Tutta la narrativa di Saverio Strati è narrativa dell'uomo in fuga dalla Calabria. I calabresi, che sembrava non avessero gambe, nascono e crescono nella produzione dello scrittore con il sentimento di dover partire. Ed è più di un secolo di emigrazione e quindi di storia italiana che prende deciso corpo nell'opera sua, mai distolta dalla Calabria e dai suoi problemi cruciali. Questo è importante. Ma più importante ancora è che Saverio Strati blocca la proliferazione dei poveri e dei derelitti nella letteratura nazionale, che rischiava si soffocare sotto i loro stracci. Qui, nell'opera sua, il Mezzogiorno d'Italia, quasi un sud del mondo, non si esprime nel potere allucinatorio della miseria e della fame, che è categoria comune a quasi tutti gli scrittori meridionali, non escluso il grande Verga. Il territorio narrativo di Saverio Strati non è più popolato da poveri, che accettano la loro condizione e si accontentano solo di sopravvivere. È animato da sfruttati che hanno coscienza delle ruote storte della storia e le vogliono raddrizzare.
Racconti
| Titolo | Racconti |
| Autore | Saverio Strati |
| Curatore | C. Gerardi |
| Collana | Schola, 21 |
| Editore | FPE-Franco Pancallo Editore |
| Formato |
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| Pagine | 135 |
| Pubblicazione | 01/2010 |
| ISBN | 9788864561998 |
€10,00

