Milieu
Uccidere la colpa. Etica Pianetica Una
Pino Tripodi
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 240
"Uccidere la colpa" si ispira, nella prima parte, a due figure storiche contemporanee d'eccezione. A poche persone accade di stare all'altezza della vita che è capitato loro di vivere. Colombo e Cusani sono tra queste. Protagonisti in avversi campi della storia, non sono rimasti prigionieri della ragnatela che in parte essi stessi hanno contribuito a costruire. Ne sono usciti con decoro e dignità tanto da assurgere, assieme, dalla stessa parte, a modelli etici. Con i loro gesti, Colombo e Cusani hanno trasceso la particolarità, tanto ingombrante tanto dolorosa. Abdicando al ruolo che il caso della vita aveva loro affidato sono divenuti di necessità esempi di valore generale. Il valore universale dei loro gesti è messo a tema in "Uccidere la colpa" dove Colombo e Cusani assurgono a personaggi privi di responsabilità autoriali, specchi in cui ciascun esistente è in grado di vedersi, di trovarsi e di interrogarsi. Nella seconda parte del testo, l'etica, diversamente da come accade nella tradizione filosofica e politica, viene affrontata non solo e non tanto come possibile rimedio al male, ma come sua naturale espressione. Alla etica della responsabilità si affianca, si aggiunge, non senza stridere, la responsabilità dell'etica, ovvero quell'amnio in cui si pensa e si respira; non una pura astrazione generale, ma la materia informale vivente nella quale ciascuno è immerso, in cui il sociale agisce e viene agito. Questo amnio, con questa materia pur sempre informe e informale, costituisce il punto di trascendimento dell'etica politica ma anche il punto di condensazione e di fondazione dell'etica pianetica che in questo testo emette i primi scomposti vagiti.
Delitto al Pirellone. Un giallo milanese
Tiziana Maiolo
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 288
Milano, 28 marzo 1996. Un delitto atroce sconvolge la città. Un personaggio reduce da una clamorosa vittoria elettorale verrà trucidato con un’arma da taglio dalla strana forma a mezzaluna. È un Tumi peruviano, che contiene un misterioso messaggio. E mentre si indaga sui legami tra il mondo della sovversione italiana e quello dei narcos sudamericani, emerge il ricordo di una cena del dopo-Scala del 7 dicembre 1995 in cui sarebbe maturato il delitto. Le indagini hanno due protagoniste, una cronista di quelle toste e una magistrata scrupolosa, entrambe si troveranno a operare in ambienti maschili abituati a trascurare il loro operato. A condurre l’inchiesta anche questa volta non ci sono i soliti poliziotti più o meno insofferenti al sistema, ma delle donne, combattive, testarde e controcorrente, proprio come l’autrice. Tra realtà e immaginazione, Tiziana Maiolo torna con un legal thriller che rievoca le ambientazioni milanesi degli anni novanta, periodo di grandi sconvolgimenti politici da Tangentopoli all’ascesa di Berlusconi. Una stagione di passaggio, quando la città di Milano e i suoi palazzi del potere erano al centro della vita nazionale.
Spazi contesi. Cinema e banlieue. L'Odio, I Miserabili, Athena
Paolo Lago, Gioacchino Toni
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 270
Film come "L'Odio" (1995) di Mathieu Kassovitz, "I Miserabili" (2019) di Ladj Ly e "Athena" (2022) di Romain Gavras propongono una riflessione sui rapporti centro-periferia e sulle diverse strutture di potere presenti nelle banlieue. Dalle periferie francesi di inizio anni Novanta che mostrano il difficile rapporto tra centro e periferia, allo stato di conflittualità permanente che contraddistingue le banlieue del nuovo millennio, fino alla disperata e risoluta ribellione dei giovani che le abitano portata avanti nella consapevolezza che potrebbe non condurre a un happy end, preferendo un finale spaventoso a uno spavento senza fine. La banlieue messa in scena da questi film si palesa come esito raggiunto dalla destrutturazione sociale voluta dal neoliberismo che ha dato luogo a forme di governance claniche e ad uno stato di guerra civile permanente. L'analisi degli spazi, come ambiti del contendere, rappresenta la chiave di lettura principale – derivata dagli studi prodotti da Gilles Deleuze, Félix Guattari, Michel Foucault ed Hernri Lefebvre – proposta da questo volume. Con due saggi di Sandro Moiso ed Emilio Quadrelli.
