Bollati Boringhieri: Saggi
Il coraggio dell'indignazione. I 44 ufficiali italiani che dissero no ai nazisti
Andrea Parodi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2025
pagine: 240
Dopo l’8 settembre 1943 gran parte dell’Italia si smarrisce: l’armistizio dichiarato alla radio da Badoglio lascia quasi due milioni di soldati italiani senza ordini, senza che sia neppure chiaro chi è il nemico. I tedeschi, invece, sono più che preparati. Già il 9 settembre viene diramato un dispaccio: «I soldati italiani che non siano disposti a continuare la lotta al fianco dei tedeschi devono essere disarmati e considerati prigionieri di guerra». Ma il 20 settembre la denominazione cambia: non più «prigionieri di guerra» (e in quanto tali soggetti alla Convenzione di Ginevra), bensì Italienische Militär-Internierte, Internati Militari Italiani, IMI, una sigla inedita, inventata, che sfugge a ogni possibile convenzione internazionale. Di quei due milioni, la metà riesce in qualche modo a fuggire, mentre l’altra metà viene disarmata dai nazisti. In 800000 sono catturati e viene loro chiesto di scegliere se «optare» per la collaborazione col Terzo Reich o venire imprigionati. L’esito è inequivocabile: 700000 dicono no e si trovano internati nei campi di concentramento tedeschi. Di questi eroi misconosciuti della nuova Italia che deve ancora nascere dalle ceneri del fascismo, fa parte un nucleo di 44 uomini, protagonisti dell’episodio di Unterlüss, di cui parla Andrea Parodi in questo libro. Dopo che 214 ufficiali si rifiutano di obbedire agli ordini della Gestapo, i tedeschi ne scelgono 21 per una decimazione dimostrativa. Ma in 44 si fanno avanti e chiedono di essere fucilati al loro posto. È un atto estremo, di coraggio e indignazione, un «no» urlato agli aguzzini che, sorpresi da una simile determinazione, ne sospendono l’esecuzione. Dei 44, sei moriranno tra i reticolati o subito dopo la Liberazione, ricevendo la Medaglia d’argento al valor militare dal Ministero della Difesa. Per gli altri, insigniti di un Encomio solenne, si aprirà un periodo difficile. Prima dovranno lottare per guarire dalle malattie negli ospedali militari alleati, poi si troveranno ad affrontare un inaspettato e difficile reinserimento nell’Italia liberata, che non li riconosce come protagonisti della lotta per la Liberazione, costringendoli per decenni a non parlare della loro esperienza. Attraverso una serie di straordinari documenti inediti, ritrovati e raccolti con tenacia negli ultimi quindici anni, Parodi riporta e racconta le fonti di una complessa ricerca tra Italia e Germania, ricostruendo questo episodio esemplare dell’«altra Resistenza». Prefazione di Aldo Cazzullo.
Ritratto di un'onesta utopia. La vita e l'eredità di Thomas Sankara
Marco Aime
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 304
A metà degli anni Ottanta, uno dei paesi più poveri dell'Africa ha sognato di poter davvero costruire il proprio futuro grazie
Ripartire. Perché ci pesa cambiare e come possiamo farlo
Stefan Klein
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 208
Il più grande ostacolo alla nostra sopravvivenza non è la mancanza di soluzioni, ma la nostra profonda paura di abbandonare ci
La matematica della creatività. Come i numeri danno forma al mondo
Marcus Du Sautoy
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 368
Molti artisti non sono consapevoli della matematica che ribolle sotto la superficie delle loro opere, altri la utilizzano inte
La casa in montagna. Storia di quattro partigiane
Caroline Moorehead
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 416
Siamo ormai a tre generazioni di distanza dalla guerra partigiana del 1943-45, e certi eventi di quegli anni hanno perso in pa
In parole povere. I dialetti italiani tra memoria e futuro
Franco Brevini
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 192
Quasi metà della popolazione italiana continua a fare riferimento al dialetto, ma sull'argomento persistono equivoci e frainte
Stranieri come te. La nazione degli esclusi nel nuovo millennio
Ece Temelkuran
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 208
Scrivendo della nostra situazione e di ciò che stiamo diventando, Temelkuran è lucida, onesta e spesso ironica
Dati alla mano. Le verità sulla salute tra numeri e illusioni
Devis Bellucci
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 240
Noi esseri umani siamo naturalmente portati a individuare precise cause nel mondo
Uguali ma diversi. Quello che i nostri geni non controllano
Tim Spector
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 352
I gemelli identici non sono affatto identici, e oggi sappiamo con maggiore precisione che i nostri geni non determinano in mod
