Scienze e Lettere
Pitagora filosofo e maestro di verità
Alfonso Mele
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
In accordo con la tradizione più antica ed autorevole, di cui si definiscono limiti e caratteristiche, la figura di Pitagora viene considerata nella duplice veste di maestro di verità e filosofo e studiata nel contesto dei vari ambienti in cui Pitagora e il Pitagorismo di V e IV secolo si è sviluppato ed ha avuto un suo ruolo: Samo, luogo di nascita del filosofo e ambiente della sua formazione; Crotone, prima sede del movimento da lui creato, teatro della sua affermazione ma anche della grande crisi sopravvenuta negli anni centrali del V secolo; Metaponto, seconda tappa dell'esperienza di Pitagora in Magna Grecia e caratteri assunti dal locale Pitagorismo e in riferimento alla gestione della vittoria su Sibari e alla guerra civile suscitata dai Pitagorici crotoniati; sviluppo del Pitagorismo tarantino e forme assunte dalle sue rinnovate prospettive politiche. Si prende in considerazione quindi il ruolo complessivo del Pitagorismo in Magna Grecia a partire dalla duplice esperienza crotoniate prima e tarantina dopo e si conclude con l'analisi dei risvolti italici prima e romani dopo assunti dal Pitagorismo.
Le anfore di Apani (Brindisi)
Paola Palazzo
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Il libro raccoglie in maniera complessiva i dati scaturiti dallo studio delle anfore commerciali di tipo vinario ed oleario, prodotte in età tardorepubblicana nell'insediamento artigianale di Apani, il più antico dei contesti produttivi nell'agro brindisino, segnalato sul finire dell'ottocento dall'arcidiacono Giovanni Tarantini e scoperto, nella metà degli anni sessanta del secolo scorso, da Benita Sciarra. Il lavoro sistematico ed analitico svolto su un campione ampio ed omogeneo di materiale proveniente da un unico ambito produttivo è stato impostato, con la guida di Daniele Manacorda, in occasione della tesi di laurea dell'autrice, raggiungendo l'obiettivo dell'individuazione tipologica delle anfore di Apani - riferimento essenziale per la complessiva produzione anforaria brindisina - attraverso la definizione del repertorio morfologico e l'edizione di un catalogo onomastico, ricavato sulla base dello studio delle migliaia di bolli impressi sulle anse dei contenitori.
La fine della tirannide
Filippo Canali De Rossi
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Il volume conclude un ciclo iniziato dallo stesso autore con "La tirannide in Grecia antica" e proseguito con "Tiranni, legislatori e giudici in Grecia arcaica". Particolare attenzione è qui riservata alla tirannide degli Ortagoridi, la più duratura in assoluto, le cui vicende costituiscono da un lato un contrappunto costante a quelle della più nota tirannide corinzia, dall'altro - attraverso la figura di Agariste, figlia del tiranno Clistene e madre dell'ateniese Clistene il riformatore - si legano ai futuri sviluppi della democrazia ateniese. La caduta della tirannide è osservata sia nei suoi aspetti economico-sociali (una interpretazione economicista vorrebbe legare la caduta dei Cipselidi con il declino delle esportazioni corinzie), che cronologici (la tirannide di Sicione non può estendersi oltre la durata centennale attribuitale da Aristotele), ma anche di propaganda, come ad Atene, dove gli Alcmeonidi contendono ai tirannicidi Armodio ed Aristogitone il merito di avere liberato la città.
Il mausoleo degli Acilii Glabriones ad Alife e i sepolcri a tamburo su podio con camera a cupola
Enrico A. Stango
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Il mausoleo romano cosiddetto degli Acilii Glabriones sorge ad Alife (CE) poche decine di metri all'esterno della porta orientale del recinto murario, di fronte all'odierno Municipio; l'attuale aspetto del sepolcro appare molto compromesso dal forte interro che ne nasconde la parte inferiore e dai danni apportati con le opere relative alle varie trasformazioni subite nei secoli, durante i quali venne successivamente trasformato in fortilizio, chiesa, deposito di paglia e cereali, sacrario, magazzino archeologico, fino alla recente apertura al pubblico. Nonostante ciò l'antico edificio, con l'austera ed imponente mole esterna e con la composta ed equilibrata volumetria della camera interna coperta a cupola, costituisce ancora uno dei più importanti e meno studiati monumenti di Alife e del territorio casertano.