Quel Rapido 904
Giuseppe Misso
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 300
23 dicembre 1984, una bomba esplode sul Rapido 904 diretto da Napoli a Milano. I morti sono 15, 267 i feriti, un'altra vittima morirà più in là per le ferite riportate. È la "strage di Natale", una di quelle orrende mattanze che hanno insanguinato il nostro paese. Del tutto simile, nella dinamica e nel luogo, alla strage dell'Italicus di dieci anni prima, quasi fosse un macabro messaggio lanciato alla nazione. L'attentato del Rapido 904 è uno dei grandi misteri del Novecento, che ha coinvolto figure dell'estremismo di destra, commercianti, mafiosi, camorristi, settori dei servizi segreti, "pentiti" costruiti su più tavoli, con un "teorema giudiziario", sfociato in un processo, che si è rivelato privo di fondamento. A quarant'anni di distanza, uno dei protagonisti, suo malgrado, racconta per la prima volta quegli avvenimenti, con un linguaggio arroventato, e scegliendo di urlare per farsi sentire, mescolando il proprio vissuto personale, con uno studio meticoloso delle carte processuali, consultando libri, archivi storici, giornali, esperienze dirette. Fuorilegge e prigioniero in una Napoli caratterizzata dal degrado, dall'abbandono, da una cieca violenza, Giuseppe Misso, divenuto scrittore durante gli anni della detenzione, non è un semplice testimone degli eventi narrati, ma ha dovuto difendersi dall'accusa di essere uno degli autori della strage. Chi sono i mandanti della strage? Chi sono i colpevoli? Perché sono stati coinvolti commercianti, ed esponenti della criminalità napoletana? Partendo da queste domande e rivelando un talento per la scrittura di genere legal thriller, Misso scrive un romanzo-inchiesta destinato a far discutere e a gettare una nuova luce su uno dei grandi misteri della Storia d'Italia.
Evasioni. Spillane, Adorno, Cocco Bill e altre torte con la lima
Diego Gabutti
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 240
Tra letteratura noir, cinema e fumetti, un viaggio nel tempo e nell’immaginario gabuttiano. Partendo dai propri ricordi personali e dalle sue scoperte di lettore onnivoro, Gabutti passeggia su e giù per infiniti mondi letterari, radunando un poderoso catalogo di storie “altre”, dovute alla penna di scrittori di crime, filosofi, registi, fumettisti, autori di fantascienza d’ogni epoca e formato. Esperienze estetiche fondamentali e vite imprescindibili: da Borges a Tomas Milian, dalla dialettica di Adorno alle strisce di Jacovitti, dal Dottor Sax di Kerouac ai detective di Spillane e Malet, dalla sala montaggio di Sergio Leone alla redazione del “Giorno”, si viaggia nel tempo. Attraverso un lessico familiare gustoso e spumeggiante, ricco di scoperte imprevedibili, Gabutti narra storie di vita, di cospirazioni, di redazioni culturali e di illusioni, per un affresco divertente e colto del mondo della letteratura di genere del Novecento. Postfazione di Roberto Barbolini.
12 maggio. Cinquant'anni dopo
Guy Chiappaventi
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 176
Viaggio di formazione di un bambino cresciuto nella Roma anni Settanta e istantanea di una vittoria di bastardi senza gloria. Il secondo tempo di "Pistole e palloni". La vittoria furibonda e picaresca di una squadra di irregolari, la Lazio del ‘74, tra il divorzio, il terrorismo e la violenza criminale. La domenica a miccia corta che rovesciò il Potere. 12 maggio 1974: una banda di peones, giocatori senza pedigree e senza regole che portano la pistola nello spogliatoio e sono divisi in due clan fratricidi, sta per assaltare il cielo del calcio nella stessa domenica del referendum voluto da Marco Pannella e nella stagione che fa da preludio agli anni di piombo. Il leader è un emigrante di ritorno, un misto tra Achille e Porthos. Il capitano, un inglese napoletano di famiglia borghese con un’intelligenza aguzza. La guida è un ex partigiano con il carisma gentile che deve regolare un gruppo di pazzi. Le ultime ore prima di scendere in campo. La notte, tra sigarette, le Confessioni di Sant’Agostino e i giri a carte per schiacciare la tensione. La paura di non farcela. Quindi la partita. Lo stadio che ribolle e poi muto sul rigore decisivo. L’angoscia in dieci contro undici. Fino al fischio finale. Una vittoria tanto inattesa quanto irripetibile, uno scudetto così non c’è mai più stato.