La grammatica degli angeli. Pico della Mirandola e i magici poteri del linguaggio sublime
Edward Wilson-Lee
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 240
Esiste una forma di discorso tanto potente da consentire a chi parla di esercitare un vero e proprio controllo su chi ascolta,
Medicina femminile plurale. Il sapere delle donne nella storia
Daniela Minerva
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 368
Il contributo delle donne alla nascita e allo sviluppo della medicina è stato enorme. Ed è stato un'impresa corale. È possibile ricostruire lo sguardo di genere nella genesi della medicina moderna? Ha senso parlare di un modo «femminile» di fare scienza? Mediche di fatto prima ancora di essere riconosciute come tali, le donne hanno forgiato un sapere nato e cresciuto nell'alveo che esse hanno sempre occupato, ai margini della storia scritta dagli uomini e radicato nelle mansioni che le hanno tenute occupate: dalla preparazione del cibo e manipolazione dei vegetali, alla riproduzione e alla cura dei malati, fino alla gestione delle ultime fasi della vita. Negli anni le donne hanno fatto scoperte e costruito conoscenze che sono diventate la spina dorsale della nostra medicina. Sono state scienziate naturali, biologhe, chimiche, farmacologhe, ginecologhe. Figure riconoscibili nella storia degli uomini come l'ateniese Fanostrate, Trota da Salerno e Ildegarda di Bingen. E poi decine di altre, che questo libro racconta: Lady Mary Montagu e Joanna Stephens, Virginie Messager e Madame Boivin, Sibilla Aleramo ed Elizabeth Blackwell, fino ad arrivare a scienziate vicine a noi come Bernadine Healy, Rosalind Franklin, Dorothy Hodgkin, Barbara McClintock. Daniela Minerva non ne fa, però, delle icone. Per ricostruire lo sguardo femminile nella storia della medicina non servono miti. Perché si tratta di un'impresa collettiva, un «femminile plurale» che ha dato forma, in silenzio, alla modernità. L'autrice segue il filo rosso che unisce le raccoglitrici di erbe e le signore dei veleni, le alchimiste-farmacologhe e le scienziate moderne: un sapere che attraversa i secoli, dalla magia pre-ippocratica all'hi-tech della sanità contemporanea. Con la penna inflessibile della giornalista e lo sguardo attento alle fonti storiche, questo libro percorre le tappe di un lungo percorso che arriva fino a oggi, una tradizione culturale che mette le donne al centro della costruzione del sapere medico.
Le piante non sono animali verdi. L'intelligenza vegetale alla prova dei fatti
Marco Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2026
pagine: 240
Piante intelligenti che comunicano tra loro, foreste interconnesse che «ragionano», alberi che si prendono cura dei propri figli, società vegetali più «giuste» della nostra. Da Avatar alle installazioni artistiche, dai fumetti ai romanzi bestseller, negli ultimi anni si è imposta una narrazione accattivante: quella delle piante come esseri straordinariamente sensibili, dotati di una forma di coscienza al pari degli animali o degli esseri umani. Un mondo affascinante, che ha successo proprio perché risponde al nostro bisogno di sentirci al sicuro, di ritrovare armonia e connessione con la natura. Ma questa visione, per quanto seducente, è scientificamente problematica. Le piante non si evolvono per un fine, non ragionano, non hanno coscienza: certo «sentono» – rispondono a stimoli ambientali in modi sofisticati –, ma non nel senso che si lascia intendere in certa letteratura. Con rigore e chiarezza, Marco Ferrari smonta le attuali fortunate mitologie sulla vita vegetale. Perché attribuire ad alberi e funghi comportamenti antropomorfi non è solo un errore scientifico: è un'operazione ideologicamente ambigua, che nasconde un sottile antropocentrismo. L'evoluzione non funziona secondo scale gerarchiche, non c'è bisogno di elevare le piante ad «animali verdi»:la loro è una diversità che va compresa nei suoi meccanismi reali, più che attraverso proiezioni umane. Sostenuto dal confronto con numerosi e autorevoli colleghi, l'autore ricompone con fedeltà i processi naturali e biologici, restituendo la specificità del mondo vegetale e dimostrando che le scorciatoie narrative e le semplificazioni – per quanto utili – finiscono per tradire la complessità del reale. La ricostruzione di Ferrari diventa anche un'indagine sul linguaggio della divulgazione scientifica e sulla necessità di cambiare narrazione, anche a costo di andare controcorrente. Serve una comunicazione informata, che rifugga il consenso del mito e delle mode e rimanga consapevole delle proprie responsabilità nei confronti del pensiero comune.

