Editrice Socialmente
Cinema memoria lavoro
Vittorio Boarini
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2015
pagine: 128
Quando le lavoratrici si ripresero la cultura. Femminismo sindacale e corsi 150 ore delle donne a Reggio Emilia
Anna Frisone
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2014
pagine: 198
Gli sconvolgimenti del decennio Settanta, attraverso l'esperienza del femminismo sindacale e dei corsi 150 ore delle donne: all'incrocio tra i temi del lavoro, della scuola e della differenza di genere. Quando il movimento neofemminista si afferma sulla scena pubblica, le donne del sindacato cominciano ad intrecciare lotta operaia e problematiche di genere. Le lavoratrici scelgono di declinare in chiave separatista lo strumento per il diritto allo studio conquistato dal sindacato unitario nel 1973: organizzano corsi per sole donne rivendicando un tempo 'tutto per sé' grazie al quale 'riappropriarsi della cultura'. Questo volume, attraverso le fonti d'archivio sindacali e femministe delle province di Bologna e Reggio Emilia, ricostruisce in prima battuta la diffusione dei corsi misti 150 ore, per poi dare conto della nascita di un pensiero specificamente femminile all'interno del sindacato e raccontare i corsi 150 ore delle donne. La ricerca approfondisce il caso di Reggio Emilia, sia per l'accurata conservazione e disponibilità di fonti, sia per la sua particolare vivacità politico-culturale. Un contributo per non dimenticare l'esperienza del femminismo sindacale in Italia, importante soprattutto in un momento in cui il lavoro, e quello delle donne in particolare, sembra divenire evanescente e disperso, perdendo le tracce delle proprie origini e della forza delle proprie lotte.
La sfida delle parole. Lessico antiretorico per tempi di crisi
Chiara Sebastiani
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2014
pagine: 148
Dodici parole che ricorrono con frequenza nel discorso pubblico costituiscono altrettante voci di questo piccolo dizionario critico del lessico politico e mediatico di un tempo di crisi. Ogni definizione scava nell'origine della parola, ne traccia l'evoluzione, mette in evidenza l'uso contingente al quale è approdata. Ogni parola incorpora una descrizione dell'Italia odierna, talvolta del mondo contemporaneo. Tutte alludono ad un mondo il cui orizzonte di senso è quello di una globalizzazione intesa quale dominio definitivo del fatto economico sul fatto politico. Ecco allora la bizzarria di un "futuro" di cui i giovani disporrebbero meno dei vecchi; o l'ossessione del "rischio" in una società che ha largamente soddisfatto i bisogni primari e da tempo esternalizzato il ricorso alla guerra. Sono parole che talvolta incorporano una diagnosi - il "contratto" come elemento definitorio dello status sociale e delle relazioni umane - più spesso una terapia: il "multiculturalismo" legale come soluzione alle relazioni di dominio o alle barriere imposte alla naturale mobilità umana; il "welfare locale" come virtuoso rimedio allo smantellamento del welfare senza aggettivi; la "formazione" più o meno permanente come onere aggiuntivo ammantato da beneficio di una forza-lavoro solo formalmente libera; la "governance" come formula magica che toglie al politico responsabilità e poteri. Prefazione di Nadia Urbinati.
Il tempo del cambiamento. Movimenti sociali e culture politiche a Modena negli anni Sessanta
Alberto Molinari
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2014
pagine: 363
Nel corso degli anni Sessanta la società italiana fu attraversata da profonde trasformazioni che investirono l'economia e le culture, i soggetti politici e sociali, i costumi e l'immaginario collettivo. Anche Modena visse una fase di intenso cambiamento culminata con l'esplosione del movimento studentesco e l'autunno caldo". Questa ricerca, promossa dall'Istituto storico di Modena, ricostruisce l'esperienza modenese con l'intento di valorizzare un caso locale che per diversi aspetti fu significativo nel panorama nazionale e che può contribuire ad arricchire il quadro interpretativo di quella stagione, spesso schiacciato sulle valenze simboliche assunte dalle dinamiche delle grandi città. La ricostruzione si concentra in particolare su tre versanti - la questione giovanile e la protesta studentesca; il movimento operaio; l'area del cattolicesimo progressista - e si basa su una pluralità di fonti: documenti conservati nell'Archivio centrale dello Stato, negli archivi locali dell'Istituto storico e del Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, quotidiani e periodici modenesi, testimonianze orali.
