Aguaplano
Io sono l'atomo in balìa dell'infinito. Federico Faruffini, Perugia, 15 dicembre 1869. Catalogo della mostra (Perugia, 19 ottobre-15 dicembre 2019)
Libro: Libro rilegato
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 88
Il Nobile Collegio del Cambio celebra, all’interno dei suoi spazi monumentali, il pittore lombardo Federico Faruffini, che scelse di concludere a Perugia la sua tormentata esistenza suicidandosi il 15 dicembre 1869, nel suo studio di via Antica. Con questa mostra, che conta pochi pezzi ma straordinari per qualità pittorica, si ricordano i centocinquanta anni dal rapido passaggio di Faruffini in città. Coerentemente con quanto realizzato nelle mostre dedicate a Perugino, Raffaello e Sassoferrato (2013) e a Velázquez e Bernini (2017), anche in questo caso l’"Autoritratto" del pittore dialoga con quello, bellissimo, realizzato da Perugino sulla parete lunga della Sala dell’Udienza: una sala che Faruffini scelse come ideale ambientazione per alcuni suoi dipinti. Il canto del cigno dell’artista è rappresentato da un dipinto raffigurante "L’armiere etrusco" o "Gli etruschi a Perugia": un magnifico brano di pittura che viene presentato accanto ai suoi quattro disegni preparatori, notevoli per finitezza e precisione. Il volume-catalogo rende conto di questa questa intensa esposizione, alla quale hanno contribuito l’Accademia Nazionale di San Luca, i Musei Civici di Pavia, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, il Museo Civico di Palazzo della Penna in Perugia, la Giunta Regionale dell’Umbria e un importante collezionista privato.
Arcadia & Grand Tour. Paesaggi di Alessio De Marchis nelle Collezioni di Perugia
Cristina Galassi
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 64
In occasione della mostra "Arcadia e Grand Tour. Paesaggi di Alessio De Marchis nella collezione Aldo Poggi", la curatrice Cristina Galassi propone, con questa piccola monografia, una ricognizione dei dipinti del paesaggista napoletano nelle collezioni pubbliche e private di Perugia. La fase finale dell’intenso e tormentato percorso biografico dell’artista, che conosce anche un momento urbinate, si svolge infatti a Perugia (1739-1752) dove De Marchis, aiutato dal figlio Eugenio, produce una notevolissima quantità di paesaggi. Sette suoi dipinti appartengono alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia mentre un ricco nucleo di quadri, ben 29, è custodito nel Museo del Capitolo della Cattedrale.
Una lunga fedeltà a Italo Calvino. Con lettere edite e inedite
Giovanni Falaschi
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 286
«La prima lettera di Calvino a me è del 1971, l’ultima del 1983. In tutto sono 17 lettere, fra edite e inedite; un arco di tempo lungo, intervallato da incontri a Torino presso la Einaudi e a casa sua, ancora a Torino e poi a Pineta di Roccamare; e a Firenze. Nell’Introduzione ricostruisco i nostri incontri e do conto delle nostre conversazioni. In qualche modo ho fatto il ritratto di Calvino come persona. Ma dalle lettere di questo grande intellettuale emerge il suo lavoro appassionato di editor, mai documentato fino a ora per nessun autore con questa abbondanza di testi. E questa è un’altra novità. Perché esse illustrano anche la storia di un libro, il mio "La Resistenza armata nella narrativa italiana", uscito da Einaudi nel 1976. Calvino si prese la briga di seguirlo passo passo, incoraggiandomi o correggendomi, brontolando quando i capitoli che gli mandavo avevano difetti, segnalandomi testi da leggere e temi da approfondire: il tutto con un’intelligenza e una passione quale si potevano finora soltanto attribuirgli e che qui sono ben documentate. E nelle lettere c’è anche altro: giudizi su autori, sul proprio lavoro (sia in generale che in particolare: per esempio sulle "Città invisibili"), anche sulla propria generazione e sul suo passato resistenziale; insomma, un’esemplare e grande disponibilità verso quel giovane intellettuale che io ero. Il mio primo saggio su di lui è del 1971, l’ultimo del 2017. "La lunga fedeltà" che ho dato al titolo è il mio scavo appassionato sulla sua opera, che non ha mai cessato di stimolarmi. Il titolo ha un’ascendenza nobile, perché l’ho mutuato dal volume di Contini su Montale: un critico che Calvino ammirava e un poeta che conosceva a memoria. Insomma: è quasi un cinquantennio che leggo e rileggo, fra gli altri, questo scrittore. Nell’orizzonte globale delle merci e dei libri – in cui mancano punti di riferimento per capire la nostra realtà, in questo clima in tutti i modi minaccioso – non sarà il caso di rileggere attentamente questo grande intellettuale-scrittore? E non sarà il caso che scuola e Università comincino a proporlo seriamente ai più giovani?» (Giovanni Falaschi)
Come angeli che han messo le ali. Ediz. italiana e inglese
Cristiana Minelli
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 56
Età di lettura: da 10 anni.
