Gesù, l'inviato del Padre, non parla molto del Padre visto in sé stesso e nel suo mistero di vita. Nell'ultima cena, lo invoca come "Padre santo" (Gv 17,11) e "Padre giusto" (Gv 17,25) mentre nel testo trinitario di Matteo e di Luca lo loda come "Signore del cielo e della terra" (Mt 11,25 e Lc 10,21). L'espressione tanto ricorrente di "Padre celeste" richiama la sua trascendenza e "distanza" dagli uomini e da ogni creatura, però fa emergere una paternità dolcissima e premurosa, anzi una presenza intima della Prima Persona Trinitaria. Se pochi relativamente sono i testi nei quali Gesù parla del Padre in sé stesso, molti sono quelli nei quali ci parla dei rapporti tra il Padre e lui, come numerosi sono quelli che riguardano i rapporti del Padre e noi. Tali rapporti hanno un particolare riferimento al fatto che egli ha la missione dal Padre di compiere le nostra salvezza. Gesù lo afferma chiaramente nella sinagoga di Nazaret, davanti ai suoi concittadini, quando applica a sé le parole del profeta Isaia: "Lo spirito del Signore è sopra di me..." (Lc 4,18-19). [...] Nella rivelazione e nell'attuazione della sua missione, dunque, Gesù parla spesso del Padre. Con i suoi avversari rivendica l'autenticità della propria missione e svela l'iniziativa del Padre. Introduce coloro che accolgono la sua parola, soprattutto i suoi discepoli, nel mistero della vita divina che il Padre comunica per mezzo del Figlio.
Gesù ci parla del Padre
| Titolo | Gesù ci parla del Padre |
| Autore | Roberto Moretti |
| Collana | Verbum, 7 |
| Editore | OCD |
| Formato |
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| Pagine | 118 |
| Pubblicazione | 2000 |
| ISBN | 9788872290767 |

