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Donzelli

Il fantasma e il seduttore. Ritratto di Salvatore Mannuzzu

Il fantasma e il seduttore. Ritratto di Salvatore Mannuzzu

Alessandro Cadoni

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 234

Un esordio folgorante - nel 1962, a trent'anni -, quello di Salvatore Mannuzzu, e poi un lungo «esilio» dalla narrativa, dal quale lo scrittore sardo esce con un romanzo che di nuovo e con più clamore lo riporta sotto i riflettori del pubblico e della critica, tanto da diventare un vero e proprio «caso letterario». Da allora - e siamo al 1988, l'anno di Procedura - i romanzi e i racconti si succedono, rivelando i contorni di quella che si definisce sempre più come la figura di uno dei più solidi narratori contemporanei. E se è il giallo il genere a cui si tende ad accostare la scrittura di Mannuzzu, è bene precisare che si tratta di una «parentela» assai lontana, e messa continuamente in crisi e sotto accusa: la tensione che percorre le pagine lavora, spesso sottotraccia, a corrodere dall'interno l'intima struttura di un genere che, se mantiene gli elementi tipici dell'inchiesta e della suspense, tuttavia ne esce rinnovato fino a diventare altra cosa, mostrando una densità e una problematicità tra le più ricche della letteratura italiana contemporanea.
27,00

Walter Benjamin e Dante. Una costellazione nello spazio delle immagini

Walter Benjamin e Dante. Una costellazione nello spazio delle immagini

Marco Maggi

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 175

Intorno alla primavera del 1940, nella fase estrema della sua vita, Walter Benjamin riprende le tesi "Sul concetto di storia", che aveva concluso l'anno precedente, per tradurle in francese. In questa occasione, il filosofo tedesco inserisce nella quinta tesi, quella in cui è definito il decisivo concetto di «immagine dialettica», un sibillino riferimento alla Commedia di Dante, assente nella versione originale. A partire da questo indizio, Marco Maggi indaga il ruolo che la lettura di Dante ha rivestito nel pensiero di Benjamin, guidando il lettore in un inedito itinerario attraverso le sue opere. Il riferimento del '40 è infatti solo l'ultima di una lunga serie di citazioni dantesche che si susseguono nei lavori benjaminiani, a cominciare da un'evocazione dell'episodio di Paolo e Francesca nel saggio sulle "Affinità elettive" di Goethe, per culminare nella descrizione della metropoli moderna come inferno, negli studi sulla Parigi di Baudelaire. In dialogo con le più significative correnti del dantismo novecentesco in Germania, da Stefan George a Erich Auerbach, Benjamin individua nella poesia della Commedia la più alta consapevolezza nell'uso delle immagini in relazione alla rievocazione del passato. In questo studio, che si avvale di inediti materiali di archivio, le «immagini dialettiche» di Dante nella produzione di Benjamin entrano in costellazione con l'interpretazione di due poeti, Yves Bonnefoy e Giovanni Giudici, che attraverso l'opera del pensatore tedesco hanno cercato di interpretare nel contemporaneo il rapporto tra poesia e memoria.
19,00

Questioni di senso. Tra fenomenologia e letteratura

Questioni di senso. Tra fenomenologia e letteratura

Antonio Delogu

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 389

Nella cultura novecentesca è presente una profonda linea nichilista, che risulta particolarmente evidente nell'intreccio tra filosofia e letteratura, ma che compare anche laddove si penserebbe di non poterla trovare, come nella metafisica fantastica di Emanuele Severino. L'unica via d'uscita dai percorsi nichilistici, secondo Antonio Delogu, si trova nell'approccio fenomenologico, che conduce alla conoscenza di quelle verità originarie del mondo di cui non possono dar conto né le scienze naturali, né le scienze umane, né la metafisica nel senso tradizionale. La fenomenologia può farlo, perché il suo compito non è di spiegare che cosa sia il mondo-oggetto, ma di descrivere e comprendere il senso del mondo per noi. Attraverso la lettura e l'interpretazione del pensiero di scrittori, poeti e filosofi come Pessoa, Husserl, Heidegger, Borges e lo stesso Severino, l'autore costruisce un percorso originale che si traduce in un autentico «breviario filosofico», uno strumento teorico per orientare il soggetto nella comprensione del mondo della vita. Dopo quasi centocinquanta anni dall'"Origine delle specie" di Darwin, l'idea che gli esseri umani siano riducibili a mera natura biologica non è giunta a un consenso universalmente condiviso, né nel campo della scienza né in quello della filosofia. Al fondo delle tante esperienze del mondo vissuto, la coscienza originaria, inscindibile ma non riducibile al corpo, diventa l'energia che consente all'individuo di rialzarsi dalle cadute, la bussola che lo guida nello spaesamento nichilistico, l'approdo sicuro nelle sue esistenziali inquietudini. Essere persona, insomma, è darsi una forma o uno stile d'esistenza il cui carattere essenziale è il dinamismo tra la pressione dell'abitudine e l'aspirazione alla trascendenza, tra la tendenza alla conformità a tradizioni o convenzioni sociali e la tensione a oltrepassarle, tra la passività e l'attività, tra l'assuefazione e l'attenzione, tra l'adesione e la distrazione, tra la riduzione a essere soggetti codificati e l'elevazione a essere soggetti liberati.
29,00

