EDB: Primo Mazzolari
Scritti sulla pace e sulla guerra
Primo Mazzolari
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2009
pagine: 752
L'ultimo articolo scritto da don Mazzolari prima di morire si apriva con una sorta di invocazione: "Non siamo tranquilli sulla vicenda della pace" e ciò a dire quanto il tema gli stesse a cuore. Il volume, ottavo della serie delle edizioni critiche intraprese dalla Fondazione Don Primo Mazzolari e dalle EDB, raccoglie in ordine cronologico tutti gli scritti del parroco di Bozzolo sull'argomento. Pur nel travaglio che il suo pensiero conosce nell'arco di quarant'anni, è possibile riscontrare una profonda continuità nell'ispirazione interiore di don Primo. Così il suo giudizio, inizialmente aperto a una guerra che avesse come obiettivo la giustizia, poi rassegnato alla possibilità della guerra come "male talvolta necessario", si fa sempre più nettamente critico verso ogni guerra, addirittura quella difensiva, definitivamente identificata come antitesi dell'umanità.
La pieve sull'argine. L'uomo di nessuno
Primo Mazzolari
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2008
pagine: 408
Mazzolari scrisse il romanzo La pieve sull’argine, dai tratti fortemente autobiografici, nel 1951: il nome del protagonista del racconto, don Stefano Bolli, è lo pseudonimo che don Primo utilizzava per firmare i suoi pezzi su Adesso. Da quelle pagine emerge il travaglio religioso e intellettuale di un uomo che visse gli eventi del primo conflitto mondiale come una tragedia personale e collettiva, e che uscì da quella esperienza profondamente mutato. La guerra era divenuta per lui occasione per una più generale riflessione sul significato della vita e della fede. A partire dalla seconda edizione del romanzo (1966), vi fu aggiunto il capitolo inedito L’uomo di nessuno: si tratta di un testo che Mazzolari lasciò incompleto e dunque, soprattutto nelle ultime parti, risulta soltanto un abbozzo di stesura. Con questo sesto volume, che segue Il compagno Cristo, i Discorsi, I preti sanno morire, Impegno con Cristo e Lettera alla parrocchia - La parrocchia, la Fondazione Don Primo Mazzolari e le EDB proseguono nell’edizione critica delle opere di Mazzolari. I criteri della revisione vengono di volta in volta illustrati dal curatore, nella nota introduttiva di apertura.
Discorsi
Primo Mazzolari
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2006
pagine: 808
La raccolta dei Discorsi viene proposta in un’edizione arricchita, riveduta e criticamente commentata. Essa costituisce un tassello prezioso per addentrarsi negli aspetti rimasti ‘sottotraccia’ della vicenda biografica del prete cremonese, nella misura in cui è l’espressione più diretta del suo ufficio sacerdotale, che lo vede chiamato a guidare la comunità parrocchiale, a presiedere le funzioni liturgiche, ad accompagnare i fedeli nella conoscenza della Scrittura, in un momento storico segnato da intrecci ancora profondi tra piano religioso e piano civile.Il corpus documentario racchiude 129 testi pronunciati in un arco temporale che – con l’eccezione del saluto rivolto nel 1915 alla prima messa di un confratello bresciano – si dipana dal 1932, quando tenne l’omelia di ingresso a Bozzolo nelle due parrocchie riunificate, al 1959, quando, poche settimane prima di morire, fu chiamato a commentare il Vangelo dei lunedì di Pasqua davanti alla propria gente.I Discorsi di don Primo costituiscono un testo prezioso per aprire nuovi squarci su una figura che visse in forme originali il travaglio di varie generazioni di presbiteri nella ricerca di modalità non dedotte semplicemente dal passato per incarnare il Vangelo nella storia: in ciò consiste l’attualità del loro messaggio.Con questo secondo volume, che segue Il compagno Cristo, la Fondazione Don Primo Mazzolari e le EDB proseguono nell’edizione critica delle opere di Mazzolari. I criteri della revisione vengono di volta in volta illustrati dal curatore, nella nota introduttiva che apre ogni titolo.
Diario (1938-25 aprile 1945). Volume Vol. 4
Primo Mazzolari
Libro
editore: EDB
anno edizione: 2006
pagine: 688
La Fondazione "Don Primo Mazzolari" di Bozzolo (CR) ha acquisito negli ultimi decenni diversi materiali autografi di don Mazzolari. Tra essi, brogliacci e agende nei quali il parroco di Bozzolo riversava se stesso: note di cronaca e schemi di conferenze o di omelie, impressioni sugli avvenimenti e appunti di letture, promemoria di colloqui o riflessioni. La catalogazione e l'esame di questi nuovi scritti permettono di presentare oggi il "Diario" di don Primo in modo più completo rispetto all'edizione pubblicata in 2 volumi nel 1974 e nel 1984. In questa nuova serie l'intero materiale è proposto in ordine cronologico e ogni tomo copre un decennio.
Ho paura delle mie parole. Scritti ai politici
Primo Mazzolari
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2000
pagine: 232
Il volume raccoglie gli articoli scritti da don primo Mazzolari per "Il popolo di Mantova", tra il 1943 e il 1959. Don Primo era convinto che una delle funzioni dei partiti fosse quella della formazione, della crescita culturale dei propri aderenti. Sua preoccupazione profonda e costante fu che i politici ispirati a una visione cristiana della società assumessero da laici la propria responsabilità e si sentissero a servizio dei poveri. Per lui l'impegno politico costituiva una dimensione dell'impegno di ogni uomo, in posizione di testimonianza e di servizio.
Il compagno Cristo. Vangelo del reduce
Primo Mazzolari
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2000
pagine: 272
"Eccellenza, speravo di poterVi portare personalmente 'Il compagno Cristo', ma sono rimasto senza tempo. Il titolo forse non Vi piacerà: non piace molto neanche a me; ma per metterlo in certe mani ho creduto di ascoltare il suggerimento degli editori. Infatti parecchi comunisti ne furono già invogliati, è esca degli ultimi". Così il 18 marzo del 1946 don Mazzolari scriveva al proprio vescovo, mons. Cazzani, nel consegnargli un volume che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto titolarsi 'Il Vangelo del reduce'. Egli ne iniziò la stesura nell'estate del 1942, pur nella consapevolezza che una tale opera avrebbe dovuto attendere la conclusione del conflitto per poter essere stampata. Di certo le ambiguità del titolo fornirono un ottimo alibi a quanti non volevano neppure confrontarsi con il pensiero dell'autore. Lo sforzo di don Mazzolari consiste nella presentazione dell'essenza del messaggio evangelico ai giovani e agli uomini del 1945, ai 'reduci' da tutti i fronti della guerra: egli vuole mostrare la piena aderenza della proposta di Cristo alla loro condizione umana. Di fronte alle sofferenze patite dal reduce, il parroco di Bozzolo si impegna a fornire un'immagine di Gesù anzitutto come 'liberatore', echeggiando le idealità dei giorni successivi alla Liberazione politica, ma il suo messaggio si muove in un'ottica pienamente religiosa e ad un tempo capace di porre le premesse per l'edificazione di una società diversa.