Sei giorni troppo lunghi
Umberto Lucarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2024
pagine: 112
Milano, febbraio 1979. Nel clima incandescente di fine anni Settanta, all’indomani dell’omicidio di un gioielliere vengono incriminati i giovani militanti di un Collettivo politico autonomo della Barona. Dopo i pestaggi, gli insulti e le devastazioni delle abitazioni seguiti dagli interrogatori in questura e dal trasferimento in carcere, alcuni di loro subiscono vere e proprie torture, anche con l’uso del waterboarding (simulazione dell’annegamento) e bruciature dei genitali. Un episodio rimasto oscuro, come tanti all’interno della guerra sporca di alcuni apparati dello Stato contro i gruppi della sinistra rivoluzionaria. Scritto nella forma di un romanzo corale, alternando le voci in prima persona dei protagonisti, Sei giorni troppo lunghi narra una piccola storia di ingiustizia, evocando verità scomode mai raccontate e occultate in nome della ragion di Stato. I fatti risalgono a quarantacinque anni fa, ma da allora nulla è cambiato. Si continua tranquillamente a torturare e a uccidere, sia nelle carceri sia nelle questure, come confermano le cronache recenti, da Cucchi ad Aldrovandi. Un romanzo serrato, una cronaca allucinata di sei giorni vissuti pericolosamente mossa dall’urgenza di ricordare un’epoca tuttora viva dentro chi, nonostante tutto, i suoi sogni non li ha venduti. Non li ha venduti. Mai.
La banda dovunque. La storia di Ugo Ciappina e dei primi gangster di Milano
Nicola Erba
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2023
pagine: 188
Italia 1949. Bande di rapinatori imperversano per buona parte della penisola. Una sola si distingue dalle altre. È la prima banda di gangster in grado di attuare rapine fulminee spostandosi da Milano in varie località d’Italia. Il loro stile ricorda il milieu francese. È la Banda Dovunque. Unica nel suo genere, la Banda è composta da diversi rapinatori professionisti fra cui il veterano Joe Zanotti e l’ex emigrante in Francia Giuseppe Seno, l’ambiguo ex fascista Alfredo Torta, l’ex studente di filosofia e partigiano, Ettore Bogni e un Ugo Ciappina ventenne agli esordi nella sua carriera di Rapinatore del Secolo, senza dimenticare le numerose donne con ruoli organizzativi. La banda è detta Dovunque per i suoi colpi effettuati in più parti del nord Italia: Milano, Imola e Bologna fra il 1948 e il 1949; è una delle prime a muoversi rapidamente con automobili veloci, come la Lancia Aprilia. Una Lancia viene rubata a Napoli da uno dei componenti della banda, Mario il napoletano, all’attore Eduardo De Filippo. I componenti furono tutti catturati alla fine del 1949. Si scopre che Ugo Ciappina ed Ettore Bogni avevano consegnato parte del bottino a un fantomatico rivoluzionario comunista armeno, Calust Megherian, che aveva promesso di donarli al Pci. La vicenda sfiora anche un giovane militante proveniente da una facoltosa famiglia di industriali, Giangiacomo Feltrinelli, e il futuro faccendiere più famoso d’Italia, Licio Gelli. Per la prima volta viene ricostruita la vicenda di un gruppo di uomini e donne pionieri del gangsterismo italiano.
Lo yankee. La mia vita da ex-marine dell'IRA
John Crawley
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2023
pagine: 288
La drammaticità dei Troubles irlandesi è al culmine quando John Crawley si offre come volontario per entrare nell’IRA. Bloody Friday, Bloody Sunday, il bombardamento delle Houses of Parliament si sono appena verificati o stanno per accadere... L’IRA si divide tra la vecchia linea e la nuova Provisional, giovani che non esitano a ricorrere alla violenza. È un passaggio epocale, Crawley lo vive da protagonista e lo racconta senza censure, descrivendo nel dettaglio le estenuanti sfide del suo addestramento nel corpo dei Marines e la sua vita da militante dell’esercito repubblicano. È una storia ricca di colpi di scena, che lo vedrà scambiarsi armi con i criminali di Boston, correre, di notte, da un rifugio all’altro nella campagna irlandese, essere imprigionato e far parte di un tentativo di fuga di massa. I racconti di Crawley spaziano dalla vita clandestina ai ritratti dietro le quinte delle figure storiche incontrate negli anni, del leader dell’IRA Martin McGuinness al gangster-psicopatico Whitey Bulger. Ritratti vividi di colleghi e nemici, una narrazione che mescola i toni avventurosi con la riflessione, che non risparmia commenti sulla leadership dell’IRA e le sue tattiche, sia militari che politiche. La voce ferma di un uomo in missione, un racconto dettagliato e appassionato su dove quella missione lo ha portato e sul perché, ancora oggi, rimane pronto a servire la causa irlandese.