Processo a Caporetto. I documenti inediti della disfatta

Processo a Caporetto. I documenti inediti della disfatta

Luca Falsini

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 250

A cento anni di distanza, Caporetto non cessa di rappresentare la sconfitta militare più dolorosa ed emblematica della nostra storia nazionale. L’attacco sferrato dalle truppe austro-tedesche la notte del 24 ottobre 1917, nella conca a ridosso di quel piccolo centro del Friuli, lasciò annichilito l’esercito italiano, che dopo i primi aspri combattimenti sbandò e fu costretto alla ritirata. Le divisioni nemiche avanzarono, nei quindici giorni successivi, occupando oltre ventimila chilometri di territorio, senza incontrare se non modeste resistenze. Undicimila furono i soldati italiani uccisi, trecentomila quelli fatti prigionieri; e un numero ancora maggiore di civili fu costretto a fuggire dai territori occupati. La rotta sconvolse l’intero paese. Come era potuto accadere un così immane disastro? Quali sottovalutazioni e impreparazioni lo avevano reso possibile? Il nuovo governo guidato da Vittorio Emanuele Orlando, formatosi nei giorni successivi alla sconfitta, dovette istituire una Commissione d’inchiesta incaricata di valutare le responsabilità della disfatta.
28,00

I clan di camorra. Genesi e storia

I clan di camorra. Genesi e storia

Luciano Brancaccio

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 143

I gruppi di camorra sono il risultato di un lento processo di formazione che agisce all'interno dei mercati. Essi trovano una definizione quando una famiglia conquista una posizione di comando in un settore di traffici grazie a capacità di carattere imprenditoriale e a una gestione razionale della violenza. In questo libro si ricostruiscono i percorsi di formazione di alcuni clan di camorra in un arco temporale che va dal secondo dopoguerra ad oggi: attraverso storie emblematiche di capi e di famiglie si tracciano i passaggi che portano alla formazione di gruppi criminali organizzati, ponendo l'accento sui contesti nei quali di volta in volta si formano leadership e circuiti violenti con caratteristiche organizzative e logiche di azione differenziate, connesse alle condizioni storiche e alle opportunità offerte dai mercati. Più che in altre mafie, infatti, nella camorra i processi di emersione sono importanti quanto i meccanismi di riproduzione di gruppi organizzati. Ci sono aspetti di continuità nel tempo, assicurati dal permanere sulla scena di estese famiglie che presidiano alcuni mercati legali e illegali, ma i gruppi in senso stretto, intesi come clan guidati da un capo, con una cassa comune e gruppi di fuoco, hanno in genere vita breve.
24,00

