L'eguaglianza, che la Costituzione riconosce davanti alla legge, può essere anche reale? In democrazia le ricchezze devono essere distribuite tra tutti i cittadini? Platone, Aristotele, Cicerone ritenevano che l'eguaglianza per legge degli ineguali provoca la diseguaglianza, perciò è giusta "l'eguaglianza proporzionale" secondo il merito. Rousseau, invece, era di avviso contrario, come anche Montesquieu, il quale sosteneva che in democrazia l'eguaglianza dovrebbe essere reale. L'autore intende dimostrare che la "legge" dovrebbe eliminare dalla società civile l'ineguaglianza preesistente nella società naturale; inoltre, che in virtù delle leggi della fisica classica, della relatività e della meccanica quantistica, si può sostenere che l'eguaglianza naturale è sia nell'inizio che nella fine di tutte le cose esistenti nell'universo (uomini inclusi, soggetti alla stessa trasformazione e fine del ciclo). L'eguaglianza giuridica, quindi, deve coincidere con quella politica e reale.
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L'eguaglianza è nell'inizio e nella fine
| Titolo | L'eguaglianza è nell'inizio e nella fine |
| Autore | Teodoro Russo |
| Collana | La community di ilmiolibro.it |
| Editore | ilmiolibro self publishing |
| Formato |
|
| Pagine | 176 |
| Pubblicazione | 01/2015 |
| ISBN | 9788892303164 |
€13,50
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