Adelphi
Una casa per le farfalle
Ruth Krauss
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 48
In più occasioni Maurice Sendak ha ricordato l’influenza che Ruth Krauss – la scrittrice «che sa cosa pensano i bambini», così la presentava l’editore Harper – ha esercitato sul suo modo di guardare all’infanzia e di narrarla. Dalla loro collaborazione nacque "Una casa per le farfalle", dove una folla di bambini e bambine si affaccenda, pagina dopo pagina, intenta nelle più varie attività con l’energia e la concentrazione tipiche dell’infanzia. E proprio di quell’eccezionale forma di presenza, di quell’intensità senza eguali che caratterizza il gioco infantile, Krauss e Sendak si dimostrano insuperabili narratori. Età di lettura: da 4 anni.
Un buco è per scavare
Ruth Krauss
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 48
Tra il 1952 e il 1960 Ruth Krauss e Maurice Sendak collaborano a otto albi illustrati. Il primo frutto del loro sodalizio artistico fu "Un buco è per scavare": un catalogo di definizioni del mondo, delle cose e di coloro che lo popolano, dove l’osservazione è tutt’uno con l’arte di trasformare ogni aspetto della realtà nell’innesco di un gioco. Dedicato alle doti esplorative e artigiane dei bambini, Un buco è per scavare è frutto di un’autentica curiosità per il mondo infantile e un inno alla curiosità infantile verso il mondo. Età di lettura: da 4 anni.
Cartagloria
Rosa Matteucci
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 153
Torna Rosa Matteucci, «impietosa, feroce cantatrice del “nonostante”», come la definì una volta Carlo Fruttero, accostandola ai mani di Céline, Beckett e Thomas Bernhard. Questo nuovo romanzo, in bilico, come gli altri, sull’illusorio crinale fra comico e tragico, inizia con l’affannosa, tormentosa aspirazione di lei bambina a ricevere, come tutte le sue antenate e le sue simili, la Prima Comunione, per proseguire con la morte di un padre molto amato – sebbene molto scapestrato – e la sua sciamannata sepoltura. Nella scrittura, straziata e al tempo stesso grottesca, di Rosa Matteucci diventa comico perfino il viaggio, non solo interiore, che tale morte susciterà, alla ricerca di quell’antico Trascendente che il nostro tempo sembra aver smarrito: dall’India dei santoni ai Pirenei di Bernadette, dai gruppi di preghiera della Soka Gakkai a un’ardimentosa visita a un frate esorcista che, asserragliato in un eremo, vende messalini con audiorosario incorporato. Un vagabondaggio che culmina con la scoperta del rito tridentino, dove imparerà il protocollo delle genuflessioni, sempre rincorrendo una salvazione che pare rimessa in forse a ogni frase, a ogni respiro. Sino alla definitiva consapevolezza che è necessario accettare, e forse anche amare, la propria croce.
Nella notte più buia il linguaggio ci chiede di cosa siamo fatti
Han Kang
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 39
Nel suo discorso di accettazione del Premio Nobel, Han Kang rende omaggio alla letteratura, che attraverso il filo luminoso del linguaggio lega e unisce le creature viventi, rendendoci partecipi dei loro universi interiori, e opponendosi così a ogni atto di violenza contro la vita.
Lezioni 1932-1935
Ludwig Wittgenstein
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 321
Queste lezioni – qui pubblicate in italiano per la prima volta sulla base degli appunti di Alice Ambrose e Margaret Macdonald – sono essenziali per comprendere l’evoluzione delle idee di Wittgenstein, in particolare la lenta transizione dalla visione logicizzante del linguaggio che permeava il Tractatus a quella pragmatico-antropologica che dominerà le Ricerche filosofiche. La vivida testimonianza del suo pensiero in divenire, tuttavia, non esaurisce i motivi d’interesse di queste pagine, che ci offrono anche un punto di vista privilegiato su temi cruciali – e ancora oggi controversi – della filosofia del linguaggio novecentesca, come la critica dell’identificazione del significato di un’espressione linguistica con il suo riferimento, o il riconoscimento della dimensione intrinsecamente normativa della nozione di significato. Perno attorno al quale ruotano tutte le minuziose discussioni di Wittgenstein sono le sue convinzioni metafilosofiche: la concezione dell’origine e della natura dei problemi della filosofia, ricondotta alle confusioni che il linguaggio stesso genera; e l’individuazione degli obiettivi appropriati e dei metodi dell’analisi filosofica, radicalmente contrapposti a quelli delle scienze. Scopo della «buona» filosofia, ribadisce Wittgenstein ancora una volta, è infatti la chiarificazione dei pensieri – condizione necessaria non tanto per risolvere i tormentosi problemi della filosofia, quanto, più semplicemente, per dissolverli.