Ripartiamo dal lavoro. Autonomia, riconoscimento e partecipazione
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2014
pagine: 183
La crisi e la cultura neoliberista pongono il lavoro, e la sua qualità, sotto una pressione formidabile, alla quale le diverse forze sociali e politiche non sembrano riuscire a contrapporre misure di governo adeguate. In un periodo ad alta e crescente disoccupazione, la qualità del lavoro sembra coincidere con la sola possibilità di essere occupato, mettendo in secondo piano tutte le dimensioni materiali ed immateriali che dal lavoro discendono, e rischiando di stralciare da qualsiasi agenda politica la centralità del lavoro come espressione valoriale del Sè. Qualsiasi gesto di riscatto politico e sociale deve necessariamente passare dal lavoro e dal rilancio della sua qualità, in quanto il lavoro non genera solo retribuzione, ma concorre anche allo sviluppo di una identità professionale, sociale e umana. Si può ancora "ripartire dal lavoro"? Esistono le condizioni perché il lavoro possa uscire da una funzione meramente strumentale e veda valorizzata la dimensione identitaria? È possibile ancora abbracciare un concetto di soddisfazione sul lavoro che sappia coniugare la sfera del lavoro e quella della cittadinanza? Tre sono le parole-chiave su cui i contributi di questo libro si sviluppano e da cui è possibile trarre delle risposte: autonomia, riconoscimento e partecipazione. Contrariamente agli schemi Interpretativi tradizionali, è anche agendo sulle dimensioni immateriali della qualità di lavoro che si produce un diffuso miglioramento delle condizioni di lavoro. Prefazione di Carlo Galli.
Bilancio sociale 2010-2013. 4 anni di impegno nella crisi per difendere il lavoro e costruire il futuro
Libro: Libro in brossura
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2014
pagine: 96
Senza giusta causa. Le donne licenziate per rappresaglia politico-sindacale a Bologna negli anni '50
Eloisa Betti, Elisa Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2014
pagine: 250
Tra la fine degli anni '40 e la metà degli anni '50 Bologna fu al centro di un fenomeno di portata nazionale, i "licenziamenti per rappresaglia politico-sindacale", che colpirono militanti del partito comunista, socialista o attivisti della CGIL. In quel periodo, la città emiliana fu la capitale per eccellenza della guerra fredda e venne segnata da un forte conflitto sociale e forme di repressione violente da parte del potere centrale e delle forze di polizia. Il ruolo delle donne nelle lotte contro i licenziamenti e la loro massiccia presenza tra i licenziati sono stati finora minimizzati se non addirittura ignorati dalle ricostruzioni storiche, dando vita ad una memoria collettiva declinata esclusivamente al maschile. Nella prima parte del volume, la ricerca storica di Eloisa Betti riporta alla luce la storia dimenticata delle donne licenziate per rappresaglia politico-sindacale, svelando attraverso una pluralità di fonti non solo il ruolo femminile in quegli eventi ma anche la doppia discriminazione politica e di genere di cui quelle donne furono vittime. È dalla ricostruzione delle lotte e dei vari tentativi, dagli esiti più o meno felici, di ricostruirsi un percorso lavorativo dopo i licenziamenti, che emerge il coraggio con cui esse combatterono le discriminazioni nel tentativo di affermare i loro diritti di lavoratrici.
