Quello a cui Walser ci invita nelle prose qui raccolte - dove la sua «smania vagabonda» si traduce come sempre in «smania di raccontare» - non è solo un viaggio nella «terra dei laghi» in cui è nato, descritta con un'intensità di sguardo ammaliante. Seeland, ha scritto Walser, è termine «per così dire europeo o universale» e potrebbe essere «in Australia, in Olanda o altrove». E dunque il luogo sospeso e mutevole degli incontri fuggitivi e della narrazione, in cui l'arte del vagabondaggio è tutt'uno con l'arte della parola (come ben sappiamo dalla gemma qui racchiusa, il racconto "La passeggiata") : la riva del lago o una terrazza ombrosa, una locanda o il prato in cui il viandante si stende. Ed è anche, infine, la coscienza, lo slancio verso il mondo di un melanconico che osserva i paesaggi «con lunghi sguardi silenziosi e attenti», lasciandosi cadere «in balia di un incantesimo», nella certezza che chi osserva è a sua volta attentamente osservato: «Laddove mi stupivo, forse ero a mia volta oggetto di stupore; e se l'ambiente circostante mi appariva incerto e ambiguo, la stessa impressione facevo io a lui. Be', se non altro, era una possibilità. La campagna e tutte le sue bellezze avevano occhi, e io ne ero felice».
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Seeland
| Titolo | Seeland |
| Autore | Robert Walser |
| Traduttori | E. Castellani, G. Drago |
| Collana | PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI, 706 |
| Editore | Adelphi |
| Formato |
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| Pagine | 252 |
| Pubblicazione | 07/2017 |
| ISBN | 9788845931741 |