Mussolini diplomatico

Mussolini diplomatico

Gaetano Salvemini

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 221

Mu"ssolini diplomatico" costituisce una testimonianza della lotta al regime condotta da una delle figure di spicco dell'antifascismo: scritto da Gaetano Salvemini durante l'esilio, le copie, subito dopo la pubblicazione nel 1932, furono distrutte. Il volume, ristampato qui nella sua prima introvabile edizione italiana, offre al lettore un'acuta indagine sulla politica estera nel decennio 1922-32, svolta «in tempo reale», in prossimità degli eventi raccontati. Dando la parola al duce, ai suoi portavoce e alla stampa di regime, Salvemini fa emergere tutti i punti deboli di un'azione di governo sterile e vacua, se non pericolosa, imperniata sulla figura del dittatore. Mussolini, privo di un'adeguata conoscenza dei meccanismi della diplomazia, si avventura nello scenario dei rapporti internazionali rivelando la sua «inesperienza grossolana» e senza portare avanti un preciso piano di politica estera, per lo più improvvisando. L'unica linea coerente, che guida le varie e roboanti esternazioni, spesso in palese contraddizione tra loro, sembra essere quella di eccitare gli animi degli italiani, illudendoli con il vagheggiamento di imprese grandiose e di un destino imperiale della nazione. Un'analisi spietata e allo stesso tempo vivacissima, in cui, come scrive Mirko Grasso nell'introduzione, «emerge il Salvemini migliore il quale, anche in contesti culturali e politici difficili, dimostra di saper ricercare e passare al vaglio un'ampia messe di documenti, per elaborare un'interpretazione ancora oggi valida». Uno sguardo lucido, quello dello storico pugliese, che scorge fin da allora il baratro in cui l'Italia finirà di lì a qualche anno; queste le sue parole, profetiche, nelle ultime pagine del volume: «Ogni tentativo di armare le masse italiane per una guerra coll'estero precipiterebbe il paese nella guerra civile: la guerra - la guerra sul serio, e non la guerra a chiacchiere per uso interno - sarebbe la fine del fascismo». Le premesse sono già qui, nei primi dieci anni del potere di Mussolini.
29,00

Intellettuali. Cultura e politica tra fascismo e antifascismo

Intellettuali. Cultura e politica tra fascismo e antifascismo

Angelo Ventura

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 218

«L'atteggiamento degli intellettuali di fronte al fascismo è tema complesso e delicato, che tocca i nervi scoperti più sensibili della coscienza nazionale, riluttante a fare i conti fino in fondo con questo inquietante periodo della sua storia». Così scriveva Angelo Ventura - uno tra i più autorevoli storici del secondo dopoguerra italiano - suggerendo, implicitamente, il filo che collega i saggi raccolti in questo volume postumo. Il fascismo infatti ha coinvolto «la responsabilità collettiva di tutto un popolo, ma in primo luogo delle élites intellettuali alle quali i privilegi della cultura e del rango sociale negavano quei margini di innocenza che spettano alla gente comune». Si trattava, per Ventura, di entrare nelle pieghe di quel complesso - e nuovo - rapporto tra cultura e politica di cui il fascismo volle farsi banditore: «Dobbiamo calarci nel clima di un'epoca, comprendere e superare i silenzi, le rimozioni e gli inganni della memoria infelice, con cui due generazioni di intellettuali - la generazione della Grande guerra e del dopoguerra, e quella cresciuta sotto il regime - hanno ripensato la propria esperienza del ventennio fascista». Parole che racchiudono un tema di ricerca, un'indicazione di metodo, un invito ai lettori. Il tema è quello del confine (talvolta mobile) tra fascismo e antifascismo: che si posi su Anna Kuliscioff o Carlo Anti, su Gaetano Salvemini o Silvio Trentin, su Vincenzo Crescini, Eugenio Colorni o Norberto Bobbio, lo sguardo di Ventura è sempre teso a misurare la distanza - o la vicinanza - tra ideologia e azione. L'indicazione di metodo è l'immersione nei contesti attraverso una rigorosa lettura dei testi. Tra il saggio sulla Kuliscioff (1978) e quello su Colorni (2010) passano trentadue anni: ma la passione storica e civile, lo stile limpido ed elegante, l'originalità interpretativa restano immutati. L'invito ai lettori è quello di diffidare della retorica e andare sempre all'origine del problema storico.
27,00

