tessere del mosaico. L'arte dell'incontro è quella che, nei primi istanti, fa succedere tutto e niente. Prima non c'era, adesso c'è. E tu, che non sei mai stato, adesso senti l'avventura nelle cose quotidiane. L'arte dell'incontro è quella delle vite quando si sfiorano e non si invadono. Il momento prima della definizione. La vigilia delle certezze. L'alba dei ricordi quando torni a essere io. Gli incontri veri si fanno solo così, con la consapevolezza che potrebbero non durare, che potrebbero continuare a esistere solo dentro di te, che potrebbero non chiedertene mai notizia.
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Nessuno mi chiede di te
| Titolo | Nessuno mi chiede di te |
| Autore | Pierluigi Gronchi |
| Collana | Versi di segale |
| Editore | Giovane Holden Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 02/2019 |
| ISBN | 9788832923742 |
€12,00
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