Fotogramma 40. Milano 1983-2023. Tutti i colori della cronaca
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2023
pagine: 420
L’agenzia Fotogramma è nata nel 1983 a Milano e da subito si è specializzata in servizi di fotogiornalismo per i principali quotidiani nazionali, dalla cronaca alla politica, una vocazione che ha mantenuto salda nel corso del tempo. Per festeggiare i suoi primi quarant’anni l’agenzia ha deciso di raccontarsi attraverso un libro curato da Luca Mata e Alan Maglio, fotografi e artisti, già autori di Ultima edizione. Storie di nera dagli archivi de La Notte, un viaggio per immagini attraverso trent’anni di cronaca nera che mescola storia e antropologia. A metà tra libro d’artista e catalogo storico, Fotogramma 40 racconta con oltre 350 immagini a colori gli ultimi quarant’anni di vita politica e culturale milanese, con un percorso che attraversa le grandi cronache che hanno segnato l’Italia della Seconda Repubblica, scavando in profondità nella nostra storia recente: dalla Milano da bere a Tangentopoli, dagli anni del craxismo e a quelli del berlusconismo. Un ritratto a più tinte della capitale morale del Paese che parte dai luoghi più iconici e scintillanti e si spinge fino agli angoli più profondi e sconosciuti, dove risiede la vera anima della città.
Rapporto sui diritti globali 2023. Le guerre in corso. Popoli, diritti umani, ambiente, lavoro, diritti sociali, migranti
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2023
pagine: 690
Dopo vent'anni di pubblicazioni, un Rapporto che riepiloga e condensa un periodo storico di profonde trasformazioni cominciate nel segno della "guerra infinita" con l'invasione dell'Iraq del 2003 e, ancor prima, con la scomposizione dell'ex Jugoslavia e con la "guerra umanitaria" della NATO. Un nuovo ciclo di scontri geopolitici che arriva alla nuova deflagrazione del conflitto tra Israele e Palestina passando per la guerra in Ucraina, che ha portato nel cuore dell'Europa - con la passività e complicità delle sue istituzioni comunitarie - il rischio di innescare un conflitto globale e persino nucleare. Ma la "guerra mondiale a pezzi" non è rivolta solo contro i popoli aggrediti e quelli costretti a combattere da governi autoritari e da tecnocrazie asservite a un onnipotente e multinazionale complesso militare-industriale. È anche guerra contro l'ambiente e l'intero pianeta, contro i diritti umani, contro i diritti sociali e contro quelli dei lavoratori, dei rifugiati e dei poveri. Il volume costituisce un'antologia e un promemoria, con testi inediti e con una selezione di interviste ad autorevoli interlocutori internazionali e di saggi pubblicati nel corso di due decenni dal Rapporto sui diritti globali. Testi che compongono un imponente corpo di analisi spesso anticipatrici e tuttora di sicura utilità per chiunque intenda capire quel che sta succedendo nel mondo.
Razza partigiana. Storia di di Giorgio Marincola 1923-1945
Carlo Costa
Libro: Libro in brossura
editore: Milieu
anno edizione: 2023
pagine: 228
"Razza partigiana" ricostruisce la vicenda umana di Giorgio Marincola, tra i pochi italiani afrodiscendenti nella storia della Resistenza. Nato in Somalia nel 1923 da un sottufficiale italiano e una donna somala, Marincola arrivò in Italia nella seconda metà degli anni venti. All’età di dieci anni si trasferì a Roma, dove frequentò il liceo ginnasio Umberto I, ed ebbe come professore di storia e filosofia Pilo Albertelli, figura importante dell’antifascismo di area liberaldemocratica. Partecipò attivamente alla Resistenza romana, spostandosi poi nel viterbese nella primavera ‘44, dove combatté in una formazione composta da partigiani di diverse aree e militari sbandati dopo l’8 settembre. All’indomani della liberazione della capitale, fu tra i militanti azionisti che si offrirono per l’arruolamento nell’intelligence militare britannica. Fu integrato in un’unità paramilitare che venne paracadutata in Piemonte, nel biellese, con funzioni di addestramento e collegamento. Arrestato durante un rastrellamento venne deportato al Polizeilicher Durchganglager di Bolzano. Sopravvissuto al lager, da cui uscì il 30 aprile 1945, decise di unirsi a una formazione partigiana della Val di Fiemme. Cadde in combattimento il 4 maggio 1945, in quella che è ricordata come l’ultima strage tedesca sul suolo italiano. Marincola è una figura di attraversamento, di luoghi, tempi, contesti differenti: i diversi aspetti della storia coloniale italiana, i percorsi variegati dell’antifascismo italiano, così come quelli del movimento resistenziale, eterogeneo in quanto alle strutture e alle modalità pratiche, così come alle posizioni ideologiche o, ancora, nelle dinamiche politiche e relazionali con i comandi alleati. La sua storia, ricostruita tramite la documentazione di origine partigiana, quella prodotta dallo Special Operations Executive britannico, nonché una preziosissima raccolta di suoi scritti autografi, e accompagnata da diverse testimonianze di amici e compagni di lotta, sfugge al facile stereotipo retorico del partigiano.

