La Bancarella (Piombino)
L'Andrea Doria l'affondamento del Laconia
Adriano Betti Carboncini
Libro: Libro in brossura
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 68
L'Andrea Doria rappresentava uno dei più prestigiosi transatlantici della Marina Mercantile Italiana, la quale cercava di riassumere il proprio prestigio dopo il secondo conflitto mondiale. Il 25 Luglio 1955, all'altezza delle coste del Nantucket, diretta a New York, l'Andrea Doria venne in collisione con il transatlantico Stockholm, armato dalla compagnia di navigazione Swedish-American Line. Quarantasei passeggeri decedettero al momento della collisione, insieme a sei marinai dello Stockholm. Dopo undici ore l'Andrea Doria affondò. Poi, dopo il sinistro, il processo si concluse con una conciliazione extragiudiziale. Tanto le parti italiane, quanto quelle svedesi si accusarono reciprocamente. La Swedish-American Line subì in tutto danni per circa due milioni di dollari, metà per le riparazioni e metà per l'impossibilità di impiegare ancora a lungo lo Stockholm. La Società Italia Navigazione ebbe danni per oltre trenta milioni di dollari. Il presente libro si articola in cinque capitoli: la Società Navigazione Italia e il transatlantico Andrea Doria; la collisione; il processo; navi che intervennero in soccorso dei naufraghi dell'Andrea Doria; immersioni sul relitto dell'Andrea Doria. Il Laconia era transatlantico varato bel 1922 ed appartenente alla compagnia di navigazione Cunard White Star Line della stazza lorda di 19.625grt. Era comandato dal capitano Rudolf Sharp. Durante il secondo conflitto mondiale venne trasformata dagli inglesi in una nave mercantile armata per il trasporto di truppe. La notte del 12 settembre del 1942, il Laconia fu intercettato e silurato dal tesesco U-Boot 156 al largo delle coste africane, in pieno Oceano Atlantico. Il presente libro si compone di tre capitoli, nei quali ci intratteniamo sui seguenti argomenti: il naufragio; il recupero dei naufraghi; caratteristiche tecniche principali dei mezzi navali che a diverso titolo furono coinvolti nell'affondamento del Laconia.
Alla ricerca del mio passato perduto
Pino «Ugo» Niccolini
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 160
"La mia vita è quasi un romanzo in cui ci sono tre attori principali. Io (minore abbandonato). Madre (donna che partorisce e abbandona il figlio). Genitori adottivi (coppia alla ricerca di un bambino da amare). La trama può essere questa. Una donna partorisce in una struttura pubblica e autonomamente decide di non crescere il figlio e due genitori adottivi che, anche loro autonomamente, decidono di cercare un bambino da crescere e amare. In questo caso i due attori sono coscienti, responsabili e consapevoli di tutte le eventuali conseguenze del caso riguardo il passo che stanno per compiere. Il terzo attore, cioè il minore, subisce passivamente la volontà della madre che lo abbandona (non può essere che non voleva essere abbandonato?). Poi arrivano i genitori adottivi che cercano un bambino e scelgono proprio lui (non può essere che lui non voleva essere scelto?). Il minore, crescendo, vive una realtà distorta da mille domande e mille perché a cui nessuno vuole e può dare delle risposte concrete. Arrivato alla piena maturità egli si accorge che non ha nemmeno il diritto di poter comporre definitivamente quel famoso puzzle che forse potrà far svanire tutti quei fantasmi che lo hanno accompagnato per tutta la vita." (L'autore)
Jennifer
Gino Pozzi
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 68
"Ho scritto ciò che leggerete in seguito nell'inverno del 1980, avevo diciassette anni. Dal manoscritto originale la stesura ha subìto poche modifiche, e ora, questa strana storia vede la luce dopo circa quarant'anni, quaranta lunghi anni che l'aveva vista chiusa ma non dimenticata, gelosamente custodita in un cassetto speciale, come fosse una sorta di capsula del tempo" (L'autore). "«Ehi tesoro, cos'hai? Sei un po' pallida e sudata...» «Infatti, non mi sento molto bene, ho un forte mal di testa...» Ma di colpo... nella maniera più assurda... un urlo terrificante squarciò l'aria della stanza... Robert istintivamente impugnò la sua inseparabile pistola, e balzando in piedi si girò di scatto precipitandosi in un baleno alla finestra, l'aprì e guardò fuori: niente di niente. La donna vicina, Diana, stendeva i panni nel giardino accanto borbottando tra sé e sé, e il figlio Cristian era tutto preso nel riempire il rimorchio del suo camioncino con la ghiaia della strada. Tutto questo si svolse nel giro di pochi secondi..."
