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Osimo Bruno

Stile letterario e stile traduttivo. Come si forma il traduttese
13,00

History of translation. Contributions to translation science in history: authors, ideas, debate
26,00

Non posso stare zitto. Contro la pena di morte

Non posso stare zitto. Contro la pena di morte

Lev Tolstoj

Libro: Copertina rigida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

12,48

Basic notions of translation theory. Semiotics, linguistics, psychology, for B. A. students
23,92

La traduzione totale di Peeter Torop. Spunti per lo sviluppo della scienza della traduzione
23,92

La scienza della traduzione. Aspetti metodologici. La comunicazione traduttiva
23,92

Poesie apocrife. Testo russo a fronte

Poesie apocrife. Testo russo a fronte

Anna Ahmàtova

Libro: Libro rilegato

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

pagine: 120

Bruno Osimo ha tradotto tutte le poesie di Anna Ahmàtova, pubblicate in altro volume. In questo sono raccolte le liriche scritte dal traduttore mentre stava traducendo la poetessa russa.
12,00

La donna in lager. Vita quotidiana nei gulag

La donna in lager. Vita quotidiana nei gulag

Aleksandr Solzenicyn

Libro: Libro rilegato

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

pagine: 75

Si tratta di esperienze dirette dell’autore (che è stato in lager dal 1945 al 1954) o di testimonianze raccolte in anni e anni di studio e di ricerca attraverso numerosi volumi. La traduzione – realizzata ex novo apposta per questa edizione – ha lo scopo di essere più precisa possibile, ed è corredata di note esplicative per tutte le parole di gergo dei gulag, le quali non vengono tradotte ma traslitterate.
12,00

Il Vangelo spiegato ai bambini. Gesù interpretato da Tolstój

Il Vangelo spiegato ai bambini. Gesù interpretato da Tolstój

Lev Tolstoj

Libro: Libro rilegato

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

In questo libro, scritto da Tolstój all’età di ottant’anni, due anni prima della morte, si rintraccia in àmbito spirituale il più generale desiderio di creare un sistema scolastico primario all’interno della comunità di suoi seguaci. Nei pressi di snaâ Polâna, suo possedimento e residenza, in quegli anni era attiva una comunità di tolstojani, con anche una scuola per i figli dei contadini, come l’autore scrive all’inizio di questo libro. Età di lettura: da 7 anni.
13,99

Tutte le poesie (1912-1930). Versione filologica

Tutte le poesie (1912-1930). Versione filologica

Vladimir Majakovskij

Libro: Libro rilegato

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

Le poesie di Maâkovskij sono famose in tutto il mondo perché con le sue “scalette” di versi e con la sua sperimentazione lessicale e grafica sono state innovative e, per un certo tempo, sono state compagne di strada del regime totalitario instauratosi nell’ottobre 1917. Nel 1923 Maâkovskij andò a New York e davanti a un grattacielo fu ispirato a scrivere la sua prima poesia “a scaletta”. Probabilmente è stato ispirato dalle finestre accese/spente del grattacielo. Dal 1923 al 1930, anno del suicidio, quasi tutte le sue poesie sono scritte così, con i versi che non vanno a capo del tutto, descrivendo delle “scalette” con i caratteri tipografici. Il suicidio del poeta nel 1930 – causato in parte dalla disperazione del proprio amore possessivo per Verónika Polónskaâ – si inserisce nel contesto della divaricazione sempre più marcata tra il poeta della (sua personale idealizzata astratta) rivoluzione, e il poeta di riferimento del Partito comunista dell’Urss – ruolo, quest’ultimo, che lo metteva sempre più a disagio. I poeti morti suicidi spesso godono di una fama particolare, e in questo Maâkovskij non fa eccezione. Sono stati fatti diversi studi scientifici sulla correlazione tra malattia mentale e poesia, e tra poesia e suicidio, e sono state scoperte varie cose interessanti. In sostanza esiste una correlazione positiva tra schizofrenia e creatività verbale e in particolare poetica. La cosa non deve sorprendere, se pensiamo che scrivere poesie significa spingere al limite estremo il confine tra scrittura – e quindi sintassi, linearità della prosa – e associazione libera – e quindi paradigma, salto logico, metafora, nesso privato. Per dirlo con un termine che è volutamente in parte tecnico-medico e in parte suggestivo di una collocazione di frontiera, i poeti sono «borderline», cavalcano il confine tra lingua e metalinguaggio, fanno il surf sull’onda che separa l’esposizione ordinata e l’affastellamento creativo, e a volte ne sono travolti. Maâkovskij soffriva di certo di un delirio di onnipotenza-grandezza.
19,99

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