Archinto: Lettere
Lettere sul teatro
Giorgio Strehler
Libro
editore: Archinto
anno edizione: 2003
pagine: 216
L'uomo di teatro, per sua natura, non può, non deve, non sa spiegarsi. E da Strehler, uomo di teatro purissimo, non ci si poteva aspettare una comunicazione lineare, netta, chiusa. Da qui l'andamento analogico, evocativo, straripante che abbiamo imparato ad apprezzare anche attraverso la sua corrispondenza. Le lettere di Strehler sembrano dar testimonianza di una contraddizione sempre in agguato: la ricerca appassionata di senso, della materia viva e concreta del fare teatrale accanto alla scoperta - sempre rinnovabile - del mistero della teatralità che da un lato rende ciechi, ma dall'altro chiaroveggenti.
Nostalgia
Vladimir Nabokov, Elena Sikorskaja
Libro
editore: Archinto
anno edizione: 2003
pagine: 136
Lettere ai fidi e agli infidi
Elisabetta I d'Inghilterra
Libro
editore: Archinto
anno edizione: 2003
pagine: 144
Dimmi che mi ami. Testimonianze di una passione
Erich Maria Remarque, Marlene Dietrich
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2002
pagine: 153
Nel 1944 Remarque compendiò con parole amare in una lettera ad Alma Mahler-Werfel gli anni trascorsi con Marlene: "Conosci quella situazione per cui ti vergogni di aver preso sul serio una che altro non era se non una bella fraschetta e non ti risolvi a dirglielo e invece continui a essere ancor sempre un po' troppo gentile con lei, ancorché ciò ti ripugni!?". Di quelle battaglie, dei dubbi, delle menzogne e dell'autoinganno in queste lettere nulla si apprende. Esse sono delle implorazioni, che la prosa della vita non aveva autenticato. Da una profonda solitudine esistenziale si indirizzano a una destinataria che esisteva soltanto nel desiderio struggente di Remarque. Ma Remarque le aveva scritte - e in ciò sta il segreto della loro delicata e profondamente toccante malinconia - in fondo per se stesso, come una sorta di soliloquio con un sogno a occhi aperti. Non chiedevano e non si attendevano risposta; costituiscono un romanzo sinora ignoto di Remarque, e nella loro poetica magia, nel loro fermo credere nella forza evocatrice della parola sono anche l'ultimo grande romanzo d'amore del secolo ventesimo.