Il lavoro raccontato. Acciaierie e Maserati: due fabbriche modenesi dal dopoguerra ad oggi
Anna Maria Pedretti
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2013
pagine: 292
Questo libro, frutto dell'impegno collettivo di tanti soggetti che a vario titolo hanno investito le loro migliori risorse, è costituito in larga misura dalle narrazioni delle memorie dei lavoratori di due fabbriche modenesi, una dismessa e l'altra ancora attiva, molto significative per la vita della città e il suo sviluppo dal dopoguerra a oggi. Attraverso le voci dei testimoni e il ricordo dei tanti che hanno perduto la vita sul lavoro, si ricostruisce il tessuto sociale, economico, politico e sindacale in un periodo storico in cui il sentimento predominante era quello legato al valore e al significato del lavoro, unito alla necessità di organizzarsi per lottare per i diritti e ottenere migliori condizioni di vita. La ricerca è stata promossa unitariamente dai sindacati confederali dei pensionati e dei metalmeccanici di Modena e sostenuta dalla Fondazione Argentina Bonetti Altobelli di Bologna, dallo Spi-Cgil lega Crocetta e dalla circoscrizione 2 di Modena, uniti dalla consapevolezza che la volontà di intenti nella costruzione di un progetto comune permette di trovare quegli elementi che uniscono anziché quelli che dividono. È dedicata ai giovani di oggi perché possano assaporare il clima e il terreno di coltura in cui affondano le loro radici e a tutti coloro che, provenendo da altri territori, vogliono conoscere un po' più da vicino la realtà modenese e il suo genius loci, determinato dalle capacità ideative e costruttive.
I luoghi dell'industria fra trasformazione urbana e abbandono. Ediz. italiana e inglese
Ivano Adversi
Libro: Libro in brossura
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2013
pagine: 144
In apertura del volume l'assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti richiama l'importanza storica dei siti industriali come significativa testimonianza dello scorrere del tempo e delle trasformazioni del contesto urbano. Spesso nei momenti di crisi si sente maggiormente il bisogno di riannodare i fili della memoria personale e collettiva, come ricorda Danilo Gruppi, segretario generale della Camera del Lavoro di Bologna, nella convinzione che solo in quei fili ricongiunti stia la possibilità di tornare a guardare al futuro con la giusta dose di ottimismo. In un contesto radicalmente mutato bisogna ripartire dalla centralità del lavoro, immaginando per Bologna un nuovo futuro manifatturiero e accantonando - come sottolinea Duccio Campagnoli, presidente della Fiera - l'immagine semplicistica e non veritiera di una apocalittica deindustrializzazione. Oggi, come un tempo, il motore produttivo del territorio risiede principalmente nella sua cultura tecnica. Sull'importanza della tecnologia, della specializzazione e delle produzioni ad alto valore aggiunto insiste il presidente di Unindustria Alberto Vacchi. Si tratta di elementi che presuppongono il protagonismo dell'uomo-artigiano, da sempre elemento sostanziale dell'impresa bolognese ed emiliana. Tuttavia, basta attraversare oggi la città per rendersi conto che è definitivamente finita l'epoca della "centralità operaia" e della "città-fabbrica"...
Oltre le appartenenze. Immigrazione straniera e CGIL
Alberto Tassinari
Libro: Libro in brossura
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2013
pagine: 144
Il volume presenta tre ricerche che sono state realizzate da Ires Toscana tra il 2010 ed il 2012. Le prime due hanno analizzato le risposte date, ad un questionario suddiviso per aree tematiche, dai delegati al Congresso della Camera del Lavoro di Firenze dell'aprile 2010 e dagli iscritti alla Camera del Lavoro di Prato nell'aprile 2011. Entrambe avevano lo scopo di mettere a fuoco come è percepita, valutata, "sentita" l'immigrazione straniera nel lavoro e, più in generale, nella società e quali opinioni avessero gli intervistati soprattutto in merito ai temi del razzismo, della xenofobia, delle discriminazioni, della clandestinità. La terza ricerca del maggio 2012 ha esaminato, invece, sempre con questionario, le modalità di interazione tra dipendenti italiani e stranieri in alcuni settori lavorativi e la qualità del rapporto con la direzione aziendale. Poiché il tempo è quello della crisi economica il volume contiene anche una riflessione, con particolare riferimento al tema del lavoro, sulle caratteristiche e la struttura della occupazione straniera comparata con quella nazionale, ed una valutazione sul ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro alla luce dei cambiamenti economici e legislativi intervenuti.