La mia essenza. Poesie, aforismi e acquerelli di Amedeo Camerini in arte Cassandra
Amedeo Camerini
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 72
La poesia di «Amedeo è semplice nella sua complessità e trasmette con grande efficacia sentimenti universali come "amore-odio", "speranza disperazione" e "coinvolgimento-distacco". Non chiede "permesso" né "per favore", col suo scrivere. A volte è forse impetuoso e crudo, altre volte tenero e saggio. Ma la vita e il sentire ci chiedono forse il permesso? L'amore quando ci ferisce riesce e chiedere scusa? E da una perdita si può guarire? Forse sì, forse no. Le parole di un poeta non danno soluzioni, ma possono portare la consolazione di nuove domande che vogliono dire che alla fine siamo ancora vivi e che con la vita è possibile il cambiamento. Il poeta non racconta la vita. Il poeta ne è attraversato e poi, con fatica e riconoscenza, rimette insieme i suoi frammenti ed anche, con speranza, quelli di ciascuno di noi. Una poesia può far riflettere, farci sorridere o, anche solo per un attimo, buona compagnia. In un mondo di solitudine e alienazione questo credo sia il valore più alto che il poeta può difendere. Osa vivere al di sopra della corruzione, della mediocrità e della volgarità che uccide i sogni, Amedeo, e sono convinta che realizzerai appieno il tuo talento. (Marina la Loggia)
Il viaggio
Gino Pozzi
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 44
...Un viaggio metafisico, dopo la fuga da un pianeta morente, ove l'intreccio dei ricordi produce realtà e la realtà genera sogni. Tutto si svolge all'interno di una incredibile astronave, che come un camaleonte simbiontico rigenera Onig, il protagonista. È un gioco di specchi introspettivi, un guardare il sé come oggetto distaccato, avulso, per poi ricondurlo verso la vera umanità. Le innumerevoli clonazioni avvengono nella Sala Lazzarus, qui il miracolo della nuova vita si compie, la farfalla esce dalla crisalide. È la rigenerazione sublimata dall'impegno sino alla vittoria sulla logica. Le stelle dello spazio infinito sembrano brillare di fredda luce, ma... non è così. Come la fondazione di Roma si erse dal solco del sacro aratro e dai vaticini degli Aruspici, il viaggio di Onig prosegue, tra le spire insondabili del tempo... (Antonio Pozzi)
Il gatto robot
Aldo Zelli
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 48
Vespertino, il gatto protagonista di questo racconto, è un vero gatto in tutti i sensi tranne che è composto di transitori e latta e manda dei strani bip, bip che spaventano i topi, le blatte e gli scarafaggi, con grande piacere della sua padrona la baronessa Eufemia che è anche allergica ai gatti! Il gatto procura l'invidia della sue amiche che tentano pure di rapirlo... Ma il bello succede poi quando incontra la bellissima Chicca, una gattina snob e con la puzza al naso... Questo racconto, scritto nel 1981, anticipa i tempi della comparsa nella nostra vita quotidiana dei robot e dell'intelligenza artificiale. Età di lettura: da 7 anni.
Fotografi e fotografia a Piombino nelle memorie di un fotografo
Pierluigi Galassi
Libro
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
Poesie per Elizabeth. «Dalla mente al cuore, gorgheggi d'amore»
Gino Pozzi
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2020
pagine: 114
"Credo che veramente Gino Pozzi raggiunga vertici di vera, pura poesia quando crea Poesie d'amore. Gino Pozzi è un uomo fortunato per due ragioni: perché ama, sa amare ed è riamato, e perché è capace di esternare questo sentimento profondo, serio, viscerale della sua anima, in maniera lirica, tonale e cromatica. Le sue poesie d'amore sono dei piccoli capolavori di colore e musicalità, e tutto questo istintivamente, tutto senza calcoli o preorganizzazione. [...] la loro lettura integrale è sicuramente un'occasione di arricchimento spirituale e culturale. Raramente un poeta con i suoi ermetismi, con i suoi colori apparentemente stridenti, con le sue tonalità cangianti come un arcobaleno, sa trasfondere al lettore, quasi in un fenomeno osmotico, i suoi convincimenti, le sue emozioni, i propri concetti. Ed il miracolo avviene senza che il lettore abbia punti di riferimento lessicale, o addirittura grammaticale! In altre parole, un po' come in Lorca, le parole sono concetti ricoperte da suoni, in un linguaggio che proviene direttamente dal cuore e non dal cervello né dalla bocca." (Giancarlo Alù)
Piombino napoleonica (1805-1814) il principato dei baciocchi
Nedo Tavera, Brunello Creatini
Libro: Copertina morbida