Sulla terra e sull’acqua. Poesie scelte (1964-2001)
Winfried G. Sebald
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 138
«Il mio mezzo espressivo è la prosa» ha dichiarato Sebald nel 1997, suffragando così l’opinione di chi vedeva in lui soprattutto un grande narratore e saggista. In realtà la poesia era stata la sua prima vocazione, e aveva poi continuato a coltivarla – un fiume sotterraneo che affiora in sporadiche pubblicazioni e si manifesta pienamente solo nel sostanzioso lascito di carte. Una produzione, quella del Sebald poeta, rimasta dunque in buona parte celata e ora finalmente tornata alla luce, dai primi versi giovanili sino alle ultime liriche del 2001. Vi si aggirano le stesse figure che abitano capolavori come Vertigini o Gli anelli di Saturno, e che, svincolate dal meccanismo della prosa, si impongono al lettore con l’evanescenza di immagini oniriche («un canale d’acqua ferma / una barca alla proda / il cacciatore Gracco / ha già toccato terra»). Tutt’intorno, i freddi luoghi del viaggio – sale d’attesa, aeroporti, camere d’albergo –, la folla dei toponimi e le ultime tracce della natura, travolta dall’«ago magnetico» della ragione, che «la nave sospinge / fino allo schianto». Sotto lo sguardo benevolo degli animali e delle costellazioni, l’unico in cui si intravede un barlume di salvezza, Sebald si cala negli abissi di sogno e memoria, per riportare in superficie questi versi in cui echeggia «il suono delle stelle e / la vastità del silenzio / sopra la neve e i boschi».
A spasso con il cane Luna
Giorgio Vallortigara
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 219
Scritti nelle domeniche oziose, «solo con la voglia di raccontare storie avvincenti», i brevi testi qui radunati offrono un saggio dell’onnivora curiosità che è la molla vitale di ogni scienziato, anche di chi, come Vallortigara, «per mestiere passa il tempo a studiare il linguaggio delle lucciole e il tabù dell’incesto nelle falene». Intrecciando etologia, neuroscienze e amore per la letteratura, e sempre forzando i confini tra discipline diverse, Vallortigara delinea in queste pagine un itinerario affascinante: ci conduce per esempio a Capri, sulle tracce dell’etologo estone Jakob von Uexküll; oppure alla scoperta delle prodezze cognitive di Physarum polycephalum, un organismo unicellulare capace di estendere le sue propaggini protoplasmatiche in una rete che compete in efficienza con quella delle ferrovie di Tokyo; o, ancora, alla ricerca della ragione per cui l’uso alternato della narice destra e sinistra in un cane può illuminare il differente funzionamento dei due emisferi cerebrali, e spiegare perché una parte dell’umanità è mancina. Smascherando i più diffusi pregiudizi sul mondo animale, Vallortigara elargisce rivelazioni sorprendenti – sull’empatia delle formiche e l’altruismo dei pappagalli, sugli esiti dei processi di selezione genetica delle galline, sul luogo misterioso del cervello dove è custodita la memoria, sull’origine biologica delle credenze umane in entità sovrannaturali. E ci ricorda che gli animali, oltre che amici meravigliosi, sono anzitutto «una fonte inesauribile di interrogativi».
Si vive solo due volte
Ian Fleming
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 240
Su James Bond, ormai, si direbbe calato il sipario: non è più neanche l’ombra dell’agente «duro e audace» – il migliore fra quelli al servizio di Sua Maestà – al centro di tanti romanzi. L’assassinio di Tracy – per mano del capo della spectre, Ernst Stavro Blofeld – poche ore dopo il loro matrimonio lo ha reso fragile, incapace di portare a termine perfino il più semplice degli incarichi. Quella che M gli prospetta ha dunque tutta l’aria di un’ultima chance: una «missione impossibile» nella terra del Sol Levante da cui dipendono tanto le sorti della Guerra Fredda quanto il suo futuro di spia. Spogliato per la prima volta del suo nome in codice – 007 –, per avere successo in quest’«operazione sul filo del rasoio» James Bond dovrà non solo calarsi in una cultura millenaria così estranea alla sua, ma appropriarsene fino a «mutare pelle»; e dovrà essere pronto, per ripagare l’on contratto con Tigre Tanaka, capo dei servizi segreti nipponici, a fare quello che nessuno è stato finora in grado di fare: introdursi, ricorrendo alle arti segrete del ninjutsu, nel Castello della Morte e uccidere «il Drago» – il misterioso e diabolico dottor Shatterhand, che in un’antica fortezza sulla costa del Kyūshū ha allestito un terrificante giardino dei veleni, dove gente da tutto il Giappone accorre per darsi la morte. Ancora non sa, James Bond – di cui Fleming mette qui in luce come non mai umanità e debolezze –, che riuscire nell’impresa gli offrirà anche l’opportunità di placare la sua personale sete di vendetta.
Il principio antropico
John D. Barrow, Frank Tipler
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 770
L’ipotesi più combattuta e oltraggiata nella storia della scienza, ma un passo obbligato per chiunque voglia affrontare il problema della posizione dell’uomo nell’universo.