Le Camere del Lavoro in Emilia Romagna: ieri e domani
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2013
pagine: 218
Dedicare attenzione alle Camere del Lavoro significa rivalutare la struttura orizzontale e territoriale del sindacato. Negli anni in cui nascevano in Italia i primi istituti camerali, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il movimento di emancipazione dei lavoratori fu in grado di esprimere un proprio associazionismo autogestito. Le Camere del Lavoro, cioè, erano parte di un impegno collettivo al "far da sé solidale", per far fronte a una società in rapida mutazione, ed erano il principale punto di riferimento sul territorio per le diverse culture critiche che animavano il movimento operaio. In Emilia e in Romagna, terre caratterizzate da un diffuso associazionismo popolare, conobbero da subito un forte insediamento in stretto rapporto con gli enti locali. Profonde trasformazioni sono avvenute lungo il Novecento nel rapporto tra politica e società. La politica ha mostrato spesso il volto del comando e dello statalismo. I partiti si sono verticalizzati, prendendo le sembianze di macchine burocratiche. Anche i sindacati non sono stati immuni da queste trasformazioni. Tuttavia, le Camere del Lavoro rimangono legate a una idea di politica improntata all'autonomia, e si è convinti che di fronte all'odierna crisi fiscale dello Stato e di fronte alle perduranti difficoltà dei partiti politici, le Camere del Lavoro possano rivendicare una nuova centralità nella vita dei territori, soprattutto se riusciranno ad avvicinare e a interpretare le esigenze del precariato...
Il voto, la terra, i detriti. Fratture sociali ed elettorali. Dall'alba del 2 giugno 1946 al tramondo del 25 febbraio 2013
Fausto Anderlini
Libro: Copertina morbida
editore: Editrice Socialmente
anno edizione: 2013
pagine: 376
Perché i climi politici variano da luogo a luogo? Che cosa ne è delle 'regioni politiche' di una volta? Questo volume è una raccolta di osservazioni redatte come rapporti nel corso di due viaggi. Il primo a ritroso nel tempo, alla ricerca delle fratture che hanno strutturato la politica repubblicana. Qui risalta l'intensità della relazione fra i partiti e la terra, o meglio il modo in cui la terra, cioè la società agraria, s'innerva nei partiti. Per poi filtrare nelle città. Il viaggio di ritorno riconduce da quell'origine all'oggi. Dove si vedono i cambiamenti, ma anche clamorose persistenze. Talvolta con esiti bizzarri. Smentendo ogni previsione lineare i defunti partiti di massa sono stati sostituiti da un coacervo di figurazioni. L'agognato mondo senza partiti è popolato da una folla instabile di pseudo-partiti. Una 'Repubblica dei detriti', depositata dai colpi di maglio del populismo, è succeduta alla 'Repubblica dei partiti', l'accatastamento concitato di forme politiche e delle loro parodie all'organizzazione geometrica dell'originaria occupazione del suolo, quando i partiti erano la 'nomenclatura della terra', e conseguentemente delle 'classi sociali'. La democrazia è diventata una cava, meglio: un incolto, percorso da una moltitudine di spigolatori che hanno la pretesa di denominarsi 'nuovi'. Perso il sostegno della terra la politica è entrata nel delirio, sino a che, il 24 Febbraio 2013, ignoti piromani hanno appiccato fuoco alle stoppie.

