Biblioteca dell'Immagine
Pordenone. Sogni, segreti, bugie e «Shei»
Giuseppe Ragogna, Stefano Polzot
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2001
pagine: 182
Domenico Scandella detto Menocchio. I processi dell'inquisizione 1583-1599
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2001
pagine: 260
Gli occhi del lupo
Daniela Castellani
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2001
pagine: 160
Sentieri del western. Volume Vol. 1
Carlo Gaberscek
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2000
pagine: 250
Son problemi! Problemoni! Tragedie!
Andrea Appi, Ramiro Besa
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2000
pagine: 148
Il pallone non è sempre rotondo
Alberto Zaccheroni
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1998
pagine: 80
Tecnica urbanistica
Aldo Bello
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1998
pagine: 100
La sconfitta del moderno principe. La partitocrazia in Italia
Gaetano Quagliariello
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1993
pagine: 198
Eupalino o l'architetto
Paul Valéry
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1991
pagine: 55
Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli
Toni Capuozzo
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2026
pagine: 160
Quanti del mezzo milione di persone che vivevano nell’area del terremoto – e quanti dei centomila sfollati – ci sono ancora, e hanno voglia di raccontare? In questo cinquantesimo anniversario, molti proveranno a farlo, con discorsi e fotografie, cerimonie e documentari. Che cosa possiamo aggiungere? Poco, ma è un poco che ha il sapore intatto del tempo: gli articoli che scrissi provando a spiegare agli italiani la protesta delle tendopoli prima, e l’epopea della ricostruzione dopo... Il terremoto, in fondo, è stata la piccola guerra della nostra generazione: un evento che segna tutti e ciascuno, che ti obbliga a decidere quali sono le cose importanti e quali vuoi conservare, che ti costringe a cominciare daccapo… Questo non è un saggio sociologico, e non dobbiamo qui raccontare il vertiginoso cambiamento causato dal terremoto, la brusca accelerazione di fenomeni prima timidi e appena accennati. Ma è certo che, dopo, nulla è stato più come prima. Questo è più semplicemente un libro che può aiutare a ricordare.
La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976
Walter Tomada
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2026
pagine: 200
I friulani si portano dentro il terremoto come un marchio: è lo spartiacque della storia di questa terra, ma anche della vita di ciascuno di coloro che l’hanno attraversata nei giorni o negli anni successivi alla scossa del 6 maggio 1976. Il Novecento non ha risparmiato niente, a nessuno e in nessuna parte del mondo. Ma qui da noi la vera cesura del secondo Novecento, che segna come un taglio netto la divaricazione tra il prima e il dopo, tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, è un’altra: sono gli interminabili 59 secondi in cui la terra tremò. La furia dell’Orcolat, quel minuto maledetto che sembrava non finire mai: e anche i mesi successivi, per ragioni diverse, parvero interminabili. I mesi nelle tende, e poi nelle baracche; i rimpianti, l’anelito a chi e a ciò che si era perduto per sempre; la fatica del mestiere di sopravvivere; lo spavento per le scosse che non smettevano mai, e la ricaduta dopo lo sconquasso del 15 settembre che cancellò anche tutto ciò che era rimasto in piedi; le proteste, che portarono tensione ma anche unità e solidarietà forse irripetibili, nella convinzione comune che “Un modon par omp e il Friûl al torne a plomp”. Da lì si è ripartiti. E mentre il mondo intero veniva in soccorso, e le cronache si accorgevano di questo lembo estremo di penisola, iniziò l’operazione di immaginare un nuovo Friuli, ma “com’era e dov’era”.