Cittadini a confronto. I rilievi funerari con figure di politai nell'Asia Minore ellenistica e romana
Manuela Puddu
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Durante l'epoca ellenistica nelle poleis dell'Asia Minore mediterranea è attestata un'enorme diffusione delle stele a rilievo quali semata funerari per eccellenza, monumenti caratterizzati da soluzioni spesso originali di ciascuna città, pur nell'adozione di tematiche e iconografie standardizzate. In particolare, colpisce il largo successo che conobbe l'iconografia detta del polites, per l'uso da parte dei committenti di farsi raffigurare nella veste di cittadino che, assieme a elementi accessori, esprimeva i valori cardine del buon polites, le virtù civiche che era importante sottolineare agli occhi dei propri concittadini. In otto centri la presenza di tale tematica raggiunge o supera la decina di esemplari e offre l'occasione per una disamina della mentalità sottesa ai monumenti su cui è presente, ricondotti al più ampio contesto fisico delle necropoli che li ospitarono, a quello ideale delle restanti forme di autorappresentazione funeraria attestate e a quello storico-sociale della polis in cui furono prodotti o adottati. Il risultato è un quadro piuttosto eterogeneo delle otto poleis (Rodi, Samo, Efeso, Chio, Smirne, Lesbo, Cizico e Bisanzio), con significative differenze di linguaggio e di mentalità, spia della multiformità di una regione e di una produzione artistica spesso viste come unità omogenee e uniformi.
La lavorazione della calce dall'antichità al medioevo. Roma e le province dell'Impero
Lino Traini
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
In questo saggio di archeologia della produzione della calce tra l'antichità e il medioevo si analizza l'intero processo manifatturiero, dal reperimento della materia prima alla confezione del prodotto finito, con una discussione sugli spazi e gli strumenti di lavorazione e sui molteplici impieghi di questo materiale nei vari settori del vivere antico. L'occasione della ricerca è offerta dal ritrovamento nell'area delle cosiddette terme di Elagabalo a Roma, lungo le pendici settentrionali del Palatino, di una probabile vasca per lo spegnimento della calce di età severiana e di una calcara altomedievale, che, pur risalendo ad orizzonti temporali così distanti, bene si adattano a illustrare l'intero (o quasi) processo produttivo. Il risultato è un manuale sulla lavorazione della calce, trattata - dato il suo carattere conservativo con approccio globale e interdisciplinare, vale a dire estendendo il raggio della ricerca all'intero bacino mediterraneo fino a toccare tutte le province dell'Impero romano, prendendo in considerazione un ampio excursus cronologico dalle origini ai giorni nostri e utilizzando fonti letterarie, epigrafiche, giuridiche, iconografiche, d'archivio ed etnografiche.
Extispicio. Una scienza divinatoria tra Mesopotamia ed Etruria
Vincenzo Bellelli, Marco Mazzi
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Gli Etruschi ebbero fama nell'antichità di popolo di origini antichissime, abile nella navigazione e dedito alle arti. Fa parte dello stereotipo 'etnico' degli Etruschi, però, anche la particolare attenzione che, secondo gli scrittori romani, questi dedicavano alle pratiche religiose, di cui la divinazione faceva parte integrante. Fra tutte le arti divinatorie praticate, l'extispicio, cioè la consultazione delle interiora degli animali sacrificati, e in particolare del fegato degli ovini, è senza dubbio quella in cui gli Etruschi raggiunsero la maggiore specializzazione, al pari degli Assiri, dei Babilonesi e di altre popolazioni dell'Asia anteriore, fra cui vanno ricordati soprattutto gli Ittiti. È opinione diffusa, non a caso, che questa tecnica divinatoria sia stata trapiantata in Italia proprio dagli Etruschi, che l'avrebbero importata dal Vicino Oriente. Gli autori di questo studio, fondendo le rispettive competenze disciplinari, quella rispettivamente dell'archeologo specializzato nello studio della civiltà etrusca e quella del veterinario specializzato nelle patologie della specie ovina, hanno indagato il processo genetico della pratica divinatoria da un punto di vista originale, formulando ipotesi di lavoro che chiamano in causa scenari complessi che affondano nella protostoria.