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2019
pagine: 168
Il 18 marzo 1805, Napoleone Bonaparte donava l'antico Stato di Piombino, in piena sovranità, alla sorella Elisa attribuendo al di lei marito, Felice Baciocchi, il titolo di Principe dell'Impero. Il Principato piombinese mantenne, come succedeva da secoli, la propria completa autonomia sotto il profilo giuridico, benché, adesso, fosse palesemente inquadrato in un rapporto di vassallaggio con la Francia. Alcune branche dell'amministrazione centrale di esso, come le cancellerie e le segreterie dei regnanti, certi affari militari e di polizia, finirono ovviamente per essere cumulate con quelle inerenti al Principato di Lucca, prima, e al Granducato di Toscana, poi. Il Principato napoleonico piombinese si reggeva su un ordinamento tipico dell'assolutismo monarchico. Poiché il regime dei Baciocchi fu strettamente personale, Felice I deteneva in sé il potere legislativo e, pertanto, emanava leggi e decreti di "motuproprio", demandandone l'attuazione a ministri e funzionari, per lo più francesi e provenienti dall'esercito. Sulla scorta dell'esperimento francese, i Baciocchi riformarono interamente l'ordinamento giuridico dello Stato piombinese, sicché, anche in tale regione, come altrove, in Italia, «la legislazione napoleonica incise in tutti i settori della società e della vita civile. Limitandoci qui agli aspetti più duraturi di quest'opera di rifondazione, ricordiamo in primo luogo [...] l'introduzione dei codici francesi (codice civile detto codice Napoleone, codice penale, codici di procedura civile e criminale, codice di commercio, codice del notariato) che mantenuti in vigore nelle loro parti essenziali dai governi della Restaurazione serviranno di base alle codificazioni dell'Italia unita»
La dinamite nella valigia. Viaggio nell'Italia di Luciano Bianciardi
Tiziano Arrigoni
Libro
editore: La Bancarella (Piombino)
anno edizione: 2019
pagine: 182
"Perché Luciano Bianciardi, sul quale sono state scritte pagine su pagine, sull'intellettuale disintegrato, sul contestatore letterario e così via? Questa non vuole essere una biografia organica, anche se spunti biografici non potranno mancare, ma un ritratto dell'Italia di ieri e di oggi, dell'Italia del 'cambiamento', delle illusioni e delle disillusioni, attraverso i luoghi di Bianciardi, quelli che lui ha vissuto e descritto con quella ironia lucida che lo caratterizzava. Un percorso italiano in cui trovano spazio avvenimenti del passato e del presente, descrizioni di luoghi e di personaggi, testimonianze di ieri e di oggi, riflessioni sul vissuto, insomma Bianciardi come filo narratore che si affaccia ogni tanto per narrarci i suoi luoghi e farci capire come l'Italia di oggi sia in qualche modo figlia di quella di ieri, anche se talvolta la supera e la contraddice. Fra i luoghi che percorreremo c'è moltissima Toscana, quell'Italia mediana che tanto piaceva a Bianciardi, ma che non era mai stata maggioritaria in Italia, e molta Milano, con qualche deviazione in Puglia e in Liguria e una trasferta a New York, funzionale alla descrizione dell'Italia in trasformazione. Non quindi un'Italia completa, ma un'Italia che parla all'Italia completa. In fondo in questo primo ventennio del XXI secolo, siamo «quello che rimane» del XX secolo, ma una rimanenza pesante, un'eredità con cui confrontarsi. La narrazione è talvolta interrotta da interventi esterni di personalità diverse, per formazione e interessi, che, su invito dell'autore, si sono confrontate con un luogo 'bianciardiano', con osservazioni originali. Gli interventi non sono tutti omogenei per stile e per lunghezza, anzi ho preferito non omologarli, per lasciare ad ognuno il proprio stile di raccontare. Ogni capitolo è corredato da collegamenti multimediali extratestuali che accompagnano il lettore, con suggestioni musicali e video, in un'Italia che cambia. Come ha scritto Maurizio Maggiani: «ho bisogno di Bianciardi perché porto nel cuore il tremendo peso di una cassetta di candelotti di dinamite e lui sa che peso è. Il peso di una giusta vendetta che non sarà mai. Il mandato dell'anarchia è mettere sotto il culo del re quella cassetta, ma l'anarchia è una lampada ad acetilene e il re è furbo, il re, il re delle miniere, il re del profitto, il re della guerra, il re della servitù, il re di tutto, è nascosto ben oltre il suo cono di luce». Ed è proprio con questa metaforica valigia piena di altrettanto metaforici candelotti di dinamite che cominciamo a viaggiare per l'Italia, l'Italia di Luciano Bianciardi che è anche quella di oggi." (L'autore)