Lettera a Matteo Renzi. Con un saggio sulla sua esperienza di governo

Lettera a Matteo Renzi. Con un saggio sulla sua esperienza di governo

Massimo L. Salvadori

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 128

L'esperienza politica e di governo che ha avuto per protagonista Matteo Renzi può essere descritta come una parabola segnata da un'ascesa repentina e da una serie iniziale di successi, sfociata poi in una sonora sconfitta. Ma - è questa la domanda che tiene il campo - si tratta di una sconfitta irrimediabile? O può essere concepito un rilancio del riformismo italiano che veda ancora Matteo Renzi protagonista? Massimo Salvadori, storico prestigioso e intellettuale autorevole, gene razionalmente alieno dalle smanie nuoviste del «rottamatore», decide inaspettatamente di prendere la penna per rivolgere a Renzi, in prima persona, una sorta di lettera pubblica, che interpella le prospettive del prossimo futuro. Alla lettera fa seguito un denso saggio che ricostruisce le premesse di scenario su cui l'esperienza del renzismo si è innestata, e ne ripercorre le tappe politiche, fino ad arrivare alla «madre» di tutte le riforme: la revisione del sistema costituzionale, approvata dal Parlamento, ma bocciata dal referendum. In queste pagine, scritte con il piglio sicuro di chi sa maneggiare la «storia del presente», un'attenzione particolare viene riservata alla personalità di Renzi («il capo di governo più giovane di tutta la storia dell'Italia unita»), alle caratteristiche della sua leadership, ai suoi punti di forza e di debolezza, al fine di chiarire le ragioni per cui, dopo il successo alle elezioni europee del 2014, egli non sia riuscito a raccogliere intorno a sé il necessario consenso popolare. Un esito, questo, che ha suscitato l'esultanza non solo degli avversari esterni di Renzi, ma anche di quelli interni al suo stesso partito, che fin dall'inizio lo avevano considerato un «intruso». È un'analisi lucida e severa, quella condotta da Salvadori, che pure non esita a schierarsi tra i sostenitori di Renzi. Se il leader, nella sua esperienza di governo, ha compiuto una serie di errori politici, anche gravi, le impostazioni sostenute dai suoi avversari, esterni e interni al partito, sono apparse prive di consistenza al fine del difficile rilancio di un cammino riformista per il nostro paese. La vicenda, insomma, è del tutto aperta. E molto dipenderà dal modo in cui Matteo Renzi sceglierà di stare in campo.
16,00

La vita, altrove. Autobiografia come un viaggio

La vita, altrove. Autobiografia come un viaggio

Julia Kristeva, Samuel Dock

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 260

Per la prima volta Julia Kristeva, linguista, psicoanalista e scrittrice considerata tra i massimi intellettuali del nostro tempo, svela in questa conversazione, che di fatto si traduce in un’autobiografia, i risvolti più intimi della sua vita. Tre quarti di secolo, vissuti sempre sulla breccia, in un continuo corpo a corpo con le vertigini identitarie dell’esilio e dell’amore. L’infanzia in Bulgaria; la guerra, il comunismo e il suo crollo; poi, da ragazza, l’arrivo a Parigi con una borsa di studio, i contatti subito intensi con gli ambienti intellettuali francesi più innovativi; gli anni sessanta e le effervescenze di Saint-Germain-des-Prés; la giovane bellezza accentuata dai tratti slavi; gli zigomi alti, lo sguardo penetrante, il sorriso largo, l’eleganza innata di ogni movenza. Tutti caratteri che, trascolorando, accompagneranno le sue esperienze di donna, di amante, di sposa, di madre. Il libro ci invita a seguirla nel cuore profondo delle parole che scandiscono la sua vicenda biografica e, insieme ad essa, quella di un intero continente alle prese con i suoi passaggi storici cruciali.
24,00

