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Gianluca Chiodi. Risvegli, 100% biodegradabile

Gianluca Chiodi. Risvegli, 100% biodegradabile

Libro: Libro rilegato

editore: Vanillaedizioni

anno edizione: 2014

pagine: 64

Ciascuna opera presente diventa un fotogramma del vivere oggi: i corpi spogliati, denudati dei loro vincoli accessori, faticano ad integrarsi in quella natura tersa ed incorrotta dello sfondo, trovando maggiore completezza nei veli di plastica e rifiuti da loro stessi prodotti, con i quali danzano e giocano, senza trovarne disturbo. Da un punto di vista compositivo questo progetto, ritorna a giocare con la scenografia e con il contesto, componenti essenziali qui come nelle opere degli esordi e, in egual misura, sfrutta paradosso e malizia, innalzati a veri e propri simboli di esortazione all'insurrezione e non di abbandono all'accettazione di ciò che siamo sempre più consci, essere il nostro carnefice. Un risveglio, appunto. Ma non sarebbe un impegno totalizzante se le stesse opere non fossero mezzo di sensibilizzazione e di corretto agire sin dalla loro composizione.
25,00

Aqua Aura. 2.0

Aqua Aura. 2.0

Libro: Libro rilegato

editore: Vanillaedizioni

anno edizione: 2014

pagine: 64

"Il vuoto non è necessariamente assenza, mancanza, aspettativa disattesa, quanto piuttosto spazio latente, entità a sé stante, terreno fertile per operazioni artistiche. [...] Il vuoto assume un significato rilevante anche per Aqua Aura, autore della serie Void (2013-2014), presentata in anteprima alla Galleria Kajaste di Oulu, nel cuore della Finlandia. Esposte a partire dal 2010 nell'ambito di mostre personali e collettive, le sue opere sono frutto di un decennio di ricerca e di esplorazione, a partire da un approccio professionale al reportage di viaggio. Da quelle fotografie nascono, pressoché inconsapevolmente, i primi Frozen Frames: sovrapposizioni e fusioni di immagini. Il baricentro si sposa verso territori onirici, mentre la mendacità della scena, in un primo momento plausibile, diviene evidente attraverso l'introduzione di corpi dichiaratamente estranei. Limite massimo che spinge l'artista a ripensare totalmente il ruolo del paesaggio nell'economia del suo lavoro. A partire dal ciclo Void, infatti, l'ambiente non è più protagonista, ma elemento secondario, inserito in composizioni silenziose, quasi mistiche, dominate dalla geometria." (Chiara Serri)
25,00

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