Adelphi: PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI
Città italiane
Rudolf Borchardt
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 162
Capitano Ulisse
Alberto Savinio
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 162
Senza domani
Dominique-Vivant Denon
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 90
Tra don Rodrigo e don Giovanni. Scenari secenteschi
Giovanni Macchia
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 220
Contributo alla critica di me stesso
Benedetto Croce
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 138
Giunto alla piena maturità della sua vita, quando già aveva scritto alcune delle sue opere maggiori, come l’«Estetica» e «Teoria e storia della storiografia», Croce si pose un interrogativo che Goethe aveva così formulato: «Perché ciò che lo storico ha fatto agli altri, non dovrebbe fare a se stesso?». Nella sua pacatezza, un interrogativo insolente: poiché presuppone, di fronte ai dati della propria esistenza, la stessa capacità di mettere a fuoco, la stessa distanza strategica dell’occhio che lo storico si conquista di fronte alle testimonianze di un’età remota. Con quella «calma» che fu l’acquisizione della maturità di Croce, ma celava in sé un costante e prezioso nutrimento di «angoscia», Croce affrontò la sfida implicita nell’interrogativo di Goethe e la vinse, stilando in pochi giorni, nell’aprile del 1915, questo «Contributo alla critica di me stesso»: una «autobiografia mentale» (così definita dall’autore) dove «un pathos rattenuto, una commozione non spenta ma vinta e superata» (Contini) danno alle pagine un timbro inconfondibile di verità.
La ribellione
Joseph Roth
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1989
pagine: 156
Fra tutti i romanzi di Joseph Roth, La ribellione (1924) è forse il più aspro e sconsolato. Siamo qui immersi nell'atmosfera torbida degli anni di Weimar. Andreas Pum, il protagonista, è un mutilato di guerra che ancora crede nell'ordine del mondo e degli uomini e sogna di gestire una rivendita di francobolli. Ma la sorte, dietro cui si maschera l'oppressione senza scampo esercitata dalla società, lo trasforma a poco a poco in un capro espiatorio, in un Giobbe inerme, costretto a riconoscere l'onnipresenza del male. È questo un estremo delle oscillazioni di Roth, al cui altro capo troveremo, alla fine, l'aura di grazia sovrana che investe La leggenda del santo bevitore. Ma i due estremi sono compresenti in tutta la sua opera, e ciascuno dà la forza all'altro.

