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L'esercito imperiale al tempo del principe Eugenio di Savoia 1690-1720. Volume Vol. 1
Bruno Mugnai, Luca S. Cristini
Libro: Libro in brossura
editore: Soldiershop
anno edizione: 2016
pagine: 68
Eugenio principe di Savoia-Carignano, conte di Soissons. Generale a soli 24 anni, Feldmaresciallo a 27, Eugenio è stato il più grande comandante della storia dell'esercito di Casa d'Austria e dalle cancellerie europee, per l'abilità dimostrata anche in diplomazia, fu considerato 'l'imperatore segreto'. Dopo il rifiuto da parte di Luigi XIV al suo ingresso nell'esercito, il principe fuggì in Austria e in quel paese iniziò la sua sfolgorante carriera, culminata con l'ascesa ai vertici della macchina militare asburgica, condotta nella duplice veste di combattente e instancabile riformatore. In questa serie di tre volumi viene analizzata la storia, la direzione dell'esercito e la sua organizzazione, compreso l'equipaggiamento e le uniformi della fanteria imperiale al tempo del grande capitano italiano. Questo è il primo dei tre volumi dedicati alla fanteria imperiale.
L'esercito di Bisanzio in Italia (535-1071). Dalla riconquista giustinianea alla caduta di Bari
Nicola Bergamo
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2016
pagine: 80
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente fu Costantinopoli a mantenere vive le vestigia e tradizioni romane. Dalla nuova capitale sul Bosforo, opulenta città e ricca di fascino, ripartirono i tentativi di ricostruire l'unità spezzata. Ci volle quasi un secolo per organizzare una valida spedizione militare con l'ambizione di riconquistare le antiche terre perdute e questo fu possibile grazie al governo di Giustiniano I. La guerra che ne seguì, conosciuta come "guerra gotica", durò quasi 20 anni, unificò la provincia con l'Impero, ma distrusse la penisola. L'unità ebbe però vita breve, i Longobardi giunsero in Italia nel 569 e la designarono come loro nuova dimora. Gli Imperiali, così, si trovarono sulla difensiva per quasi due secoli mantenendo gran parte dei territori, almeno fino all'avvento di Rotari che nel 643 ne conquistò gli ultimi brandelli. Ravenna cadde nel 751 sotto le lame longobarde. La risposta imperiale poté concretarsi solamente un secolo dopo, quando fu inviato il generale Niceforo Foca "il vecchio", che riuscì a conquistare tra il 885 e il 886 gran parte della Puglia, della Calabria e parte del beneventano. II controllo imperiale si mantenne forte per quasi due secoli. Con l'arrivo di Roberto il "Guiscardo" nel 1050, le bande normanne trovarono finalmente il loro capo indiscusso e questo permise la rapida conquista di diverse porzioni del territorio imperiale fino a conquistarne la capitale politica, Bari nel 1071.
Der lange Türkenkrieg (1593-1606). La lunga guerra turca. Ediz. italiana e inglese
Bruno Mugnai, Christopher Flaherty
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2015
pagine: 80
I Tasso una famiglia bergamasca
Luca S. Cristini
Libro: Copertina rigida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2015
pagine: 192
L'esercito piemontese alla vigilia della seconda guerra per l'indipendenza dell'Italia 1849-1859. Volume 2
Andrea Melani, Enrico Ricciardi
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2015
pagine: 80
La battaglia di Cortenuova e le ultime battaglie della Lega lombarda. Novembre 1237
Luca S. Cristini, Alberto Peruffo
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2015
pagine: 80
La crociata contro i Catari. 1209-1229. La terribile lotta contro gli Albigesi in Linguadoca. Ediz. italiana e inglese
Luca S. Cristini, Nadir Durand, Vincenzo Mistrini
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2015
pagine: 80
Bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura nel XV Secolo
Luca S. Cristini, Matteo Radaelli, Nadir Durand
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2014
pagine: 80
Bartolomeo Colleoni iniziò la sua carriera militare, come scudiero, all'età di 15 anni presso Filippo Arcelli signore di Piacenza. Nel 1424 era, al servizio del condottiero Jacopo Caldora, al comando di una squadra di 20 cavalli. Con il Caldora entrò nella corte di Giovanna II di Napoli; partecipò alla battaglia dell'Aquila, 1424, contro Braccio da Montone, che venne sconfitto e rimase ucciso. Si distinse nell'assedio di Bologna, 1425, sotto le insegne del Caldora, per il Papa. La guerra cominciò a dare i suoi frutti, il suo nome si diffuse e la sua fama crebbe tanto da essere notato da Venezia. Iniziò così un lungo rapporto che, tra alti e bassi, segnò la sua vita e gli diede alla fine quella fama di condottiero tanto ricercata oltre alla connessa ricchezza. Fu un rapporto, di odio/amore, che vide sempre nel Colleoni una pulsione verso la Serenissima, pulsione ampliata dalla ricerca di riconoscimenti della propria capacità bellica e anche dalla gratitudine per quanto di onori e ricchezze la Repubblica gli darà, non ultimo quell'anelato monumento equestre da erigersi in piazza San Marco... e che invece finirà nel campo san Pietro e Paolo...
Der lange Türkenkrieg (1593-1606). La lunga guerra turca. Ediz. italiana e inglese
Bruno Mugnai, Christopher Flaherty
Libro
editore: Soldiershop
anno edizione: 2014
pagine: 80
Garibaldi in Sudamerica. Gli anni dell'esilio e della lotta 1835-1854
Bruno Mugnai
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2014
pagine: 80
L'esercito del regno di Napoli (1806-1815). Ediz italiana e inglese. Volume 1
Luca S. Cristini, Claudio Fernandez
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2014
pagine: 80
Breitenfeld 1631. Il superbo capolavoro tattico di Gustavo Adolfo
Luca S. Cristini
Libro: Copertina morbida
editore: Soldiershop
anno edizione: 2013
pagine: 80
La brulla mattina del 17 settembre 1631, due imponenti eserciti si affrontarono sui campi di Breitenfeld, un oscuro villaggio sassone non distante da Lipsia. L'incontro fu in qualche modo casuale, ma le due armate stavano guerreggiando da diversi mesi nella regione. Il comandante imperiale Jan T'serclaes Barone di Tilly, solitamente prudente, anziché ritirarsi convenientemente, decise di accettare lo scontro sia pure trovandosi in inferiorità numerica. Dopotutto, pensava di avere il vantaggio della posizione. Ha con sé circa 32.000 uomini, in gran parte esperti veterani ed un comandante in seconda, Pappenheim, noto e celebre per il suo coraggio e la sua audacia. Davanti a sé ha l'armata svedese di 23.000 uomini agli ordini del loro sovrano, Gustavo Adolfo II di Svezia insieme all'esercito protestante dell'elettore di Sassonia con altri 18.000 uomini. La battaglia ebbe fasi alterne, ma sera dopo ben sette ore di aspri combattimenti si contarono i caduti, a terra giacevano quasi 10.000 uomini, per la maggior parte imperiali, e altrettanti furono i prigionieri. Fu la grande vittoria di Gustavo Adolfo.