Sardegna d'oltremare. L'emigrazione coloniale tra esperienza e memoria

Sardegna d'oltremare. L'emigrazione coloniale tra esperienza e memoria

Valeria Deplano

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 192

Nel secolo scorso furono migliaia i sardi che lasciarono l'isola per raggiungere le terre africane che facevano parte dei possedimenti coloniali italiani. Contadini e operai, ma anche membri delle élites locali, medici, pittori, architetti, commercianti, in abiti civili o con indosso la divisa militare, arrivarono sulle sponde della Libia, dell'Eritrea e della Somalia, o si addentrarono negli altipiani dell'Etiopia. Perché partirono? Che cosa si aspettavano da loro i governi italiani, specialmente quello fascista? Ma soprattutto, che cosa si aspettavano loro stessi dall'Africa? Che cosa trovarono, che cosa impararono e che cosa portarono indietro, una volta tornati a casa? "Sardegna d'oltremare" prova a capire l'impatto di quell'esperienza sulla vita di chi partì e su quella delle comunità di provenienza attraverso le testimonianze orali e scritte, le lettere e le foto messe a disposizione dalle famiglie degli emigrati. Contemporaneamente, i saggi contenuti nel volume leggono quelle storie all'interno della vicenda più ampia del colonialismo italiano, della propaganda fascista e del progetto del regime di Mussolini di creare una società nuova, dentro e fuori i confini della nazione. Analizzare questi materiali culturali con una prospettiva di lungo periodo e considerare il loro ruolo nell'elaborazione della memoria collettiva significa comprendere gli italiani - e in particolare i sardi - di allora, e diventa anche un modo per comprendere gli italiani e i sardi dei giorni nostri. Analizzare questi materiali culturali con una prospettiva di lungo periodo e considerare il loro ruolo nell'elaborazione della memoria collettiva significa comprendere gli italiani - e in particolare i sardi - di allora, e diventa anche un modo per comprendere gli italiani e i sardi dei giorni nostri.
30,00

Democrazia insicura. Violenze, repressioni e stato di diritto nella storia della Repubblica (1945-1995)

Democrazia insicura. Violenze, repressioni e stato di diritto nella storia della Repubblica (1945-1995)

Marie-Anne Matard-Bonucci, Patrizia Dogliani

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 295

Com'è possibile combattere la violenza rispettando lo Stato di diritto? Come può uno Stato fronteggiare gruppi che avversano radicalmente la democrazia, approfittando delle libertà di espressione, di informazione, di circolazione di cui godono i cittadini? Come conciliare le esigenze di «sicurezza» della popolazione e della cosiddetta «opinione pubblica» con il rispetto della democrazia? Esiste un uso ragionato della forza rispettoso dei diritti fondamentali? Si tratta di interrogativi molto attuali, eppure sono stati spesso posti nell'Italia repubblicana, che nel corso della sua storia ha dovuto confrontarsi con forme cruente, e qualche volta concomitanti, di violenza di natura sociale, politica e criminale. Nuove leggi sono state emanate per accrescere i poteri delle forze dell'ordine, facilitare le inchieste e le procedure giudiziarie. Per far fronte ai diversi tipi di violenza, si è così accumulato un «patrimonio di saperi e di metodi», per poter passare da un contesto a un altro. Questo libro propone una riflessione a più voci su come la relazione tra violenza e repressione abbia determinato un particolare modo di fare politica e di concepire la democrazia in Italia. Attraverso l'analisi di vicende che hanno segnato profondamente la storia della Repubblica (dal sequestro Moro e gli anni di piombo alle stragi della mafia), emerge dai saggi che compongono il volume l'immagine di una «democrazia insicura» della propria capacità di proteggere lo Stato e le istituzioni di fronte alla violenza. Una democrazia «insicura» altresì nel difficile compito di garantire i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Ma la storia dell'Italia repubblicana può anche insegnare qualcosa sul modo di arginare tensioni sociali, eversione politica e crimine organizzato in un periodo in cui le principali democrazie del mondo si stanno confrontando con l'emergenza terrorismo.
30,00

Il mio primo D'Artagnan da Alexandre Dumas

Il mio primo D'Artagnan da Alexandre Dumas

Christel Espié

Libro: Libro rilegato

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 59

Alzi la mano chi non ha mai sentito ripetere questo motto, magari nel bel mezzo di un film d’avventura o di un cartone animato con protagonisti un gruppo di amici armati di spada e agghindati con un capello di piume in testa. Ma quanti sanno chi è stato il primo a pronunciare questo motto? Il modo più divertente per scoprirlo è leggere tutto d’un fiato la storia raccontata in questo libro. È la vicenda di tre spadaccini provetti al servizio del re di Francia, che per ritrovare i gioielli e l’onore della loro regina s’imbarcano in una missione piena di trappole, inganni, colpi di scena, tradimenti, che trascinano i lettori col cuore in gola tra città, castelli, campagne e osterie da Parigi all’Inghilterra di quattro secoli fa. Anche di loro tre avrete di certo sentito parlare: sono Athos, Porthos e Aramis. Più ancora di loro, però, avrete sentito nominare D’Artagnan, che come scoprirete in queste pagine è il vero eroe della brigata, pur essendo il più giovane e l’ultimo arrivato. Età di lettura: da 7 anni.
24,00

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