Il Kurdistan, tra uomini e donne che vivono, lottano e sognano. Il leone è considerato dai curdi il simbolo del Kurdistan. Un simbolo pregnante, che ben incarna la fierezza e la combattività dei suoi popoli. Ma anche un simbolo che si presta a visualizzare pure le profonde ferite di una terra discriminata, dilaniata, lacerata da confini politici artificiali, da guerriglie e guerre senza fine, e insieme confusa nella sua stessa essenza da una complessità di forze ideologiche e militari, di identità religiose e nazionali, di necessità e aspirazioni, con tutte le contraddizioni che ciò comporta. È dunque un leone indomito ma straziato, il Kurdistan. Ed è nelle sue piaghe che ci conduce la giornalista Selene Verri, con questo reportage capace di destreggiarsi tra simpatie e oggettività, tra esperienza personale, narrata in soggettiva, e approccio giornalistico, tra grandi idee e piccoli bisogni, tra la drammaticità dei fatti geopolitici e del quotidiano umano e le vicissitudini (spesso anche divertenti, o quantomeno trattate con ironico sorriso) di chi viaggia tra Turchia, Iraq e Siria, in quello che (non) è il Kurdistan.
Nelle piaghe del leone. Viaggio tra le frontiere del Kurdistan
| Titolo | Nelle piaghe del leone. Viaggio tra le frontiere del Kurdistan |
| Autore | Selene Verri |
| Collana | Convoy, 62 |
| Editore | Delos Digital |
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| Pagine | 112 |
| Pubblicazione | 11/2019 |
| ISBN | 9788825410303 |