Benedetto è il frutto
Rachel Ingalls
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 274
Leggendo Rachel Ingalls, abbiamo l’impressione di trovarci in un mondo in apparenza familiare, ma da cui qualcosa ci tiene separati – quasi avessimo varcato una pericolosa soglia invisibile e di colpo vedessimo tutto da un diverso emisfero –, o forse in un sogno, che al tempo stesso ci adesca e minaccia. Nei cinque lunghi racconti, o novelle esemplari, che compongono "Benedetto è il frutto", incontreremo un frate gravido dell’arcangelo Gabriele – questa almeno è la versione che offre ai confratelli del monastero; il creatore di una bambola realissima che con la sua esuberanza sessuale causerà sviluppi imprevedibili, mandando a gambe all’aria la vita familiare dell’uomo; una coppia che viene invitata a una festa in campagna dove tutto sembra normale e insieme spettrale, come sospeso, e che sulla via del ritorno andrà incontro a un’inattesa calamità piovuta dal cielo; una donna in vacanza con il marito e in preda a una subdola mania che suscita domande sempre più angoscianti sul suo stato mentale; e, infine, avremo a che fare con le conseguenze assurde, allucinanti, quasi apocalittiche del furto di una pagnotta. In tutti e cinque affronteremo momenti, personaggi e situazioni fuori da ogni norma, non soltanto letteraria: la migliore introduzione possibile all’universo narrativo di Rachel Ingalls.
Salmo 44
Danilo Kis
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 135
«Una sorta di reportage romanzesco sull’universo concentrazionario tedesco». Così, nel 1986, Danilo Kiš definì "Salmo 44", uscito nel 1962, rimproverandosi di «certe cose dette, per mancanza di esperienza, in maniera troppo diretta». Sarebbe tuttavia ingeneroso ridurre questo testo duro e folgorante – ispirato dalla lettura di un articolo di giornale su una coppia di sopravvissuti ad Auschwitz in visita al museo del lager – ad acerba prova giovanile. Le ore spasmodiche che precedono la fuga notturna di Maria, insieme al figlio neonato Jan e alla compagna di prigionia Jeanne, dal campo di Birkenau si dilatano infatti a dismisura nel flusso caotico dei ricordi della giovane protagonista, barcollante «sul limite dell’incoscienza» negli attimi che la separano dalla salvezza o dalla fine. Attraverso quei ricordi Kiš rievoca, con una scrittura che sembra fatta di corpi tremanti, non solo l’orrore dell’Olocausto e degli esperimenti di Josef Mengele, l’improvviso apparire dei «Für Juden verboten» sulle porte dei tram, il massacro di Novi Sad, ma anche l’incontro di Maria con Jakub, l’indimenticabile attesa di lei «in piedi nel buio, immobile» con gli occhi sgranati, chiusa nell’armadio, mentre tra Jakub e il dottor Nietzsche si consuma «un duello segreto, quel gioco pericoloso in cui uno dei giocatori ha dalla sua un fante di picche con due pugnali e l’altro ha soltanto lo scudo aereo dell’azzardo e della ragione». Kiš si conferma, fra coloro che hanno osato narrare il dramma abbattutosi sul popolo ebraico e sull’Europa centrale, voce tra le più potenti e memorabili.
Alfie e io. Quello che i rapaci sanno, quello che gli umani credono
Carl Safina
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 487
Nel giugno 2018 Carl Safina e la moglie Patricia trovano nel giardino di casa un «batuffolo sporco e arruffato di piccole piume, vivo per un soffio»: un gufetto neonato che, scopriranno, è in realtà una femmina di assiolo americano orientale. Decidono di adottarla, per curarla e proteggerla finché non sarà in grado di badare a se stessa, e la chiamano Alfie. Occorrerà un anno e mezzo prima che Safina possa arrischiarsi ad aprire la porta della voliera senza timore di esporla a gravi rischi, ma da questa miracolosa convivenza scaturiranno un legame saldo e profondo, e un libro denso di rigorose osservazioni etologiche, intuizioni acute e riflessioni che varcano l’ambito strettamente scientifico. Da un lato, infatti, Safina dispiega le sue competenze di ecologo, offrendo un racconto esemplare dello sviluppo di Alfie e, più in generale, dei tratti morfologici e comportamentali della famiglia degli strigidi. Dall’altro, il rapporto di reciprocità che si instaura lo spinge ad avventurarsi altrove, e a interrogarsi sulla relazione tra l’uomo e gli altri animali, nonché su ciò che questi possono insegnarci circa il nostro posto nel mondo. Ridimensionando le arroganti pretese di unicità e centralità di Homo sapiens, Safina ribadisce così la sostanziale unità della natura, dove «tutti gli esseri – passati, presenti e futuri – sono inclusi in una grande ragnatela relazionale».