Premeture. Guidaleschi. Poesie 1975-2019
Francesco Granatiero
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 332
L'entre-deux-guerres in Italia. Storia dell'arte, storia della critica, storia politica
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 264
I saggi raccolti in questo volume, trascrizioni ampliate degli interventi al convegno "Storia dell’arte, storia della critica, storia politica" (Perugia, Università per Stranieri, 22-23 maggio 2018), si propongono di tracciare un quadro ampio e frastagliato dei rapporti tra artisti, società e politica nel periodo dell’entre-deux-guerres in Italia. A fronte dei numerosi ambiti tematici esplorati, si possono indicare significative convergenze di interessi: relative all’indagine sulle politiche artistiche e culturali, ad esempio; o all’esame del ruolo sociale di artisti impegnati, in Italia, nell’allestimento di forme visuali di “liturgia politica”; o, ancora, al tentativo di decifrare la difficile transizione tra fascismo e Repubblica. Non mancano ricerche dedicate al collezionismo pubblico e privato nel Ventennio, alle diverse accezioni e “ideologie” del fascismo futurista, alla comunicazione artistica del regime e, non ultimi, ai contrasti e alle inquietudini che scuotono da subito, o a distanza di qualche decennio, il fronte tutt’altro che lineare e compatto dell’antifascismo. A differenza di altri regimi totalitari, il fascismo ha avvicinato le arti e ha certamente sollecitato il consenso degli artisti senza praticare, almeno fino a un certo punto, una “politica dello stile”. Una simile circostanza rende più difficile tracciare demarcazioni nette o stabilire categorie. Inoltre, la continuità di medio periodo tra interventismo, nazionalismo futurista, fiumanesimo e fascismo delle origini contribuisce a caratterizzare in senso pressoché unico la scena italiana in merito al rapporto tra arte e mito nazionale – il mito della «Grande Italia» – immediatamente prima e dopo la Marcia su Roma. Nasce da queste constatazioni la duplice ambizione del convegno e del volume. Sotto il profilo delle narrazioni storiografiche, avviare trattazioni più connesse e integrate della prima e della seconda metà del Novecento italiano, sfidando cesure considerate sino a oggi invalicabili, mutamenti di ideologia o di dizionario, edificanti paradigmi postbellici – ad esempio, quello della tabula rasa. Sotto il profilo del metodo, incoraggiare il dialogo tra discipline oggi distanti e separate.
A casa nostra, lontano da casa
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 120
Migranti, sradicamento e Umbria sono le tre parole chiave che guidano questo progetto editoriale ideato e curato da Giovanni Dozzini nell’ambito e col sostegno del Corciano Festival: tredici racconti di altrettanti autori umbri – o che in Umbria hanno deciso di vivere e lavorare – che insieme compongono un mosaico, un collage di storie, visioni e personaggi uniti dal comune senso dello spaesamento e dell’alterità. Un’antologia di sradicati: lo è il senegalese che attraversa mezza Africa e mezzo Mediterraneo per approdare sulle coste siciliane, lo è l’albanese arrivato da poco a rimorchio di un padre o una madre o uno zio, lo sono i ricchi turisti inglesi innamoratisi dell’Alto Tevere o del Trasimeno al punto da comprarci casa e trasferirci tutta la famiglia, lo sono gli studenti del Meridione venuti a Perugia per l’Università e che non se ne sono più andati… Un’antologia che ci dice molto non solo su cosa sia oggi l’Umbria ma anche su cosa sia oggi in generale la provincia italiana, di gran lunga il grosso del corpo del Paese; su cosa sia in sé e in rapporto alle dinamiche sociali, politiche e culturali che l’hanno investita negli ultimi decenni. Nel volume racconti di: Pierpaolo Peroni, Giovanni Pannacci, Riccardo Meozzi, Caterina Venturini, Chiara Santilli, Stefano Baffetti, Gianni Agostinelli, Paola Rondini, Eugenio Raspi, Pasquale Guerra, Giovanni Dozzini, Antonio Senatore, Marija Strujic.