L'isola delle madri. Una rilettura della documentazione archeologica di donne con bambini in Sicilia
Giulia Pedrucci
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Mentre le Madri del Faust di Goethe sono auguste dee assise in trono, isolate e silenziose, che mettono tutti a disagio, le madri di questo volume sono modeste e anonime figure femminili, che con semplice atteggiamento "materno" reggono tra le braccia un bambino, talora allattandolo. Potrebbero essere dee, ma potrebbero anche non esserlo. E l'isola in questione è la Sicilia, terra da cui provengono numerose raffigurazioni di queste madri e che è peraltro, per eccellenza, terra di dee, di madri, di sante. La straordinaria abbondanza (e continuità, e omogeneità) di statuine raffiguranti donne che allattano e la convenzionale peculiarità di un'isola connessa profondamente con il divino femminile costituiscono i punti di partenza per apparentemente divaganti itinerari archeologici, storici e storico-religiosi. Ma essi finiscono per convergere intorno all'ipotesi dell'esistenza sull'isola di culti rivolti a dee curotrofe (connesse genericamente con aspetti della maternità) e ctonie (legate al mondo dei morti e alla terra, intesa insieme come fonte di vita e luogo di morte). Le origini più remote e le caratteristiche più tipiche di queste divinità femminili, che da un certo momento assumeranno nomi greci (tra cui Demetra e Kore), vanno verosimilmente cercate nel mondo indigeno, ma senza escludere apporti provenienti dal Vicino Oriente antico.
La bottega delle immagini parietali I° sec. a. C.-I° sec. d. C.
Angelalea Malgieri
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
Questo studio indaga il rapporto tra cultura figurativa e decorazione pittorica di età romana attraverso due linee di ricerca, una rivolta all'analisi delle modalità di formazione e trasmissione del repertorio, l'altra mirata a individuare le tecniche impiegate per la trasposizione delle immagini a parete, integrando così la ricerca sui meccanismi della tradizione iconografica con l'osservazione diretta e analitica delle tecniche esecutive. Focus della ricerca è la produzione pittorica di area vesuviana, nel periodo compreso tra il I sec a.C. e il I sec d.C., laboratorio privilegiato per analizzare le varie fasi del processo di acquisizione, rielaborazione ed esecuzione delle immagini, non solo per la consistenza del patrimonio documentario e la completezza dei contesti, ma anche perché elementi contingenti come l'intensa attività di ricostruzione dopo il terremoto del 62 d.C. hanno favorito lo sviluppo di una fase decorativa cronologicamente circoscritta di straordinario interesse.
Materiali e contesti. Valle del Colosseo e pendici nord-orientali del Palatino. Volume Vol. 1
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
L'allattamento nella Grecia di epoca arcaica e classica
Giulia Pedrucci
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2013
"Il latte è fratello delle mestruazioni". In questo passo ippocratico si riassume tutta la teoria degli antichi Greci sull'emogenesi del latte umano, teoria straordinariamente tenace e ricca di sorprendenti implicazioni culturali. Accanto a un'analisi puntuale e originale dell'allattamento nella Grecia antica, questo libro offre una rilettura del ruolo della Madre (volutamente e ostinatamente con la maiuscola: un "personaggio" di pirandelliana memoria) nella società del tempo, finalmente libera da sovrainterpretazioni anacronistiche e psicanalitiche del materiale offerto dagli "autori" (maschi). In questo modo l'autrice ci consente di gettare uno sguardo inedito su alcuni aspetti poco noti del pensiero greco, senza peraltro alimentare l'illusione di poter vedere più di quanto ci è concesso dalle fonti.