Atomi e nuvole. Le miniature di Cesare Franchi detto il Pollino (1555 circa-1595)
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
Il cardinale Scipione Borghese, assecondando la sua ben nota bramosia collezionistica, tentò di accaparrarsi a buon mercato le miniature di Cesare Franchi detto il Pollino, conosciute negli anni in cui era stato studente a Perugia. L'artista, notissimo miniatore dei suoi tempi, era tragicamente scomparso da pochi decenni: colpevole di un omicidio compiuto a Perugia durante il carnevale, era stato giustiziato presso la Fonte di Piazza il 20 febbraio del 1595. Alla richiesta di Scipione fu però opposto un netto rifiuto dalla Compagnia del Gesù, presso la quale, per volontà testamentaria di Cesare Franchi, erano conservate le opere in seguito confluite nella collezione della Galleria Nazionale dell’Umbria. È proprio a partire da questo nucleo di quattro «piccoli quadretti» –sebbene piccolo, il più cospicuo conservato – che è stato possibile imbastire Atomi e nuvole, la prima mostra dedicata a questo misconosciuto quanto meraviglioso miniatore. Vi si aggiungono due miniature che fanno parte del patrimonio della Biblioteca Augusta di Perugia; un'opera conservata presso la Parrocchia di Sant'Agostino, uno strepitoso Martirio di san Lorenzo parte del ricco patrimonio della Fondazione Marignoli di Montecorona (Spoleto) e gli esemplari del Museo Amedeo Lia di La Spezia e della British Library di Londra.
La figura de Jesu Christo. Crocifissi lignei del XV secolo a Reggio Emilia
Sara Cavatorti
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 80
Il restauro di due sculture lignee offre l’occasione di approfondire un interessante capitolo della stagione artistica rinascimentale di Reggio Emilia. Si tratta del crocifisso della Curia, ora ricoverato nei depositi del Museo Diocesano, e del crocifisso conservato nella chiesa di San Giuseppe ma proveniente da San Francesco. La restituzione dei due intagli, la loro analisi stilistica e tecnologica e il loro inquadramento nella produzione scultorea delle botteghe vengono contestualizzati in una riflessione di più ampio respiro sulla statuaria in legno del Quattrocento a Reggio Emilia, una riflessione che ben si colloca nel solco della proficua riqualificazione della scultura lignea negli studi storico-artistici, e in particolare in quel segmento di ricerca incentrato sull'attività dei maestri tedeschi nella penisola durante il XV secolo.
Bolle bolle bolle-Bubbles bubbles bubbles
Michele Emmer, Francesca Greco
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 56
C'era una volta — eh, sì, tanto tempo fa — un bambino che si lavava le mani con il sapone, un sapone fatto come quelli che usiamo ancora oggi. Quel sapone proveniva da una città della Siria, una città che ha avuto e continua ad avere una storia sfortunata e tragica. Quel sapone proveniva da Aleppo, la città dove probabilmente è stato inventato il sapone come lo intendiamo ai nostri tempi. Quel bambino, che si chiamava Hakim, si lavava le mani, quando a un certo punto vide una cosa che non aveva mai visto prima... Una piccola sfera volava in aria davanti ai suoi occhi... Età di lettura: da 5 anni.
Il gran bazar del XX secolo
Stefano Trucco
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 272
Anselmo Magnasco, giornalista, poeta e flâneur nella "zona grigia" della Genova repubblichina, attende senza particolari entusiasmi l'arrivo degli Alleati e la fine della guerra. Nel frattempo coltiva i suoi interessi: il cinema muto, i bordelli altolocati, le fantasie di suicidio e la sua stessa "intensa mediocrità". Fino a quando, fra i carruggi e gli orridi palazzoni fascio-modernisti, si materializza una folla di personaggi allucinati e bizzarri che lo trascina senza scampo in un incubo metafisico e lovecraftiano.

